lunedì 16 marzo 2015

Il Gattoparlo

Il Gattoparlo (Marco Travaglio).

RenziL’altra notte Renzi ha fatto un brutto sogno: gli è apparso un giovanotto che diceva di chiamarsi Matteo e pareva proprio il suo gemello. Solo un filo più magro e giovanile. E ce l’aveva con lui. Insomma, un incubo.   Renzi1: “A che punto è la rottamazione del vecchio?”.  Renzi2: “A buon punto. Ti mostro una slide con le linee guida:si governa con Alfano e Lupi, si fa un patto con Berlusconi e, se quello ti sguscia via, Verdini resta una certezza”.   Renzi1: “Verdini chi? L’unico politico più imputato di B.?”.   Renzi2: “Ovvìa, non venirmi a fare il giustizialista. Ha 5 processi ma nessuna condanna: e la presunzione d’innocenza?”.   Renzi1: “Ma che cazzo c’entra? Mica devi sbatterlo in galera. Non devi fare accordi per non legittimarlo come politico. Non eri tu che chiedevi le dimissioni di Cancellieri e Alfano, neppure indagati, dal governo Letta?”.   Renzi2: “Appunto, mica dal mio. Basta strapotere delle toghe, ricordiamoci Tortora! Manca solo che io disturbi Alfano e Verdini: e poi la riforma costituzionale chi me la vota?”.
Renzi1: “Ah, stai riformando la Costituzione? Hai chiesto agli elettori se sono d’accordo?”.   Renzi2: “Non c’è stato tempo. Ora però mi mando un tweet così mi ricordo di chiederglielo, appena ho un attimo”.   Renzi1: “Scusa, non devi chiederlo adesso: dovevi inserirlo nel programma elettorale”.   Renzi2: “Ehm… ecco… io non ho mai avuto un programma elettorale, a parte quello per il sindaco di Firenze. Piste ciclabili, tramvia, stadio, asili nido: una figata pazzesca”.   Renzi1: “Sì, ma io parlavo delle elezioni per governare”.   Renzi2: “Quelle mi mancano. Però sto cambiando la legge elettorale. Si chiama Italicum”.   Renzi1: “Meno male, almeno quella: ‘Basta col Parlamento dei nominati, i cittadini devono scegliere e poi giudicare i propri rappresentanti, non importa se col Mattarellum, col maggioritario a doppio turno o col proporzionale!’. Ricordi?”.   Renzi2: “Acqua passata. Poi Silvio ha voluto il Senato nominato dalle regioni e la Camera con due terzi di capilista bloccati”. Renzi1: “Silvio chi, scusa?”.   Renzi2: “Il Berlusca, e chi se no? È tanto simpatico. Peccato che ora abbia cambiato idea e dica che non vota più con noi”.   Renzi1: “Meglio! Così ora puoi restituire la parola ai cittadini”. Renzi2: “Ocché m’hai preso per grullo? Poi mi tocca candidare pure quelli della minoranza: se le liste le faccio io, li asfalto”.  Renzi1:“Cioè: il patto è morto e tu continui a rispettarlo?”.   Renzi2: “Ma certo, babbeo! Conviene pure a me nominarmi i parlamentari, mica solo a lui!”
Renzi1: “Non capisco. E la lotta alla casta, come va? ‘Niente più sprechi in scorte e voli di Stato! La nostra scorta è la gente!’”.   Renzi2:“Vabbè, son cose che si dicono. Poi sali sul treno Roma-Firenze e incontri subito qualche elettore che ti rompe i coglioni perché non hai mantenuto le promesse. E ti tocca rispondere. Non sai quant’è comodo l’aereo di Stato, ma anche l’elicottero”.   Renzi1: “Però basta poltrone a vita: ‘Due mandati e a casa!’”. Renzi2: “Se sei dell’opposizione, o ti chiami D’Alema, basta pure un mandato. Ma per i nostri è diverso”.   Renzi1: “Ma almeno i Crisafulli, i De Luca, gli Oliverio, i Chiamparino, i Fassino che son lì dagli anni 70 li hai rottamati?”.   Renzi2: “E perché? Stanno con me. Crisafulli, se accetta, sarà il nuovo sindaco di Enna. De Luca è sindaco per la quarta volta di Salerno, purtroppo decaduto, ma ora spero lo eleggano presidente della Campania. Oliverio è il nuovo governatore della Calabria, Chiamparino del Piemonte e Fassino è sindaco di Torino”.   Renzi1: “Però massima trasparenza sui finanziatori del Pd, giusto?”.   Renzi2: “Ma dove vivi? C’è la privacy, sacra e inviolabile”.   Renzi1: “Però il bipolarismo non si tocca, no?”.   Renzi2: “Seee, bravo tu! E se poi perdo le elezioni? Dai retta a me, molto meglio una nuova Dc che galleggia al centro e non si muove di lì, un bidone aspira-tutto che acchiappa di qua e di là. Pensa che ad Agrigento sto sperimentando le primarie del Pd con Forza Italia. Fico, eh? Mi sono inventato pure l’avversario ideale, si chiama Matteo pure lui: lo faccio invitare in tutte le tv così la gente vede che troglodita è, e piuttosto vota me. Tanto la destra la faccio io”.   Renzi1: “Ma noi non siamo la sinistra?”.   Renzi2: “Uffa, ancora queste categorie novecentesche. Ma in che mondo vivi? Non vedi come sono moderni e progressisti Marchionne e Squinzi? Lo Statuto dei lavoratori è un ferro vecchio ideologico. La formula della ripresa è: più licenzi, più assumi. Aritmetica pura. Ora che mi ci fai pensare, devo annunciare le linee guida del Jobs Act-2: i licenziamenti, da facoltativi, diventano obbligatori. Una sferzata di ottimismo”.   Renzi1: “Ma non eri tu che dicevi ‘basta annunci?’”.   Renzi2: “Sì, ma non sai la fatica di scrivere una legge, e poi i decreti attuativi, due palle. Specie se hai una vigilessa all’ufficio legislativo. Molto meglio annunciare: rapidità e ricreazione”. Renzi1: “Non ti riconosco più. Mi fai paura. Ma allora perché sei andato al governo?”.   Renzi2: “O grullo, non l’hai ancora capito? Mica possiamo lasciare che si divertano sempre gli altri e star lì a guardare? Si fa un po’ per uno, finché dura. Dai, smetti codesto broncetto da gufo e vieni giù a Palazzo Chigi: ci si ammazza dalle risate con la Maria Elena, la Marianna, il Lotti. La gente si beve tutto, e i giornali di più. Pensa, ora credono che riformo la Rai per mandar via i partiti, ahah. Meglio che andare in ottovolante”. Renzi1: “Non ho parole”.   Renzi2: “Fa niente, #matteostaisereno ahah: qui di parole se n’ha da buttar via, te ne presto qualcuna io”.
Da Il Fatto Quotidiano 

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