sabato 28 marzo 2015

IL LANDINI “POLITICO” PIACE. MA RENZI PREFERISCE SFOTTERE

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IL LANDINI “POLITICO” PIACE. MA RENZI PREFERISCE SFOTTERE (Salvatore Cannavò)

IL 27% DICE DI GRADIRE L’IMPEGNO DIRETTO DEL LEADER FIOM. IL PREMIER PERÒ LO ATTACCA: UN CORTEO DI SABATO? UNA NON NOTIZIA, STUDI LE LEGGI”. CAMUSSO PRESENTE MA DEFILATA.
Maurizio Landini in politica convincerebbe quasi un italiano su tre. Almeno, stando a una rilevazione dell’Istituto Ixè secondo il quale il 27% lo giudica positivamente contro il 52%. Anche per questo, il protagonismo “politico” del segretario della Fiom, che oggi chiuderà la manifestazione della Fiom in Piazza del Popolo, attira opposizioni aperte.
La più aperta è proprio quella di Matteo Renzi che, facendo finta di snobbare il corteo di oggi, lo ha definito una non-notizia: “Domani (oggi, ndr) c’è una manifestazione contro il governo, “no news”, non c’è titolo” ha commentato ieri. “Se guardo agli ultimi sabati mi pare che manifestazioni contro il governo ce ne siano state moltissime”. Renzi è andato anche oltre, sfottendo il leader della Fiom per la “gaffe” fatta a l’Aria che tira, a proposito della data di inizio degli sgravi contributivi sulle nuove assunzioni: dal primo gennaio, come prevede la legge di Stabilità e non da marzo, data di avvio del Jobs Act, come pensava Landini. “Mi ha davvero colpito”, ha detto Renzi, “le polemiche ideologiche sono ben accette, ma si dovrebbe leggere anche i provvedimenti”.
Ancora una volta, però, Renzi punta a screditare chi lo avversa. Lo stesso Landini non fa più mistero di voler sconfiggere il presidente del Consiglio, in un modo o nell’altro. Probabilmente Renzi non lo teme, anzi, ai fini del suo progetto, avere come oppositori Salvini a destra e Landini a sinistra può esaltare le qualità centriste che ha deciso di assegnare al suo Pd.
La manifestazione di oggi è un primo passo verso la costruzione di questa opposizione nuova. “Unions” è il titolo scelto dalla Fiom per definirla e per illustrarla è stato scelto un manifesto disegnato da Vauro in cui accanto a un Landini che mima l’Urlo di Munch, si vedono tanti altri “urlatori”, tra cui si riconosce Gino Strada di Emergency, propedeutici a una protesta di massa. Il proposito è evidente: “Unire ciò che il governo e Confindustria vogliono dividere”.
La spiegazione di questa strategia sta nella sconfitta subita dal sindacato sul Jobs Act e dalla crisi, evidente, del sindacalismo confederale, almeno di quello che ancora vuole difendere alcuni diritti e mantenere una prospettiva conflittuale. Ma anche dalla crisi di rappresentanza a sinistra e dal distacco del Pd dalle proprie radici storiche.
Da questa doppia crisi, secondo Landini, si esce con una “coalizione sociale”, cioè con un piano di azione e un programma politico che metta insieme il sindacato, associazioni, movimenti, singole personalità.
Si farà un partito?, si domandano in molti. “Certo che no”, ha sempre risposto il segretario della Fiom. L’ipotesi partitica è la prospettiva più distante dalle intenzioni del leader metalmeccanico anche perché, nei ragionamenti che fa in pubblico e, più chiaramente, in privato, Landini pensa che le formazioni politiche, non solo quelle della sinistra, siano alla frutta. E che, per riproporre una rappresentanza dei lavoratori, occorra qualcosa di nuovo. La Coalizione, appunto.
Oggi se ne avrà un assaggio con gli interventi di Stefano Rodotà, di Gino Strada (al telefono dalla Sierra Leone) con precari, insegnanti, ambientalisti, con l’esponente di Libera che parlerà di reddito minimo. Il passaggio più esplicito, però, si farà a metà aprile quando si terrà l’appuntamento nazionale con l’obiettivo di redigere la “carta d’identità”. Il progetto ha quindi molto di politico ma riguarda anche il futuro del sindacato e, forse, la peculiarità, e anche l’imprevedibilità, dell’operazione sta in questa ambivalenza.
Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha ribadito che sarà in piazza ma ci sarà, precisa, “con una categoria” chiedendo di “non personalizzare”. La presa di distanza dal progetto di Landini è eloquente e, nella comunicazione interna alla Cgil, è ribadito ogni giorno.
Altra distanza, quella delle formazioni politiche di sinistra. Sel e Rifondazione comunista saranno convintamente in piazza ma, pur dichiarando di sostenere la Coalizione sociale, non dismettono il progetto di una nuova formazione politica pensando per la Coalizione il ruolo di sostegno sociale.

Ieri, a prendere le distanze da Landini è stato anche Pippo Civati, che ha definito “fuori luogo” le critiche mosse a Cuperlo nell’intervista a l’Espresso: “Visti da fuori – ha dichiarato infatti Landini – alcuni esponenti (della minoranza Pd, ndr.) sembrano interessati alla ricandidatura”. “Non credo, dice Civati, che si possa dire di Gianni Cuperlo, che la sua posizione è determinata dalla preoccupazione della poltrona”. Percorso difficile, dunque. La strada, che comincia oggi alle 14 in Piazza della Repubblica, non finirà con l’arrivo in Piazza del Popolo.

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