lunedì 30 marzo 2015

E Passera punta a contendere Palazzo Marino a Salvini

da ilretroscena.it

E Passera punta a contendere
Palazzo Marino a Salvini

 Dopo il tramonto dell’ipotesi Lupi, il fondatore di Italia Unica sarebbe tentato dal presentarsi come possibile successore di Pisapia. Salvini resta in pole ma l’ex ministro punta a capitalizzare il voto di quei moderati che non si rivedrebbero nel segretario del Carroccio

E Passera punta a contendere Palazzo Marino a Salvini
Non ha appena fatto in tempo a dichiarare che tra un anno non chiederà un altro mandato, che già è cominciata la corsa alla successione di Pisapia. E Milano, si sa, rappresenta insieme a Roma più di un semplice Comune. Quasi un ministero per il peso specifico che ricopre. Così con gli scandali che hanno lacerato la Lombardia e soprattutto all’indomani dell’Expo, il futuro politico di Milano è destinato a incidere anche su quello nazionale.
E paradossalmente in questa partita un ruolo quasi marginale sembra riservato al Pd, se visto come partito in quanto tale e non come creatura di Renzi. Il quale, a dire il vero, potrebbe alla fine risolvere la partita come un centravanti che segna al novantesimo. Nel frattempo i nomi che circolano, da Majorino ad Ambrosoli passando per  Boeri, sembrano non scaldare tanto i cuori dei milanesi e non rispecchiano in maniera inequivocabile l’imprinting renziano. In più, il figlio dell’eroe borghese Giorgio è reduce dalla dura sconfitta contro Maroni alle ultime regionali e l’archistar sarebbe addirittura un rincalzo, considerato che proprio quattro anni fa perse le primarie con Pisapia. Nella sinistra Pd, poi, c’è chi teme di fare il passo più lungo della gamba, un po’ ridimensionata dopo i casi Penati e Greganti.
A destra invece il quadro è più vivace. L’uscita di scena per risacche giudiziaria di Lupi – che val la pena ricordarlo attualmente non è indagato – ha spianato la strada a quanti ambiscono a colmare il vuoto lasciato da quello che a tutti gli effetti era considerato l’uomo più in vista per Palazzo Marino. Ma anche se non si presenterà ai nastri di partenza, è incauto tralasciare che l’ex titolare delle Infrastrutture, insieme ad altre personalità lombarde di alto lignaggio del Nuovo Centrodestra, continuerà ad essere un dominus importante in quanto a peso elettorale sul territorio. Perché nonostante sul Pirellone splenda il sole delle Alpi e in tutta la Lombardia avanza la stella di Salvini, Milano resta fondamentalmente una città ispirata da un pensiero moderato e liberale.
In questo combinato disposto conta di giocarsi le proprie carte Corrado Passera. Ipotesi corroborata per altro anche dall’inner circle dell’ex ministro che, con la sua Italia Unica, conta di raccogliere il timone del centrodestra e conquistare con la competenza e la managerialità l’eredità berlusconiana. Del resto proprio Salvini è più un avversario che un competitor, considerati i pubblici e i linguaggi diversi. Milano, dunque, sarebbe il primo banco di prova per entrambi. Da un lato Passera, che ha sempre considerato le regionali prive di significato poiché le Regioni in sé sono qualcosa da superare, testerebbe sul campo la sua creatura e il suo peso. Dall’altro Salvini farebbe il primo passo importante nella politica nazionale per avvicinarsi ancor di più all’alter ego di Palazzo Chigi.
E il primo sentiment all’ombra della Madonnina sarebbe appannaggio dell’ex ministro, dal momento che chi conosce bene le dinamiche milanesi lo ritiene la persona più adatta a poter gestire il rilancio di Milano dopo l’Expo. Salvini, che pur piace in città e che spinge per votare subito e capitalizzare nell’immediato l’estrema popolarità presso la grande massa, sarebbe di difficile amalgama con il resto della coalizione di centrodestra. Ad ogni modo la partita è appena cominciata e, in tutto questo, manca da mettere a consuntivo – come si diceva sopra –  l’eventuale colpo a sorpresa di Renzi. Magari anche a insaputa del suo partito. Del resto Mattarella docet.
di Gemini

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