venerdì 27 marzo 2015

I «prolet» e le banche

da il manifesto
EUROPA

I «prolet» e le banche

''Poi, poco a poco, la folla si infittì, vi furono sem­pre più per­sone in movi­mento e, nono­stante fosse molto dif­fi­cile accor­ger­sene, un numero sem­pre più cospi­cuo di quelle per­sone ave­vano con sé vali­gette, zaini o bor­soni di tela. Oscar sapeva che quelle per­sone dall’aspetto asso­lu­ta­mente nor­male face­vano parte della cospi­ra­zione (…) Oscar pre­su­meva che fos­sero tutti dei pro­let radi­cali: dis­si­denti, Auto­no­men, nomadi, mem­bri delle unioni per il tempo libero; in effetti, si trat­tava di un’ipotesi ragio­ne­vole, poi­ché un quarto della popo­la­zione ame­ri­cana non aveva più un impiego e oltre la metà aveva rinun­ciato ad averne uno fisso. L’economia moderna non creava più un numero di posti suf­fi­cienti a occu­pare il tempo delle per­sone (…). In effetti — Oscar era giunto a que­sta con­clu­sione sol­tanto dopo nume­rosi esami appro­fon­diti del nastro — i pro­let non sem­bra­vano nem­meno con­sa­pe­voli di appar­te­nere allo stesso gruppo. Oscar sospet­tava che molti di essi — forse la mag­gior parte — non sapes­sero nep­pure quello che sta­vano per fare. Poi, repen­ti­na­mente, entra­rono tutti in azione. (…) Esplo­sero alcune bombe fumo­gene e una fitta neb­bia invase la strada. I bor­soni, gli zaini, e le vali­gette ven­nero aperti e i loro pro­prie­tari ne estras­sero, per poi distri­buirlo agli altri, un arse­nale in pre­ce­denza occul­tato: tra­pani elet­trici, cesoie e mar­ti­netti pneu­ma­tici. I pro­let avan­za­rono attra­verso le nubi di fumo e si misero al lavoro come se fos­sero abi­tuati a demo­lire ban­che ogni giorno»
(Bruce Ster­ling, Caos Usa, 1998, Fanucci editore)

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