venerdì 6 marzo 2015

Lo scontro tra Salvini e Tosi “Stufo delle tue beghe” “E tu lascia stare il Veneto”

Lo scontro tra Salvini e Tosi “Stufo delle tue beghe” “E tu lascia stare il Veneto” (ALBERTO D’ARGENIO).

SalviniIl vertice a Padova non risolve i problemi in vista delle regionali Lunedì prossimo un nuovo Consiglio federale per la scelta finale.
ROMA – Il Veneto regala alla Lega una nuova giornata di tensione. Resta in bilico la posizione del sindaco di Verona Flavio Tosi, che dopo il commissariamento della Liga in vista delle regionali – per le quali via Bellerio ha confermato la candidatura del governatore Zaia – è con un piede fuori dal movimento. Il momento clou della giornata è il pranzo, a Milano, proprio tra Tosi e Salvini. Che non è risolutivo e anzi avvicina la scissione. L’ultimo atto sarà scritto al consiglio federale di lunedì.
Per capire l’aria che tira basta confrontare le dichiarazioni rilasciate da Salvini prima e dopo l’incontro. Dice il segretario al mattino: «Penso che con Tosi un accordo si troverà, non siamo una caserma».
A caldo, subito dopo pranzo, Salvini svicola con l’ironia, «è andata bene, una chiaccherata utile, almeno non abbiamo litigato». In serata invece il registro muta: «Sono stufo di occuparmi di beghe interne, non mi serve chi attacca la Lega da dentro». E infine, «Zaia vincerebbe con qualsiasi coalizione».
Parole minacciose, quelle di Salvini, che trovano riscontro in quelle altrettanto ostili di Tosi: «Sono incazzato ma lucido, il commissariamento della Liga deciso lunedì ha lasciato il segno, la frattura è profondissima e ora in Veneto può succedere di tutto». In serata Tosi riunisce i fedelissimi della Liga Veneta per prepararsi al redde rationem di lunedì. Il messaggio è giù le mani dal Veneto: «Proporrò di spiegare al federale che il commissariamento è inaccettabile, se si ristabiliscono le regole, ovvero che la Liga Veneta come da sempre fa liste e alleanze, il problema è risolto». Ma il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, già tratta Tosi come uno scissionista, «si sta comportando come uno fuori dal partito», attacca.
Tocca a Maroni, governatore lombardo ed ex segretario, provare a fermare Tosi: «Se vuole uscire dalla Lega e candidarsi contro Zaia sbaglia, farebbe un danno a se stesso e al movimento senza alcun motivo.
Spero che gli passi l’incazzatura».
Intanto Salvini fa sapere che sabato, al contrario di quanto annunciato in precedenza, non sarà a Venezia ad ascoltare Giorgia Meloni: uno schiaffo alla leader di Fdi, che a Roma lo scorso fine settimana aveva partecipato alla manifestazione del Carroccio in Piazza del Popolo.
Da La Repubblica del 06/03/2015.

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