venerdì 13 marzo 2015

ITALIA Se l’accoglienza si trasforma in un business

da il manifesto
ITALIA

Se l’accoglienza si trasforma in un business

Quanto si apprende sulle inchie­ste che riguar­dano il Cara di Mineo, aperte dalle pro­cure di Cata­nia e Cal­ta­gi­rone, dopo la denun­cia di Raf­faele Can­tone sull’irregolarità della gara d’appalto per la gestione, non fa che con­fer­mare quel che da tempo andiamo denunciando.
Rifu­giati e richie­denti asilo rischiano di diven­tare una merce su cui fare affari. Lo sono per i traf­fi­canti di esseri umani, che solo con l’apertura di canali di ingresso uma­ni­tari e legali si potreb­bero effi­ca­ce­mente con­tra­stare. Ma potreb­bero diven­tarlo anche per un sistema d’accoglienza che va pro­fon­da­mente ripen­sato, per evi­tare le infil­tra­zioni cri­mi­nali nella gestione degli appalti e per garan­tire con­di­zioni di vita digni­tose e pos­si­bi­lità di inte­gra­zione per chi viene “accolto”.
Non a caso lo scan­dalo ora è scop­piato al Cara di Mineo, il più grande d’Europa, dove il con­trollo sulle con­di­zioni in cui sono tenuti i rifu­giati e l’integrazione col ter­ri­to­rio in cui è inse­diato sono pra­ti­ca­mente impos­si­bili. Con­trollo e inte­gra­zione sono infatti pos­si­bili solo in strut­ture pic­cole, inse­rite in comu­nità dove sia stato fatto un lavoro pre­ven­tivo di sen­si­bi­liz­za­zione, con per­so­nale pre­pa­rato, che si occupi dell’inserimento sociale e lavo­ra­tivo di chi vi è ospitato.

Auspi­chiamo che quest’ennesimo epi­so­dio di malaf­fare – se le accuse ver­ranno con­fer­mate — serva a far aprire una rifles­sione seria nelle isti­tu­zioni, avendo ben chiaro che l’interesse da con­si­de­rare prio­ri­ta­rio dev’essere quello delle per­sone che ven­gono accolte. Così come ci augu­riamo che per una volta chi, per pro­pa­ganda poli­tica, spe­cula su que­ste vicende cer­cando di con­vin­cere l’opinione pub­blica che migranti e rifu­giati vanno sem­pli­ce­mente respinti – e magari lasciati affo­gare – abbiano il buon gusto di aste­nersi da qual­siasi com­mento raz­zi­sta.
Il danno vero del nostro Paese sono la cor­ru­zione e il malaf­fare, non le per­sone che rag­giun­gono le nostre coste per fug­gire da guerre e violenze.

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