sabato 21 marzo 2015

E QUESTI ALTRI QUANDO LI CACCIA?

E QUESTI ALTRI QUANDO LI CACCIA? (Emiliano Liuzzi).

La lista nera

VA BENE ALLONTANARE CHI SBAGLIA, MA IL PREMIER USA IL SUO METRO: QUELLO DEI DUE PESI E DUE MISURE.

Lui, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, appena può, ripete la frase da talk show: “Sono garantista”. E ha anche un buon motivo: nel suo governo di indagati ce ne sono in abbondanza. Un ministro, Stefania Giannini, è stata citata a giudizio dalla Corte dei conti per un danno erariale stimato in 420 mila euro, relativo ai tempi in cui ricopriva la carica di rettore dell’Università per stranieri di Perugia. C’è poi un caso conclamato: Francesca Barracciu, sottosegretario del ministero dei Beni Culturali, era la candidata del Pd alle elezioni regionali in Sardegna, un anno fa.Aveva vinto le primarie, ma il giorno stesso l’avvisarono anche dell’indagine per peculato che aveva avviato la Procura di Cagliari nei suoi confronti.
Secondo l’accusa, Barracciu avrebbe speso 80 mila euro senza nessuna giustificazione. Tutti soldi, dice lei, finiti in benzina. I magistrati non le hanno creduto ed è ancora indagata. Per evitare che corresse come presidente della giunta sarda, Matteo Renzi se l’è portata a Roma. Indagato in corsa, invece, una delle new entry di Palazzo Chigi ai tempi di Matteo: lui si chiama Davide Faraone, responsabile del Welfare del Pd e, soprattutto, sottosegretario all’Istruzione: è indagato per peculato sulle spese pazze in Sicilia.   A Renzi piace assai anche Vasco Errani, ex presidente della Regione Emilia Romagna, carica dalla quale si è dimesso per una condanna in secondo grado per falso. Renzi, garantista fino in fondo, lo vuole a Roma con un incarico importante. Per adesso è stato lo stesso Errani a declinare l’invito in attesa del terzo grado di giudizio. La lista prosegue con Ernesto Carbone, un procedimento civile e uno penale, e Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, candidato Pd alle prossime elezioni regionali in Campania. Tra i governatori non se la passa bene neppure Enrico Rossi della Toscana: è indagato per un buco da 300 milioni di euro dell’Asl di Massa e Carrara.
Da Il Fatto Quotidiano del 21/03/2015.

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