mercoledì 25 marzo 2015

IL TEATRINO PRESCRIZIONE

IL TEATRINO PRESCRIZIONE (Luca De Carolis).

Prescrizione

LA CAMERA APPROVA LA LEGGE, MA ALFANO MINACCIA E ORLANDO PROMETTE CORREZIONI: AL RIBASSO.

Nasce come un giro di vite ma rischia di rivelarsi un’ammuina. Era il 20 novembre 2014, Renzi prometteva: “Mai più prescrizione”, dopo la sentenza Eternit (duemila morti a Casale Monferrato); poi quattro mesi di teatrino. E ieri un testo perfetto per strappare titoli in giorni di scandali e manette, ma pronto a tramutarsi in un brodino. Per di più dal futuro incerto, nel Senato dove il ddl anticorruzione è parcheggiato da 740 giorni. Parte già claudicante, la legge sulla prescrizione approvata ieri in prima lettura alla Camera. Perché Ncd rumoreggia e con Alfano minaccia “battaglia”a Palazzo Madama. Mentre il ministro della Giustizia Orlando già promette correzioni in seconda lettura per tacitare l’alleato.
LA CERTEZZA è che ieri pomeriggio la Camera mezza vuota (300 votanti) ha approvato la legge che riforma la prescrizione con 274 voti favorevoli, 26 contrari e 121 astenuti.
Hanno detto sì Pd,Scelta civica,Fratelli d’Italia e Alternativa libera (gli ex M5S). Contrario un pugno di deputati di Forza Italia e Lega nord, astensione da Cinque stelle, Sel e soprattutto Area popolare (Ncd più Udc). Alleato (quasi) indispensabile per Matteo Renzi, avverso a una legge che comunque stringe i bulloni delle norme. Innanzitutto, perché aumenta della metà i tempi della prescrizione per la corruzione propria, impropria e in atti giudiziari. Tradotto, la prescrizione per la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio sale da otto a 12 anni. Altro punto importante, il decorrere della prescrizione viene sospeso per due anni dopo la sentenza di condanna di primo grado e di un anno dopo quella di appello (se conforme). Prescrizione sospesa anche nel caso di rogatorie all’estero (sei mesi), perizie complesse chieste dall’imputato (3 mesi) e istanze di ricusazione. Infine, per reati gravi contro i minori (dalla violenza sessuale alla prostituzione fino alla pornografia) la prescrizione inizierà a decorrere dal 18° anno di età,e non più dal 14°.In sintesi, è la legge votata a Montecitorio. Come previsto, la maggioranza l’ha portata a casa in un giorno d’aula, con i tempi contingentati. Ma i lavori di ieri raccontano già gli intoppi prossimi venturi. Si parte di buon mattino, con i Cinque stelle che illustrano la proposta al Pd: voto favorevole in cambio di tre modifiche al testo, tra cui la sospensione della prescrizione senza limiti dopo il primo grado. Ma come annunciato Pd e sodali fanno spallucce. La scena però se la prende Ap, che in commissione Giustizia aveva votato contro il ddl con gran rumore. In aula Alessandro Pagano presenta un emendamento per abolire l’articolo 1, quello che aumenta della metà i tempi della prescrizione. Il monito dal microfono è chiaro: se non passa voteremo contro la legge. L’emendamento viene bocciato. Ma pochi minuti dopo Orlando prende la parola. E in politichese tende la mano: “La possibilità di coordinare le norme sulla prescrizione con interventi che incidano sulla ragionevole durata del processo e sulle modifiche delle pene per alcuni reati sarà riservata alla seconda lettura”. Insomma, si tratterà: al ribasso. E il capogruppo di Ap Sergio Pizzolante è soddisfatto: “Accogliamo con favore la disponibilità del ministro, quindi ci asterremo”.
ANCHE il M5S annuncia l’astensione, ritenendo impossibile dire no a un ddl che comunque aumenta i tempi. Ma Andrea Colletti precisa: “La legge è troppo timida, un’occasione persa”. Il dem David Ermini punge: “I Cinque stelle sono inutili”. Proteste. Si vota, e la legge passa agevolmente. Flebili applausi. Orlando assicura: “Non si può tornare indietro sull’impostazione”. Nunzia De Girolamo (Ap) risponde così: “Renzi deve fare i conti con i numeri, e al Senato non sono gli stessi che ha alla Camera”. In serata, Alfano: “A Palazzo Madama faremo una battaglia sulla legge: e dopo il caso Lupi vogliamo le intercettazione in pole position”. La trattativa è aperta. Pagano sostiene: “Questa legge fa salire i tempi della prescrizione a un massimo di 22 anni, tra aumento base e sospensioni varie: intollerabile. L’accordo con il governo era un altro, si arrivava a un massimo di 16 anni, poi il colpo di mano”. Come si rimedia? “Stralciando l’articolo 1 (quello che aumenta della metà i tempi della prescrizione, ndr). Poi i nostri senatori sapranno cosa fare”. Ap vuole scendere dalla metà a un quarto, il Pd potrebbe concedere a un terzo. Anche se ieri diversi renziani ripetevano: “Non si cambia nulla, è la linea di Matteo”. Ma c’è il fattore tempo. Il ddl potrebbe essere calendarizzato dopo le Regionali e poi giacere chissà quanto in commissione Giustizia. È già accaduto per il ddl Grasso, che oggi sbarca in aula dopo due anni. Il precedente c’è. I sospetti pure.
Da Il Fatto Quotidiano del 25/03/2015.

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