sabato 14 marzo 2015

L’AMACA del 14/03/2015

L’AMACA del 14/03/2015 (Michele Serra).

È UN vero peccato che non esista un nesso, anche vago, tra l’impressionante crescita tecnologica dei media e la qualità del loro contenuto. Il vaglio delle notizie e la loro confezione a volte richiama ancora l’epoca dei cantastorie, della fola che passa di bocca in bocca, del fatto impressionante, riportato con dettagli spaventosi, che atterrisce la comare e allarma l’autorità. Deve averlo capito Matteo Salvini, che per finire ogni giorno sulle prime pagine, e ogni sera nei talk, snocciola un rosario ininterrotto di propositi bellicosi, improperi e minacce; e il bello è che ci riesce perfettamente, ottenendo un clamore quasi automatico ogni volta che fa “bu!” davanti a un microfono. Il “bu!” è, per i media, materia irresistibile. Viene subito catalogato come “proposta shock” e per ciò stesso, come il delitto di paese o la nascita di un vitello a due teste, fa il giro completo del cosiddetto villaggio globale, sia pure limitatamente al vicoletto secondario di nome Italia.
Capita così che il leader di un partito rispettabile, ma di dimensioni medio-piccole, goda di una visibilità mediatica superiore a quella di Obama. Il classico massimo rendimento con il minimo sforzo. Salvini non ha ancora capito se il centrodestra sia davvero espugnabile. Ma sa per certo che il sistema mediatico italiano è espugnabilissimo.
Da La Repubblica del 14/03/2015.

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