mercoledì 4 marzo 2015

L’AMACA del 04/03/2015

L’AMACA del 04/03/2015 (Michele Serra).

NEMMENO la più accesa passione politica riesce a spiegare certe rivalità tra capi, specie dello stesso branco, che si azzannano come se l’azzannarsi fosse parte integrante del loro ruolo. E magari lo è, ma in termini etologici e non ideologici, cose da maschi alfa che devono stabilire chi è che comanda, e chi deve sottomettersi. L’odio tra Salvini e Tosi, per esempio, non consente una lettura puramente politica, non esiste, dentro la Lega, nessuna divergenza “di linea” che sia tanto drastica da spiegare perché l’uno voglia far fuori l’altro.
Sono solo questioni di supremazia personale: punto. Stesso discorso per l’animosità furente del vincitore delle primarie in Campania, De Luca, uno che parla degli avversari affilando le parole come coltelli, tira a distruggerli, un supermacho, uno che non fa prigionieri. Perfino di un uomo saggio e signorile come Bersani viene da sospettare, a volte, che voglia regolare i conti interni con chi lo ha ferito, magari a tradimento. E anche se la politica è sangue e merda, come diceva Rino Formica, piace immaginare come sarebbe, la scena, con meno maschi in giro, e qualche femmina, anche se matriarca, che regola le cose. Magari poi il potere renderebbe ferine anche le donne; ma almeno questa eterna rissa per capire chi ce l’ha più lungo,quella ce la risparmierebbero.
Da La Repubblica del 04/03/2015.

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