venerdì 6 marzo 2015

ITALIA Barcone rovesciato: «Almeno 40 dispersi»

da il manifesto
ITALIA

Barcone rovesciato: «Almeno 40 dispersi»

Immigrati. Denuncia dell’Oim. Gentiloni: «Rafforzare frontiere esterne, ma Schengen non si tocca»

L'arrivo ad Augusta delle salme degli immigrati morti nell'ultimo naufragio
Rischia di essere ancora più pesante il bilan­cio dell’ultimo nau­fra­gio nel Canale d Sici­lia in cui mar­tedì hanno perso la vita 10 migranti, 5 donne, una delle quali mino­renne, e 5 uomini. Stando Infatti ai dati for­niti dall’Organizzazione inter­na­zio­nale per le migra­zioni (Oim), che ha rac­colto le testi­mo­nianze di alcuni dei 121 super­stiti del bar­cone, man­che­reb­bero all’appello almeno 40 pro­fu­ghi. A ren­derlo noto ieri è stato ieri il por­ta­voce dell’Oim Ita­lia Fla­vio Di Gia­como. Il bar­cone si è rove­sciato poco dopo la par­tenza a 50 miglia dalle coste libi­che e la mag­gio­ranza dei migranti che si tro­va­vano a bordo erano di ori­gine eri­trea e suda­nese. «Le per­sone morte o disperse nel Canale di Sici­lia dall’inizio dell’anno sono già più di 400, un’enormità in solo due mesi», ha spie­gato Di Gia­como. «Quest’anno le tra­ver­sate sono ancora più tra­gi­che, sia a causa del mal­tempo sia delle imbar­ca­zioni sem­pre più fati­scenti che i traf­fi­canti fanno uti­liz­zare ai migranti».
L’allarme per l’ennesima emer­genza è scat­tato nuo­va­mente ieri, quando alla sala ope­ra­tiva della Capi­ta­ne­ria di Porto a Roma è arri­vato l’Sos lan­ciato con un tele­fono satel­li­tare da due gom­moni in dif­fi­coltà per le pes­sime con­di­zioni del tempo a 30–40 miglia dalla Libia. Il primo gom­mone, sul quale si tro­va­vano 91 migranti, è stato rag­giunto dal rimor­chia­tore Gagliardo in ser­vi­zio presso le piat­ta­forme petro­li­fere libi­che e che dopo aver tratto in salvo i pro­fu­ghi si è diretto verso Lam­pe­dusa. Stessa cosa per la seconda imbar­ca­zione, a bordo della quale si tro­va­vano 988 migranti, in soc­corso della quale si è recata il rimor­chia­tore mal­tese Kreta che si è poi diretto verso la Sici­lia.
I viaggi verso l’Europa sono inar­re­sta­bili, come con­fer­mano ancora una vota le cifre for­nite dal mini­stero degli esteri Paolo Gen­ti­loni, ascol­tato ieri dal Comi­tato Schen­gen. E il tito­lare della Far­ne­sina non ha potuto far altro che con­fer­mare quanto già s sapeva, ovvero che fer­mare la mis­sione Mare nostrum non ha fer­mato la voglia di fuga dei migranti, come invece spe­rava il governo. «Per il 2015, fino alla mez­za­notte del 4 marzo, i dati indi­cano 8.918 migranti sbar­cati in Ita­lia, rispetto ai 5.611 giunti nel mede­simo periodo del 2014. E’ evi­dente che c’è stato un aumento», ha detto Gen­ti­loni. «Qual­che che sia la discus­sione su mare nostrum, Tri­ton, qual­cuno diceva che Mare nostrum era un “attrat­tore” di migra­zioni, ma il con­cetto è che a pro­durre un aumento dei flussi sono le cause pro­fonde legate alle crisi, alle guerre in Medio oriente, in Africa e che riguar­dano la crisi libica».
Nono­stante la guerra, il paese nor­da­fri­cano con­ti­nua a essere il prin­ci­pale punto di par­tenza dei migranti. «Il 90% dei flussi di immi­gra­zione irre­go­lare regi­strati finora nel 2015 pro­viene dalla Libia», ha con­fer­mato il mini­stro. Se la situa­zione del paese con­ti­nuerà a essere insta­bile, è «dif­fi­cile se non quasi impos­si­bile instau­rare rap­porti di col­la­bo­ra­zione con lo stato libico». Infine Gen­ti­loni ha smen­tito ancora una volta il rischio che tra i migranti diretti in Europa pos­sano nascon­dersi dei ter­ro­ri­sti. «Le ana­lisi di intel­li­gence ci dicono che non abbiamo infor­ma­zioni che tra­du­cano i poten­ziali rischi in rischi defi­ni­tivi».
Resta l’ambiguità con cui l’Unione euro­pea da sem­pre affronta il feno­meno immi­gra­zione, divisa tra sal­va­tag­gio dei migranti e ansia di ren­dere sem­pre più impe­ne­tra­bili le sue fron­tiere. Due giorni fa a Bru­xel­les, il vice­pre­si­dente dell Com­mis­sione euro­pea Frans Tim­mer­mans si è spinti fino a ipo­tiz­zare una Mare nostrum euro­pea, sot­to­li­neando così la neces­sità di mag­giori inter­venti di sal­va­tag­gio nel Medi­ter­ra­neo, salvo poi sot­to­li­neare la neces­sità di raf­for­zare ulte­rior­mente Fron­tex nel suo com­pito di con­trollo dei dei con­fini, ieri Gen­ti­loni non ha smen­tito la linea euro­pea di mag­giori con­trolli alle fron­tiere, sep­pure spe­ci­fi­cando di non pen­sare a nes­suna modi­fica del tra­tato di Schen­gen. «Noi in Ita­lia siamo pie­na­mente favo­re­voli all’approfondimento dei con­trolli sulle fron­tiere esterne pre­fe­ri­bil­mente a legi­sla­zione costante. In nes­sun caso que­sto mira a rein­tro­durre con­trolli all’attraversamento delle fron­tiere interne agli Stati mem­bri». ha con­cluso il ministro.

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