martedì 31 marzo 2015

L’inchiesta di Ischia imbarazza il Pd “Siamo preda delle lobby”

L’inchiesta di Ischia imbarazza il Pd “Siamo preda delle lobby” (FRANCESCO BEI)

ROMA – Sul palco si discetta di Italicum. «Ma in sala e nei corridoi — ammette Gennaro Migliore — si parlava di Ischia. Io mi sento cuocere, questa roba mi brucia dentro». Lunedì pomeriggio, a via Sant’Andrea delle Fratte si allontanano alla spicciolata i membri della direzione Pd, confusi tra i turisti. La mazzata è pesante, l’arresto del sindaco Giosi Ferrandino, presidente dell’Anci Campania e supervotato alle europee (oltre 80 mila preferenze), il coinvolgimento di una delle più importanti coop rosse emiliane, le telefonate su D’Alema. Ce n’è abbastanza per deprimere e terrorizzare un partito alle prese con una difficile campagna elettorale.

Antonio Misiani, tesoriere del partito nell’era Bersani, trangugia un caffè nero e sospira: «Una brutta faccenda, non c’è che dire. Ecco cosa succede quando si abolisce il finanziamento pubblico, i partiti finiscono preda degli appetiti delle lobby». Ma il problema, ormai, sembra aver raggiunto un livello endemico per il Pd. Che, a torto, riteneva se stesso immune da questi scandali. «Errore, perché quando hai troppo potere, quando vieni percepito come l’unico partito spendibile per il governo, quando da nessuna parte si vede un’alternativa credibile, è chiaro che chi vuole fare affari si rivolge a te. Una brutta faccenda, ripeto: dovremo d’ora in poi tenere non due ma quattro occhi aperti ». Una vigilanza che evidentemente è mancata. E se anche Renzi ritiene in privato che si tratti di una vicenda circoscritta e che valga comunque la presunzione d’innocenza, pure dal palco riconosce il problema. Anzi, annuncia che si farà una direzione ad hoc «per un momento di riflessione comune su come ci stiamo muovendo sui territori. Con le luci e le ombre che ci sono». Ombre soprattutto.
Fosse solo Ischia. Un mese fa è stato arrestato l’ex sindaco di Casavatore, Salvatore Sannino, del Pd. Ex sindaco solo perché, con lungimirante accortezza, pochi giorni prima dell’arresto la giunta del comune confinante con Casoria era stata sciolta. E sempre per restare in zona, una settimana fa l’Antimafia ha arrestato a Eboli due esponenti del Pd perché, in cambio di certificati di residenza falsi per far lavorare le donne rumene nei campi, chiedevano voti alle primarie Pd regionali e nazionali. È intervenuta pure l’Interpol. Poi ci sarebbe la questione di Vincenzo De Luca, con il suo strascico di inchie- ste e la condanna. Ma lo stesso Migliore, che pure contro De Luca era pronto a candidarsi alle primarie, invita a «non fare di tutta l’erba un fascio, perché nel suo caso si tratta di una questione amministrativa».
Ma comunque, e per l’ennesima volta, è inevitabile farsi la domanda: esiste una questione morale nel Pd? Se lo chiedono in molti. «Io faccio politica alla “spera-in-dio” — sussurra Pippo Civati affrettando il passo lontano dal Nazareno — e spesso vado in rosso sul conto corrente, faccio una vita normale, prendo il treno e gli autobus. Ma qui dentro c’è gente che vive in certe case… che gira con certe macchine… ma come fanno? certi stili di vita mi fanno pensare». E poi, secondo Civati, c’è il grande tema delle fondazioni politiche legate ai singoli capicorrente. «È inutile che facciamo il discorso sulla trasparenza dei bilanci dei partiti e poi ognuno si fa la sua fondazione per fare come gli pare».
Com’era forse inevitabile, dato lo scontro mortale in corso tra minoranza e maggioranza, nel Pd il caso Ischia per alcuni diventa il caso Renzi. E per altri invece è il caso della vecchia “Ditta”, troppo contigua al sistema coop rosse-appalti. «D’Alema – confida un renziano – si è difeso con le stesse argomentazioni di Lupi, se la prende con le intercettazioni. Questa schifezza oggi ci casca addosso a noi perché al Nazareno c’è Renzi, ma è tutta roba loro». Basta spostarsi di qualche metro e Alfredo D’Attorre, dopo l’assalto di telecamere e taccuini, si abbandona a una considerazione opposta: «Questa di Ischia è una vicenda inquietante. Ferrandino era il sindaco di un comune importante, è stato candidato alle europee fortemente sostenuto dalla segreteria nazionale, tanto che ha preso decine di migliaia di preferenze ». E chi vuole capire capisca.
Sulla direzione del Pd scende la sera, dopo il voto all’unanimità sulla relazione del segretario, sindaci, assessori e parlamentari sciamano nei ristoranti della zona. Mercedes e Audi con l’autista intasano piazza San Silvestro. Decisamente troppe.
Da La Repubblica del 31/03/2015.

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