lunedì 30 marzo 2015

La Protezione civile ai terremotati: «Restituite i soldi»

da il manifesto
ITALIA

La Protezione civile ai terremotati: «Restituite i soldi»

Sisma. Lettera incredibile agli aquilani dopo l’appello che ha ribaltato il primo grado. Per tutti gi imputati ma non per De Bernardinis. E ora Gabrielli chiede ai parenti delle vittime di restituire le provvisionali

Ter­re­moto amaro… Nell’uovo di Pasqua, que­sta pri­ma­vera, per alcuni dei fami­liari delle 309 vit­time del sisma del 6 aprile 2009 a L’Aquila, c’è la sor­presa di una rac­co­man­data… Una let­tera del capo del dipar­ti­mento della Pro­te­zione civile, Franco Gabrielli, ex pre­fetto del capo­luogo d’Abruzzo, che chiede «la resti­tu­zione» delle somme delle prov­vi­sio­nali elar­gite negli anni scorsi. Anzi, Gabrielli non chiede, ammo­ni­sce… Ha spe­dito un «atto di messa in mora e inti­ma­zione di pagamento».
Rivuole indie­tro, e subito, i soldi dei risar­ci­menti dati ai parenti dei morti dopo la con­danna, il 22 otto­bre 2012, dei sette com­po­nenti della com­mis­sione Grandi Rischi, organo scien­ti­fico divul­ga­tivo della Pre­si­denza del Con­si­glio. Si tratta di risar­ci­menti imme­dia­ta­mente ese­cu­tivi, liqui­dati «entro 90 giorni a pre­scin­dere dalle even­tuali e future cause civili», che furono decisi dal giu­dice del Tri­bu­nale dell’Aquila, Marco Billi, dopo la sen­tenza di col­pe­vo­lezza. I mem­bri della Grandi Rischi, infatti, in primo grado, ebbero 6 anni di car­cere cia­scuno per omi­ci­dio e lesioni col­pose. Impu­tati Franco Bar­beri, allora pre­si­dente vica­rio della com­mis­sione; Ber­nardo De Ber­nar­di­nis, già vice capo del set­tore tec­nico del dipar­ti­mento di Pro­te­zione civile; Enzo Boschi, all’epoca pre­si­dente dell’Istituto nazio­nale di Geo­fi­sica e vul­ca­no­lo­gia; Giu­lio Sel­vaggi, diret­tore del Cen­tro nazio­nale ter­re­moti; Gian Michele Calvi, diret­tore di Eucen­tre e respon­sa­bile del pro­getto Case; Clau­dio Eva, ordi­na­rio di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, diret­tore dell’ufficio rischio sismico di Pro­te­zione civile.
L’accusa era di aver ras­si­cu­rato la popo­la­zione, dopo la riu­nione del 31 marzo 2009 a L’Aquila, cin­que giorni prima della cata­strofe e dei lutti, sot­to­li­neando che non c’erano peri­coli, e per aver sot­to­va­lu­tato il rischio di un grave ter­re­moto. Tutti col­pe­voli e lo Stato ha pagato. Ma il 10 novem­bre scorso, in appello, 6 dei lumi­nari alla sbarra sono stati assolti, dal col­le­gio pre­sie­duto dal giu­dice Fabri­zia Francabandiera.
Ver­detto ribal­tato, tranne che per la Pro­te­zione civile: infatti l’unica con­danna con­fer­mata è stata quella per De Ber­nar­di­nis, che nella famosa riu­nione del 31 marzo faceva le veci del capo, Guido Ber­to­laso. Scrive Gabrielli: «Si fa seguito alla nota datata 12 feb­braio 2013 rela­tiva al paga­mento in vostro favore della prov­vi­sio­nale recata dalla sen­tenza del Tri­bu­nale dell’Aquila 380 del 2012, dovuta ai sensi dell’articolo 28 della Costi­tu­zione, dagli impu­tati rite­nuti respon­sa­bili dell’illecito, in solido con il dipar­ti­mento della Pro­te­zione civile…
Alla luce della pro­nun­cia della Corte d’appello del 12 novem­bre 2014, in par­ziale riforma della prima sen­tenza… si invita e si dif­fida alla resti­tu­zione delle somme per­ce­pite e a cor­ri­spon­dere, senza indu­gio». Il tutto «entro trenta giorni dal rice­vi­mento della pre­sente». Al «capi­tale» sbor­sato, ven­gono aggiunte le spese legali, pari ad oltre 5 mila euro, e gli «inte­ressi cal­co­lati al 28 feb­braio 2015», con l’avvertimento che in caso di ritardo e/o di ina­dem­pi­mento, si pro­ce­derà per il recu­pero del cre­dito». «Il ver­sa­mento dovrà essere effet­tuato mediante boni­fico a favore della Banca d’Italia… sul conto cor­rente… inte­stato alla Pre­si­denza del Con­si­glio dei mini­stri». «Al fine di com­pro­vare il paga­mento – chiude la let­tera di Gabrielli – l’originale o copia della quie­tanza di ver­sa­mento dovrà essere tra­smessa imme­dia­ta­mente allo scri­vente Dipar­ti­mento ed anti­ci­pata a mezzo fax…».

Insomma Gabrielli, per conto della Pre­si­denza del Con­si­glio dei mini­stri, e quindi di Renzi, sta pro­ce­dendo… ad un recu­pero cre­diti. Per quanto? Com­ples­si­va­mente il Tri­bu­nale aveva sta­bi­lito, per le vit­time del disa­stro, un risar­ci­mento di 7,8 milioni. Il capo della Pro­te­zione civile ne rivuole circa 2. Diverse fami­glie ave­vano per­ce­pito da 100 a 200 mila euro a com­po­nente. Altre aveva pre­fe­rito atten­dere. «Nella scia­gura dell’Aquila — com­men­tano alcune mamme – non c’è mai fine al peg­gio. È un mar­ti­rio con­ti­nuo, da quella male­detta scossa delle 3.32. In ogni caso – aggiun­gono – non tire­remo fuori un cen­te­simo. Per­ché Gabrielli non ha titolo per richie­dere somme da parte della Pre­si­denza del Con­si­glio dei mini­stri: che scriva Renzi. E poi la fami­ge­rata sen­tenza di secondo grado, con­tro cui è stato pre­sen­tato ricorso in Cas­sa­zione, non ha revo­cato le prov­vi­sio­nali». Tra pochi giorni sarà il sesto anni­ver­sa­rio del disastro.

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