lunedì 30 marzo 2015

Gli irrisolti di Ingrao, irrisolti ancora oggi

da il manifesto
POLITICA

Gli irrisolti di Ingrao, irrisolti ancora oggi

I 100 anni di Pietro. Alla camera Tronti, Maria Luisa Boccia, Alberto Olivetti e Celeste Ingrao presentano il programma dei festeggiamenti. Non solo politica, anche la poesia e il cinema, il primo amore, abbandonato per l'irrompere della guerra di Spagna

Pietro Ingrao. Il 31 marzo compirà 100 anni.
Una serie di eventi «sobri e il più pos­si­bile senza enfasi» anche se l’oggetto «è qual­cosa di ecce­zio­nale», ammette Mario Tronti, pre­si­dente del Cen­tro riforma dello stato, alla pre­sen­ta­zione dei festeg­gia­menti dei cento anni di Pie­tro Ingrao, a Mon­te­ci­to­rio. Cin­que appun­ta­menti rivolti «a tutti quelli che quando sen­tono Ingrao rico­no­scono anche qual­cosa di se stessi». E chi, a sini­stra, può soste­nere con one­stà di non dover qual­cosa a Ingrao? Un’occasione per par­lare «non solo del pas­sato ma anche di un pre­sente tur­bi­noso», spiega ancora Tronti.
Con lui anche Cele­ste Ingrao, una delle figlie: «Ci sono scritti di 15–20 anni fa che, per for­tuna e pur­troppo, sono di stretta attua­lità. Per for­tuna per­ché ci si rende conto che que­sto pen­siero non si esau­riva nella stretta attua­lità ma aveva un oriz­zonte ben più vasto; pur­troppo per­ché temi emersi 20 anni fa sono ancora lì come erano, cioè irri­solti». Dal tema della pace e della guerra, a quelli dell’intreccio fra sociale e poli­tica (su que­sto sor­prende per con­tem­po­ra­neità un ine­dito che sarà pub­bli­cato dal mani­fe­sto nell’inserto in edi­cola mar­tedì). E via via, fino alla pra­tica del dis­senso: a sessant’anni dal cele­bre «Non sarei sin­cero se non dicessi che non sono stato per­suaso» (1966, XIe­simo con­gresso del Pci), la litur­gia dell’unanimismo e il diritto al dis­senso sono ancora all’ordine del giorno, a sini­stra. Molti i patro­cini isti­tu­zio­nali (Pre­si­denza della Repub­blica, Camera, Senato, Regione Lazio, Roma Capi­tale) «per­ché Ingrao è stato un pro­ta­go­ni­sta delle nostre isti­tu­zioni» oltre­ché «della vita sociale e cul­tu­rale del paese», dice Maria Luisa Boccia.

Il primo appun­ta­mento, il 31 marzo, affronta subito il nodo del «Per­ché la poli­tica» alla Camera alla pre­senza di Ser­gio Mat­ta­rella, con un saluto della pre­si­dente Bol­drini, inter­venti di Rei­chlin, Zagre­bel­sky, Ros­sanda e Poggi. Sem­pre alla Camera, il 16 aprile, sui tre anni di pre­si­denza della Camera di Ingrao con la pre­sen­ta­zione della rac­colta degli inter­venti par­la­men­tari 1976–1979, con Napo­li­tano, Scal­fari e Casini. Il 18 aprile a Villa Tor­lo­nia una mostra di Alberto Oli­vetti con la pre­sen­ta­zione del volume «Per un ritratto di Pie­tro Ingrao» (Ediesse), sulla poe­sia di Ingrao «non un’acquisizione a latere ma una delle polpe del poli­tico», come dice lo stesso Oli­vetti. Il 22 aprile alla Fon­da­zione Basso la pre­sen­ta­zione del quarto volume degli scritti di Ingrao, «Coniu­gare il pre­sente» (Ediesse). Infine il 5 mag­gio un omag­gio al primo amore, il cinema, che abban­donò nel ’36 per l’irrompere della guerra in Spa­gna, con Ettore Scola e Nicola Campiotti.

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