venerdì 6 marzo 2015

LAVORO Cgil, in alto i caschetti per risanare gli appalti

da il manifesto


LAVORO

Cgil, in alto i caschetti per risanare gli appalti

Edili. Flash mob e striscioni della Fillea in 100 città. I segretari Martini e Schiavella: "Basta con il massimo ribasso, ridurre le stazioni. Clausola sociale, contratto per tutti e responsabilità solidale delle imprese"

I lavoratori della Fillea Cgil ieri davanti al Maschio Angioino di Napoli
Appalti tra­spa­renti, rispet­tosi dei con­tratti e dei lavo­ra­tori: ieri la Cgil ha dato risalto a un altro tas­sello della sua bat­ta­glia per la lega­lità e con­tro le stor­ture del Jobs Act. E lo ha fatto con una serie di flash mob par­titi all’alba in cento città ita­liane, e poi con un con­ve­gno a Roma. Que­sta volta a muo­versi sono stati gli edili della Fil­lea, che hanno sro­to­lato ben 800 metri qua­drati di stri­scioni vicino a monu­menti, can­tieri, grandi opere in costru­zione o incompiute.
«Fuori le mani dagli appalti!», e una mano rapace a sim­bo­leg­giare le infil­tra­zioni della mafia, della camorra, della ’ndran­gheta. O più in gene­rale il rac­ket e la cor­ru­zione: tutto quello che siamo pur­troppo abi­tuati a vedere in con­tro­luce quando osser­viamo un appalto pub­blico. Que­sto il con­te­nuto dello stri­scione espo­sto davanti al Maschio Angioino di Napoli, sotto la copia del David in Piazza della Signo­ria, a Firenze, e poi ancora a Bolo­gna, a Bari, a Palermo. In basso, a reg­gere il car­tello, sem­pre loro: gli edili con il caschetto.
L’iniziativa Fil­lea vuole soste­nere una pro­po­sta di legge che la Cgil sta già por­tando avanti — con tanto di rac­colta firme — da qual­che mese. E che ha visto l’adesione di tutte le cate­go­rie del sin­da­cato, a mag­gior ragione da parte di quelle più inte­res­sate, come Fil­cams, Filt, Fp, Fiom. Un fur­gon­cino fa tappa in tutte le città ita­liane per per­met­tere ai cit­ta­dini di sot­to­scri­vere la proposta.
I punti qua­li­fi­canti sono almeno cin­que, e li ha rias­sunti il segre­ta­rio con­fe­de­rale della Cgil, Franco Mar­tini: «Lotta al mas­simo ribasso, ridu­zione del numero delle sta­zioni appal­tanti, ripri­stino della clau­sola sociale, appli­ca­zione di un con­tratto di rife­ri­mento, quello pre­va­lente nel sito. E infine il ripri­stino della norma sulla respon­sa­bi­lità soli­dale». Nodi che come è evi­dente ten­dono a respon­sa­bi­liz­zare di più non solo la poli­tica, ma anche gli imprenditori.
D’altronde, come ricorda lo stesso Mar­tini, «gli appalti rap­pre­sen­tano il 15% del Pil, men­tre si stima che l’economia ille­gale ammonti a circa 70 miliardi di euro». Soldi che potreb­bero essere recu­pe­rati, almeno in parte, per desti­narli non solo alla ripresa, ma anche al rispetto delle paghe con­trat­tuali, della sicu­rezza di chi lavora, del cor­retto ver­sa­mento dei con­tri­buti. Senza con­tare il bene­fi­cio, anche eco­no­mico, che una “boni­fica” por­te­rebbe alle stesse opere e ai bilanci pubblici.
Secondo Wal­ter Schia­vella, segre­ta­rio gene­rale della Fil­lea Cgil, la pro­po­sta di legge sugli appalti «è un richiamo forte a ripri­sti­nare e rico­struire con­di­zioni di tra­spa­renza, di lega­lità, di rispetto nella gestione dei nei can­tieri, nelle opere pic­cole e grandi». «Il Paese ha biso­gno di ripar­tire, defi­nendo un nuovo modello di svi­luppo, basato sulla qua­lità, incen­trato su un modello di costruire diverso dal pas­sato, con più atten­zione alla qua­lità e alla vita nelle città», ha spie­gato il numero uno degli edili Cgil.
Atti­vità su più piani, legi­sla­tiva e di mobi­li­ta­zione nelle piazze, che la Cgil sta incro­ciando anche per neu­tra­liz­zare il Jobs Act: «La pro­po­sta di legge di ini­zia­tiva popo­lare Cgil — spiega Schia­vella — tenta di ripa­rare i danni fatti in pas­sato, ma pone anche il tema della qua­lità e dei diritti per il futuro. Cioè l’opposto di quello che accade oggi con i mas­simi ribassi e con gli inter­venti nor­ma­tivi come il Jobs Act».
«Molti edili veri, di quelli in carne e ossa — con­clude Schia­vella — che Poletti non vede per­ché impe­gnato a con­tare quei deci­mali di occu­pa­zione che si sareb­bero creati dopo un decen­nio di disoc­cu­pa­zione, hanno pre­si­diato i can­tieri per dare un mes­sag­gio al Paese. Can­tieri liberi dalle mafie, in cui si rispet­tino la lega­lità e i diritti dei lavo­ra­tori». #giu­le­ma­ni­dai­can­tieri l’hashtag che ha carat­te­riz­zato la giornata.


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