domenica 1 marzo 2015

Il Califfo e l’Oscar per effetti speciali

da l'Espresso Sei in: 

OPINIONI

Michele SerraMichele Serra

Satira preventiva

Il Califfo e l’Oscar per effetti speciali

Grande delusione tra i videomaker dello Stato Islamico per non aver avuto nemmeno una nomination: «Ma 
se ci ispiriamo 
a Hollywood!». 
E il costumista 
si lamenta: «Con tutti i soldi spesi 
in barbe finte meritavamo di più»

Grande delusione, tra i videomaker del Califfato, per la mancata assegnazione dell’Oscar per gli effetti speciali. «Ci siamo ispirati in tutto e per tutto a Hollywood», dicono all’Is, «per noi l’intera produzione horror americana è un mito, da Dracula a Freddy Krueger a Tarantino non c’è un fotogramma che non conosciamo a memoria, siamo il tipico caso dell’allievo che ha superato il maestro. Perché ignorarci?».

IL COSTUMISTA Molto contrariato anche il costumista dell’Is. «Non potete immaginare la fatica per vestire da arabo tutti quegli arabi. Qui nessuno porta più la barba da secoli, hanno la felpa e i jeans, per ottenere quell’effetto “arabo cattivo” che eccita tanto voi occidentali abbiamo speso una fortuna in barbe finte e palandrane. Ci siamo conciati in quel modo ridicolo per rientrare nei vostri canoni estetici, e con che risultato? Neanche una nomination».

LE FORZE IN CAMPO Il Battaglione Audiovideo dell’Is, forte di ventimila uomini tra registi, operatori, tecnici, doppiatori e comparse, è il primo in ordine di grandezza. Molto rilevante anche il Reparto Twitter, in grado di sparare migliaia di tweet minacciosi all’ora grazie a un raffinato algoritmo che consente di affiancare alla parola “distruggeremo” il nome di tutte le città del mondo con popolazione superiore a cinquemila abitanti. È compresa nel messaggio una immagine della piazza principale della città selezionata con fiamme disegnate a pennarello. Ogni Digitatore Scelto può scegliere, così, di minacciare di distruzione qualunque città del mondo gli stia particolarmente sulle balle. Il modello al quale si sarebbero ispirati i copy-writers dell’Is è quello delle cartoline con la scritta “Saluti da...”. All’esame degli inquirenti il tweet “Distruggeremo Busto Arsizio”: è fortemente sospettato Malik Galbusera, un ragazzo di Busto Arsizio che per una delusione d’amore si è arruolato nell’Is.

I MEDIA OCCIDENTALI È stato calcolato che la firma jihadista è in grado di moltiplicare fino a mille volte l’impatto di qualunque messaggio sui media occidentali. Lo dimostra l’esperimento di un gruppo di studenti della scuola media “Garibaldi” di Rieti, guidati dalla loro prof di italiano. Nelle ore di doposcuola hanno postato su Facebook due messaggi. Uno diceva “attenti a voi!”, firmato Carluccio, e l’altro diceva “attenti a voi!”, firmato Abdul. Il primo messaggio è caduto nel vuoto, il secondo ha aperto le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Molti telegiornali hanno fatto un’edizione straordinaria.

LESSICO Secondo uno studio dell’Accademia della Crusca, nei titoli di giornali e telegiornali italiani ogni dieci parole una è “orrore” e una “terrore”. L’espressione “Califfato del Terrore” ricorre ormai anche nei notiziari meteo e nella cronaca nera locale come fattore determinante o comunque come concausa. Il titolo più diffuso negli ultimi due mesi sui giornali italiani è stato “L’Italia nella morsa del gelo minacciata dal Califfato del Terrore”. La Crusca, preoccupata dall’impoverimento della lingua, suggerisce l’uso di sinonimi come spavento, raccapriccio, ripugnanza e consente anche il ricorso a espressioni gergali e vernacolari efficaci, come “strizza”, “fifa”, “tremarella”, “stringiculo” e “cacarsi sotto”.

NUOVE STRATEGIE Entusiasti della suggestionabilità dei nostri media gli strateghi dello Stato Islamico stanno studiando nuove forme di propaganda. Ancora più capillare. Si starebbe addestrando in gran segreto il Battaglione Bu, un corpo speciale di jihadisti specializzati nello sbucare da un angolo oscuro facendo “Bu!” a voce altissima e poi scomparendo nell’ombra. Fortunatamente, per ora l’addestramento procede a rilento perché nel deserto è difficile trovare nascondigli. Sequestrati in tutta Europa i sacchetti del pane, molto adatti a essere gonfiati a fiato e fatti esplodere spaventando a morte i presenti.

Nessun commento:

Posta un commento