giovedì 26 marzo 2015

L’anticorruzione del primo aprile

da il manifesto
POLITICA

L’anticorruzione del primo aprile

Senato. Ncd minaccia battaglia sulla giustizia. Le divisioni tra alleati di governo dopo il caso Lupi si riflettono in aula. Slitta alla prossima settimana la legge che alza le pene per i corrotti, quando si riesce a condannarli

Hanno scelto il primo aprile, mer­co­ledì pros­simo, come il giorno giu­sto per l’approvazione (in prima let­tura) della legge cosid­detta “anti­cor­ru­zione” al senato. La legge — otto arti­coli piut­to­sto modi­fi­cati rispetto alla pro­po­sta di ini­zio legi­sla­tura del pre­sai­dente Grasso — pre­vede sostan­zial­mente l’innalzamento delle pene per la cor­ru­zione (si arriva fino a 12 anni per la cor­ru­zione in atti giu­di­ziari) e la rifor­mu­la­zione del reato di falso in bilan­cio, con un regime più tol­le­rante per le società non quo­tate. Non pro­prio quell’intervento “di sistema” tanto spesso evo­cato, ma anzi un prov­ve­di­mento nem­meno coor­di­nato con quello appro­vato mar­tedì alla camera che allunga i ter­mini di pre­scri­zione per la stesso reato di cor­ru­zione.
Da qui — anche da qui — i pro­blemi nella mag­gio­ranza, con gli alfa­niani che si sono aste­nuti a Mon­te­ci­to­rio e che minac­ciano “bat­ta­glia” a palazzo Madama (dove pos­sono essere deter­mi­nanti). Ten­sioni rav­vi­vate ieri dalla pre­si­dente della com­mis­sione giu­sti­zia della camera. la demo­cra­tica Dona­tella Fer­ranti, secondo la quale “il pre­oc­cu­pante dato che emerge dal report dell’Ocse sulla cor­ru­zione rende a mag­gior ragione incom­pren­si­bile l’atteggiamento del Ncd, mi auguro un rav­ve­di­mento ope­roso al senato”.
Il report dell’Ocse in que­stione è in realtà il docu­mento pre­pa­ra­to­rio della con­fe­renza sulla cor­ru­zione che è comin­ciata ieri a Parigi, che peg­giora le già pes­sime stime del 2013 di Trans­pa­rency inter­na­tio­nal, spo­stando l’Italia dal ter­zul­timo all’ultimo posto tra i paesi svi­lup­pati quanto a cor­ru­zione percepita.
Il primo risul­tato del grande freddo tra Ncd e Pd — la cui ori­gine ha a che fare con la cor­ru­zione sono nel senso che riguarda le dimis­sioni dell’ex mini­stro Lupi e la par­tita per la sua sosti­tu­zione — è appunto la fre­nata sull’anticorruzione. Che espone il pre­si­dente del senato a una gaffe: Grasso comin­cia la gior­nata pre­ve­dendo un’approvazione dell’aula entro la set­ti­mana, poi , dopo la con­fe­renza dei capi­gruppo, deve pren­dere atto che si va a mer­co­ledì. E fedeli all’accordo, i sena­tori del Pd comin­ciano da subito a inter­ve­nire in massa nella discus­sione gene­rale — men­tre in tanti altri pas­saggi come le riforme o la legge elet­to­rale hanno saputo dare prova di muti­smo inte­res­sato.
Con­tra­ria Forza Ita­lia, che parla di prov­ve­di­mento “mani­fe­sto”, “non una buona legge ma una grida man­zo­niana per dare un segnale”. Sono cri­tici, ma non nel tutto, i gril­lini e Sel. E la stessa posi­zione potrebbe assu­mere la Lega. Nel con­teg­gio finale, i 36 voti degli alfa­niani pos­sono risul­tare indi­spen­sa­bili. Il mini­stro della giu­sti­zia Orlando si eser­cita allora in una pro­fes­sione di sere­nità: “Il rela­tore è del Ncd, il testo è con­cor­dato con il Ncd, non vedo per­ché dovreb­bero dare battaglia”.

Oggi e mar­tedì pros­simo saranno i giorni dedi­cati all’esame degli emen­da­menti, prima delle dichia­ra­zioni di voto e del voto finale mer­co­ledì pome­rig­gio. Gli emen­da­menti sono 213 e non man­cano pro­po­ste di modi­fica fir­mate da sena­tori del Pd, anzi sono almeno una quin­di­cina. Tra que­ste una che si rife­ri­sce diret­ta­mente alla pre­scri­zione (la legge appro­vata in prima let­tura alla camera) e pro­pone di con­ge­larla del tutto dopo il rin­vio al giu­di­zio (idea anche dei gril­lini). Un altro emen­da­mento riscrive la legge Seve­rino, ripor­tando a un’unica fat­ti­spe­cie la con­cus­sione per costri­zione e la con­cus­sione per indu­zione (della distin­zione ha bene­fi­ciato Ber­lu­sconi nel pro­cesso Ruby). Una terza pro­po­sta di modi­fica del Pd aumenta la pena mas­sima per il falso in bilan­cio delle società non quo­tate, così da con­sen­tire il ricorso alle inter­cet­ta­zioni durante le inda­gini. In ognuno di que­sti pas­saggi i sena­tori del Ncd saranno sicu­ra­mente di opi­nione opposta.

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