domenica 22 marzo 2015

l premier DITTATORE si tiene stretti i suoi sette indagati

da contro*corrente

Il premier DITTATORE si tiene stretti i suoi sette indagati

tt56
I magnifici sette indagati di Matteo (cinque sottosegretari, un candidato governatore ed una deputata di stretta osservanza renziana) restano inspiegabilmente al proprio posto.
Non rischia la poltrona Francesca Barracciu, sottosegretario ai Beni culturali indagata per peculato aggravato (settantamila e passa euro) nell’inchiesta sulle spese pazze dei consiglieri regionali della Sardegna; è ben saldo sulla sedia Davide Faraone, renzianissimo sottosegretario all’Istruzione (nonché candidato governatore siciliano in pectore) su cui pende un’inchiesta per peculato (3.380 euro) per il presunto uso illecito dei fondi destinati ai gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana; non ci sono nubi all’orizzonte per Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute che si ritrova indagato dalla procura di Potenza sui rimborsi del consiglio regionale (peculato, le indagini si concentrano su una fornitura di francobolli) e che è stato condannato dalla Corte dei conti a risarcire 196mila euro di danni prodotti in seguito all’uso indebito di fondi per spese di rappresentanza; non è in pericolo (nonostante sia del Nuovo centrodestra, che di questi tempi è rischioso) Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole che sarebbe indagato (la notizia è uscita sulla stampa ma l’uomo sostiene di non avere ricevuto avvisi di garanzia) a Catania per abuso d’ufficio e turbativa d’asta nell’ambito dell’assegnazione degli appalti della struttura di accoglienza per immigrati di Mineo, in Sicilia; sta sereno Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture indagato per i rimborsi del consiglio regionale della Campania.
Fuori dal governo, la musica cambia poco. Non si registrano infatti ukase renziani nei confronti di Paola Bragantini, deputata di area renziana indagata per truffa a Torino per una storia di presunti gettoni di presenza fantasma risalente a quando faceva la presidente di circoscrizione; allo stesso modo, non risultano pressioni per far abbandonare a Vincenzo De Luca (addirittura condannato in primo grado per abuso d’ufficio) la corsa per la presidenza della Campania alle regionali. Tutti al loro posto, tutti beneficiati dalla doppia morale di Renzi che, in nome della famosa «opportunità politica», decide chi è buono e può restare al proprio posto e chi invece è cattivo e, quale che sia il casellario giudiziario, deve prendere commiato. Dormono fra due cuscini, i sette nanidi Renzi Biancaneve (a volerla buttare in musical si potrebbe parlare di Sette spese per sette fratelli). Con l’aria che tira, l’impressione è che a disturbare i loro sogni non arriverà nessuno. Non da Palazzo Chigi, almeno.
Marco Gorra – Libero 22-3-2015
Renzi sta cercando di farci vedere soltanto la parte della scarpa che non ha schiacciato la merda

Nessun commento:

Posta un commento