giovedì 19 marzo 2015

Fame da Lupi

Fame da Lupi (Marco Travaglio).

Lupi
Forse una visita guidata al Museo Lombroso di Torino, che espone i crani imbottigliati in formalina dei manigoldi più famosi, non guasterebbe. La criminologia fisiognomica sarà pure una teoria superata, ma – visto come siamo conciati   – può ancora servire a riconoscere dalla faccia certi ladroni che periodicamente finiscono nelle patrie galere, poi rientrano nel giro, poi vengono riacchiappati, poi acciuffano una prescrizione e riagguantano la poltrona, per poi tornare nel loro habitat naturale: la cella di isolamento. Prendiamo Ercole Incalza: ex Psi (corrente sinistra ferroviaria), l’aveva fatta franca in ben 14 processi, fra prescrizioni, assoluzioni e norme ad hoc (gli errori giudiziari più diffusi sono le assoluzioni dei colpevoli).
Insomma, meritava un’altra chance nell’Ncd, che tutti credono l’acronimo di Nuovo Centro Destra, trascurando l’opzione più ovvia: Nuova Compagnia Detenuti. In una telefonata – scrive il gip di Firenze – Incalza “afferma di aver trascorso la notte a redigere il programma di governo che Ncd avrebbe dovuto presentare e di essere in attesa del benestare di Alfano e di Lupi”. Il 17 febbraio 2014, mentre nasce il governo Renzi, Lupi “si lamenta per essere stato da lui abbandonato”, ma “Incalza contesta tale affermazione dicendogli di aver scritto anche il programma”. Che vuoi di più, Mauri’? Che ti porti la brioche al mattino?   Poi c’è la nomina dei sottosegretari alle Infrastrutture, che non spetta a Lupi né tantomeno a Incalza, ma a Renzi. Però ci pensa Ercolino, ci vuole gente giusta: Letta ha rischiato i denti col viceministro pd Vincenzo De Luca, plurimputato, e con Tonino Gentile, quello che candidò B. al Nobel per la Pace, poi passò a Ncd e finì in uno scandalo che lo costrinse a dimettersi. Con chi rimpiazzarli? Ci pensa Incalza, grande talent scout: “Il 28-2-2014 Lupi gli telefona e lo informa che, in seguito alla sua ‘sponsorizzazione’, hanno nominato viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini e invita Incalza a parlargli per dirgli ‘che non rompa i coglioni’”. Nencini, pure lui ex Psi, era già comparso nelle intercettazioni della Cricca della Protezione civile: l’uomo giusto al posto giusto. L’altro sottosegretario è Umberto Del Basso De Caro, che era l’avvocato di Craxi ed è inquisito a Napoli per peculato: chi meglio di lui. Ercolino è soddisfatto: “In alcune successive telefonate Incalza fa presente che al ministero per le Infrastrutture sono arrivati due suoi compagni socialisti: Nencini e Del Basso De Caro. Il suo amico commenta tali nomine dicendo ‘complimenti… sempre sempre più coperto!’”.
Renzi, noto rottamatore, sbatte i tacchi. Una bella squadretta, non c’è che dire. Del resto, senza l’Ncd il suo governo non esisterebbe: niente maggioranza in Senato. E sul capitale umano la grande stampa chiude un occhio, anzi due. Eugenio Scalfari stravede per quell’accozzaglia di inquisiti e poltronisti, rimasti nel governo Letta dopo l’uscita di FI per conservare le cadreghe: “È quella che noi chiamiamo la destra repubblicana… Una novità di grandissimo rilievo nel panorama della politica non soltanto italiana ma anche europea”, anche perché grazie a Ncd “scompare la presenza di Berlusconi e del berlusconismo dalla maggioranza” (17-11-2013). Berlusconi forse, il berlusconismo mica tanto. Invece, sul Corriere, Polito El Drito si esalta per il “parricidio” di Alfano con B. e lo paragona a quelli di Fanfani con De Gasperi, di Sarkozy con Chirac, della Merkel con Kohl e incensa il Letta-bis “sorretto da una nuova maggioranza temprata nel fuoco di una battaglia parlamentare aperta e senza rete” in vista della “riforma del sistema politico” e dell’avvento “di una terza Repubblica”. E sta parlando del partito di Alfano, Cicchitto, De Girolamo, Schifani, Formigoni, Scopelliti, Castiglione, Firrarello, Bonsignore, Giovanardi e naturalmente Lupi. Più che un partito, pare il bar di Guerre stellari, con una densità di condannati e inquisiti che nemmeno nella periferia metropolitana più disagiata. Al confronto, Forza Italia è un convento di orsoline: se passa di là pure Verdini, a parte il capo gli altri rischiano di essere quasi tutti incensurati. Formazione tipo Ncd. Vito Bonsignore, una condanna definitiva per tentata corruzione e una nuova indagine, quella delle Grandi Opere, dov’è inquisito insieme ad altri due pezzi grossi di Ncd: Rocco Girlanda, ex sottosegretario pdl di Letta, e Stefano Saglia, ex An alfanizzato. Roberto Formigoni, sotto processo a Milano per corruzione e altre virtù. Nunzia De Girolamo, inquisita a Benevento per abuso e altre facezie. Giuseppe Scopelliti, condannato in primo grado per abuso. Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura, indagato a Catania per abuso e turbativa d’asta sull’appalto per il Centro rifugiati di Mineo, il più grande d’Europa (un business, quello dei Cara, molto caro alle “Misericordie”, tipo quella di Modena presieduta dal gemello di Giovanardi). Suo suocero Pino Firrarello, condannato e poi prescritto per turbativa d’asta e corruzione sull’ospedale di Catania e di nuovo inquisito per voto di scambio. Luigi Grillo, condannato con patteggiamento per corruzione su Expo e indagato per rapporti con la ‘ndrangheta. Pare che graviti dalle parti di Ncd pure Cesare Previti, nei panni del vecchio saggio, come Totò ne I soliti ignoti: e la sua mano – onore al merito – si nota subito. Renato Schifani, per anni indagato per mafia, archiviato con un provvedimento che sottolinea i suoi rapporti con diversi mafiosi. Ed è uno dei più puliti di “quella che noi chiamiamo la destra repubblicana… Una novità di grandissimo rilievo nel panorama della politica non soltanto italiana ma anche europea”. L’Europa ancora non sa nulla, ma il primo che esce di galera l’avverte.
Da Il Fatto Quotidiano del 19/03/2015.

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