domenica 29 marzo 2015

Gli stipendi in Parlamento come il gioco delle 3 carte

da blog Beppe Grillo

Gli stipendi in Parlamento come il gioco delle 3 carte


"Vi ricordate del tanto sbandierato tetto agli stipendi dei superburocrati del Parlamento? Il Pd, solo pochi mesi fa, si vantava di aver introdotto il limite massimo di 240mila euro alle retribuzioni degli alti funzionari di Camera e Senato. Ovviamente si trattava solo dell’ennesimo trucco perché sommando indennità, oneri e incentivi vari gli emolumenti arrivavano a circa 400mila euro in totale. Bene, abbiamo scoperto che la Commissione sui contenziosi del Senato, l’organo a larghissima maggioranza Pd che si occupa dei ricorsi del personale, ha deciso che anche questa misura di facciata va eliminata. Il Pd ha bocciato la decisione del Pd: niente limite fisso alle retribuzioni, neppure fittizio, gli stipendi d’oro non vanno nemmeno sfiorati. Renzi ha ingannato i cittadini, i privilegi che dovevano essere cancellati vengono ripristinati integralmente: prima ha annunciato il tetto agli stipendi d’oro, poi ha introdotto un tettuccio decapottabile ed infine lo ha eliminato del tutto. È il solito gioco delle tre carte di un premier baro e spudorato che si illude di farla franca. Il M5S ha promesso di aprire le istituzioni come una scatoletta e continuerà a farlo. I cittadini devono sapere che all’ultima riunione della Commissione sui contenziosi, i cui membri sono solo senatori della maggioranza, il Pd ha fatto dichiarare illegittimo il tettuccio alle retribuzioni dei dipendenti parlamentari concedendo al massimo, bontà sua, un eufemistico "contributo" fino al 2017. Tradotto: per i prossimi tre anni i super funzionari di Camera e Senato avranno un piccolo taglietto alla retribuzione, poi continueranno a guadagnare come e più di prima. Per il partito del premier i privilegi non si possono intaccare nemmeno di un centesimo, questa è la realtà. Le pensioni dei comuni mortali sì, le tasche dei cittadini si possono spremere. Gli assegni da mezzo milione di euro l’anno invece no, quelli dei potenti funzionari sono diritti più acquisiti degli altri. Renzi ha la faccia tosta di dire che sono insostenibili le forme di tutela dei milioni di poveri e disoccupati, come il reddito di cittadinanza, ma il modo di salvaguardare la casta lo trova sempre. È stato messo lì per questo e, più che della faccia, si preoccupa della poltrona. Noi non molliamo: presenteremo le nostre proposte al bilancio del Parlamento per garantire equità e giustizia sociale, costringeremo il Pd ad assumersi le proprie responsabilità in Aula di fronte ai cittadini". 
Riccardo Fraccaro, M5s camera

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