martedì 31 marzo 2015

Decidere!

Decidere!

Renzi ha la sua fondazione.
Come D’Alema ha la sua fondazione.
Come anche altri politici hanno la propria.
Con la quale ricevere generosi (immagino) contributi non (completamente) pubblici.
Con le quali mischiare assieme affari e politica. Appalti e cooperative.
Che c’entrano assieme Renzi e D’Alema (inchiesta ischitana a parte)?
D’Alema è quello che diceva “capotavola è dove mi siedo io”.
Renzi addirittura, apparecchia la tavola solo per lui.
Entrambi hanno visione monocratica del partito che, nato democratico, si è via via trasformato nel partito del pensiero e del voto unico.
Ieri in direzione PD, il segretario presidente rottamatore ha ottenuto il voto unico del suo partito sulla riforma dell’Italicum.
La minoranza Pd, con un gesto di enorme coraggio, è uscita dall’aula.
Anticipo di quello che succederà nel prossimo parlamento: chi è d’accordo con me, dentro. Gli altro fuori.
L’opposizione, che pure servirebbe a qualcosa in un sistema democratico, viene trasformata in soprammobile.
Utile solo se sta ferma e non rompe.
Sull’Italicum Renzi ci dice che è tempo di decidere, che non si può continuare a discutere su quanto sia rischiosa questa legge elettorale, magari approvata con la fiducia.
Democrazia è decidere.
E in quanto a decisionismo, questi due non scherzano.
Gli altri (la minoranza, quelli che le riforme e le decisioni lasciano indietro, i finti salvati della Thyssen, ..) che si accomodino fuori.
Tempo per decidere sulla trasparenza dei partiti, sull’anticorruzione, sul falso in bilancio ne avremo tanto nei prossimi anni…
Da unoenessuno.blogspot.it

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