venerdì 6 marzo 2015

“LE SANZIONI? UN PROBLEMA” RENZI FA L’AMICO DI PUTIN

“LE SANZIONI? UN PROBLEMA” RENZI FA L’AMICO DI PUTIN (Wanda Marra).

Putin
TRE ORE DI COLLOQUI, DIECI MINUTI DI CONFERENZA STAMPA SENZA DOMANDE SINTONIA DI FACCIATA: MOSCA PROMETTE TANTI AFFARI E UNA MANO SULLA LIBIA.
Uno accanto all’altro, Vladimir Putin, imperscrutabile   come una sfinge, ma incoraggiante nelle parole (“il nostro incontro è stato utile e tempestivo”) e Matteo Renzi, compunto e serio come gli capita di rado, dopo un incontro durato 3 ore, distribuiscono alla stampa la loro lettura della giornata. Una decina di minuti in tutto. Solenni, come gli stucchi e i marmi che li circondano. In piena armonia. Poi via, senza neanche guardare verso le telecamere. Domande vietate, momento pubblico veloce come la luce.

Eppur più lento dell’altro, l’omaggio floreale (6 garofani arancioni) deposto da Renzi sul ponte Bolshoi. Arriva alle 9 e 45, si inginocchia per posare i fiori, rimane un minuto o giù di lì in silenzio, poi via. Neanche una parola. A Mosca è presto e c’è neve mista a pioggia. E sul ponte, a parte i giornalisti, non c’è nessuno: il momento simbolico è solo una foto. La twitta lo stesso Renzi alle 9 e 29: “A Mosca, in memoria di Boris Nemtsov”. Sono passate due ore da quando è successo, ma meglio aspettare per diffondere il Tweet un orario consono per i media italiani. Tra queste due immagini, la prima a uso della Russia e della comunità internazionale e la seconda, a uso dell’Italia e della comunità mondiale che s’indigna per i diritti umani, una giornata che vede sul piatto più di un dossier.   SANZIONI La parola chiave è sanzioni. “Tra Italia e Russia c’è uno spazio di collaborazione pur in un contesto di difficoltà legato alle sanzioni europee e alle contro sanzioni russe, che costituiscono naturalmente in entrambe le direzioni un problema”. Politicamente, è la frase del giorno. E la pronuncia Renzi alla fine dell’incontro con Putin. L’altro ci ha tenuto a mettere l’accento sui buoni rapporti economici, nonostante il recente calo dell’interscambio. Perciò Italia e Russia hanno istituito un fondo congiunto di investimenti da un miliardo di dollari. Il premier è reduce da un incontro in mattinata con i maggiori imprenditori italiani (da Eni, Enel e Finmeccanica a Banca Intesa e Unicredit). Il tema delle sanzioni è molto sentito e ieri qualcuno è intervenuto per dirlo, sperando in una presa di posizione netta da parte di Renzi, che in effetti al Cremlino ha definito le sanzioni “un problema”.   UCRAINA Pur ribadendo la necessità del rispetto degli accordi di Minsk, Renzi non ha calcato la mano, nelle dichiarazioni pubbliche, sulla necessità di un disimpegno di Mosca. Non a caso ieri l’ambasciatore d’Ucraina in Italia ha diffuso il documento con i punti toccati mercoledì nel colloquio tra il premier e Poroshenko. Con alcune puntualizzazioni: “Renzi ha confermato che l’Italia vorrebbe riportare la Russia al dialogo sulle questioni di sicurezza globale, tuttavia, Putin dovrebbe lasciare l’Ucraina”. Un modo per inchiodarlo se non proprio alle sue contraddizioni, agli equilibrismi.   LIBIA Putin ha dato a Renzi ciò che voleva, dicendo che “sarà con l’Onu in Libia”. “Decisivo il ruolo della Russia”, ha detto il premier. Lo ‘zar’ ha tutto l’interesse a esser riportato in gioco; Renzi ha bisogno d’un alleato nel caos libico. Tutto ciò si tradurrà in modifiche della politica internazionale? Da vedere.   AMICIZIA Putin ha accolto Renzi con tanto di battute regalate alle telecamere e auguri all’astronauta Samantha Cristoforetti. E ha cercato di tirarlo dalla sua parte, esplicitando subito l’importanza del legame italo-russo. Il premier era teso, nervoso. Le formazioni, peraltro , erano curiose: per l’Italia con il premier c’era il consigliere diplomatico Varricchio, per la Russia il ministro degli Esteri Lavrov. L’incontro è durato 3 ore, pranzo compreso, e ci sono stati anche momenti di tensione: Renzi doveva partire alle 16 e 30, è uscito dal Cremlino che erano quasi le 18. Il clima si era evidentemente sciolto, il rapporto consolidato. Renzi ha tenuto ad annunciare la visita di Putin all’Expo il 10 giugno.   MEDIATICITÀ Niente dichiarazioni ai giornalisti neanche sul ponte. Niente battute. Renzi era deciso a evitare ogni domanda imbarazzante, che lo costringesse a entrare nei dettagli. Nessuno della delegazione italiana, neanche il portavoce Sensi ha scambiato due chiacchiere con la stampa. Grande risalto sui media russi. Che hanno praticamente ignorato il fiore, ma magnificato l’incontro con Putin. “Il premier italiano rompe l’ isolamento internazionale di Vladimir Putin”, scriveva il quotidiano economico Vedomosti.
Da Il Fatto Quotidiano del 06/03/2015.

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