martedì 24 marzo 2015

Il Nazareno della Valle dei Templi: Silvio Berlusconi vince le primarie del Pd grazie a un uomo di Dell'Utri


Il Nazareno della Valle dei Templi: Silvio Berlusconi vince le primarie del Pd grazie a un uomo di Dell'Utri

VALLE TEMPLI
Da Arcore alla Valle dei Templi. Attraverso un pupillo di Marcello Dell’Utri, l’uomo chiave, finché non è finito in carcere per mafia, nella gestione dei rapporti tra Arcore e l’Isola. E con l’apporto di ex cuffariani, lombardiani e riciclati vari. È Silvio Berlusconi il vero vincitore delle primarie del Pd ad Agrigento, le prime dell’era Renzi nel cuore della Magna Grecia. C’è già chi chiama l’operazione, tra quelli che hanno l’hanno costruita, il “Nazareno della Valle dei Templi”.
Tutto ruota attorno alla scelta del candidato che domenica scorsa ha vinto le primarie del Pd: l’imprenditore che di cognome fa Alessi e di nome fa Silvio. Da sempre vicino a Forza Italia e amico di parlamentari e senatori azzurri dell’Isola, Alessi è anche il presidente della squadra di calcio locale, l’Akragas. Proprio grazie al voto degli ultrà e dei tifosi, che si sono presentati in massa ai gazebo del Pd, si è registrato il record di affluenza domenica scorsa: oltre 4mila persone rispetto alla media di 1500 registrato nelle precedenti consultazioni. I giornali locali hanno dato notizia che si sono viste sventolare anche le bandiere di Forza Italia. Alessi, tra le prime dichiarazioni, mette a verbale: “La mafia? Non ne so parlare, non penso sia presente qui. Ad Agrigento ci sono disagio sociale e microminalità, questo sì”.
Dichiarazioni che gli regalano la prima citazione della sua vita a Striscia la notizia, dove Ficarra e Picone così sintetizzano l’accaduto: “Ad Agrigento Pd ci ha messo le primarie, Forza Italia il candidato”. Così è se vi pare, direbbe Pirandello che lì nacque. In pochi si arrabbiano per davvero. Giuseppe Lauricella parla di “falsarie”: “Si è consumata una assurdità politica. Ma chi non ha condiviso l’imbroglio non rinuncerà a sostenere un candidato che guardi all'interesse di Agrigento e non agli interessi politici personali”. Pure il renziano Fabrizio Ferrandelli, deputato regionale Pd all’Ars ci va giù duro: “Non c’è nulla da festeggiare. È una brutta operazione di trasformismo. Si è ceduto il partito a un uomo di Fi”. Ma per ora il grosso del partito democratico tace. E non perché distratto. Già nel corso della Laopolda sicula di Faraone, ribattezzata la “Faraona” andò in scena la nascita del “partito dell’Isola”, ovvero il partito della Nazione in Sicilia, quando si presentò alla kermesse mezza Forza Italia e tanti uomini chiave di Totò Cuffaro. Ora Agrigento.
È Riccardo Gallo il grande king maker dell’operazione Alessi. Gallo, azzurro di ferro e già pupillo di Marcello dell’Utri, è l’ispiratore di una lista civica, il Patto per il Territorio. La lista non è affatto benedetta da Gibino, il coordinatore regionale di Forza Italia di cui Gallo è il vice. Però è benedetta direttamente da Arcore. La lista di Gallo è uno dei soggetti che partecipa al tavolo delle primarie, chiamato Agrigento 2020. Attorno ci sono anche il Pd, la lista “Megafono” di Crocetta e il PdR di Cimino. È in quella sede che si incorona Alessi, a cui vengono contrapposti candidati inesistenti, di fatto.
Ecco, il Nazareno della Valle dei Templi. L’altro grande artefice dell’operazione, assieme a Gallo, è Marco Zambuto, che per sette anni è stato il primo cittadino di Agrigento, poi nel giugno scorso si è dimesso, prima di essere sospeso dalla legge Severino a causa di una condanna in primo grado a due mesi e venti giorni per abuso d’ufficio (poi assolto in appello). Zambuto non è uno qualunque. Enfant prodige dell’Udc di Totò Cuffaro, passa al Pd, poi transita per un paio d’anni in Forza Italia poi di nuovo nell’Udc e poi nel Pd. Ora, folgorato da Renzi, è presidente dell’Assemblea regionale.
E c’è un motivo se Silvio Berlusconi ha dato il via libera all’operazione. Agrigento, oltre a essere la città di Pirandello, dei dellutriani di ferro è anche la città di Angelino Alfano. Il ministro dell’Interno che al governo sta con Renzi, in Regione sta all’opposizione a Crocetta, nella sua città vorrebbe candidare Calogero Firetto, deputato e mister preferenze dell’Udc che in regione sostiene Crocetta. Una fonte berlusconiana vicina al dossier racconta: “Semplice, il presidente con questa mossa ha incassato un doppio risultato. Ha tirato una sberla ad Alfano e andrà al governo della città anche senza le bandiere di Forza Italia. Una soddisfazione mica da poco”. E in Sicilia avanza il partito della Nazione. Avanza inesorabilmente.

Nessun commento:

Posta un commento