venerdì 6 marzo 2015

Falso in bilancio, spunta il lodo Grasso

Falso in bilancio, spunta il lodo Grasso (LIANA MILELLA).

Grasso
Maggioranza orientata per una proposta presentata all’inizio della legislatura dal presidente del Senato Così possibili le intercettazioni anche per le piccole società. Prescrizione, compromesso in vista Pd-Ncd.
ROMA – Vince Orlando sulla Guidi e il reato di falso in bilancio resta quello scritto in via Arenula, con lo spiraglio di un possibile recupero delle intercettazioni sfruttando un escamotage giuridico proposto da Grasso. Ma sulla prescrizione si va al compromesso tra Pd e Ncd, la “morte” dei più gravi reati di corruzione, come ha chiesto con insistenza Orlando, resta fissata nel massimo della pena più la metà, ma questo calcolo varrà solo se il corso della prescrizione sarà interrotto da un atto del magistrato. Qualora l’atto non ci dovesse essere, la prescrizione durerà solo quanto il massimo della pena.
Per vedere i testi bisognerà aspettare la prossima settimana, dopo il consiglio dei ministri di martedì, nel quale ci sarà il via libera definitivo alla tenuità del fatto che, solo a quel punto, potrà essere citata nel falso in bilancio. definiti. Ma i colloqui di ieri tra il Guardasigilli Andrea Orlando e il viceministro della Giustizia Enrico Costa avrebbero già sortito una prima dead line sulla prescrizione, e altrettanto sarebbe accaduto per il falso in bilancio dopo contatti tra Giustizia, Mef e Mise. C’è un po’ di delusione da parte di Federica Guidi, la titolate dello Sviluppo economico, ma sul falso in bilancio Orlando, spalleggiato da Renzi, è stato irremovibile. Il ministro avrebbe speso soprattutto i lasciapassare sulla formula del nuovo reato ufficialmente dato dal presidente dell’Authority Anti-corruzione Raffaele Cantone e indirettamente dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, che in via Arenula ha lasciato un testo simile a quello del ministro, scritto da presidente della commissione che doveva rivedere il reato.
Dunque: pena di 3-8 anni per le società quotate, di 1-5 per le non quotate, di 6 mesi-3 anni per le piccole imprese. Resta, per ora, l’impossibilità di fare intercettazioni per le non quotate, ma ci potrebbe essere un importante novità perché il testo potrebbe recepire quello del presidente del Senato Piero Grasso. Quando due anni fa, da senatore del Pd, Grasso depositò il suo ddl anti-corruzione, previde una circostanza aggravante che in caso di «grave danno ai soci, ai creditori, ai risparmiatori o alla società» aumentava la pena, per quotate e non quotate, «fino alla metà». I 5 anni di pena delle società non quotate diventerebbero oltre 7 anni, rendendo possibili le intercettazioni.
E siamo alla prescrizione, di cui ieri s’è ragionato a lungo sia nel Pd che dentro Ncd. Dove, a partire da Angelino Alfano, è stato un fiorire di dichiarazioni per negare la spaccatura con il Pd. Ncd starebbe per spuntare una mezza vittoria sull’aumento della prescrizione per i reati di corruzione. Orlando tiene il punto sulla «specificità dei reati di corruzione» cui vuole riconoscere un tempo più lungo. Ma il testo votato in commissione Giustizia alla Camera, che soddisfava la presidente Pd Donatella Ferranti, subirebbe una modifica non da poco. Facciamo l’esempio del reato di corruzione, oggi punito fino a 8 anni, ma in futuro fino a 10. Se restasse la legge attuale (articoli 157 e 161 del codice penale) la prescrizione sarebbe pari al massimo della pena (10 anni), più un quarto (2 anni e mezzo) solo in caso di atti del magistrato. Se dovesse passare il testo votato giovedì in commissione, la prescrizione sarebbe del massimo della pena (10 anni), più la metà (5), più il tempo dovuto alle interruzioni (3), più i 3 anni del futuro processo breve (2 anni in appello e uno in Cassazione). Siamo a 21. «Reato imprescrittibile» dice Costa. Questo perché la prescrizione avrebbe un tempo “lungo” in assoluto (10 più 5), e non frutto delle interruzioni processuali. Il compromesso tra Pd e Ncd vede l’aumento della prescrizione solo per le interruzioni (10 più 5). Qualora non ci fossero, la prescrizione durerebbe solo 10 anni. Su questo Ncd pare irremovibile e parla di un accordo di maggioranza «saltato all’ultimo momento» perché la modifica ha riguardato l’articolo 157 (Tempo necessario a prescrivere) e non il 161 (Effetti della sospensione). Che ora verrebbe ripristinato, anche se Ncd insiste per un aumento che si fermi a un terzo e non raggiunga la metà. Martedì prossimo, se la mediazione passa, Ncd voterà il testo in commissione Giustizia. Altrimenti sarà di nuovo bufera.
Da la Repubblica del 06/03/2015.

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