lunedì 9 marzo 2015

Oggi il bazooka di Draghi spara, Atene moribonda

Oggi il bazooka di Draghi spara, Atene moribonda (Stefano Citati).

GreciaL’EUROPA BOCCIA ANCORA LA GRECIA.
Da oggi Francoforte, per rilanciare la crescita, inizierà una maxi iniezione di liquidità nell’eurozona rastrellando titoli, in gran parte di Stato, a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese. L’intenzione è di continuare almeno fino alla fine di settembre 2016 o comunque fino a quando l’inflazione invertirà la rotta e si riavvicinerà all’obiettivo del 2%. L’arsenale messo in campo da Mario Draghi per raggiungere l’obiettivo ha un potenziale di 1.140 miliardi di euro. L’Italia dal Qe, secondo la Cgia di Mestre, dovrebbe ricevere fino a 150 miliardi di euro.  
Ma il bazooka della Bce comincia a sparare colpi mentre la Grecia – il malato più grave della Ue sotto costante e tutt’altro che amichevole ‘osservazione’ – è sempre più stretta all’angolo. Oggi l’Eurogruppo a Bruxelles valuterà il pacchetto di riforme che Atene ha inviato prima del week end all’Unione. Ma ieri il presidente dello stesso Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem – che si è detto pronto continuare dopo 2 anni di incarico a capo dei ministeri economici Ue – ha anticipato che la “lista” dei provvedimenti è “lontana dall’essere completa”, che la sua attuazione richiederà “tempi lunghi” e che a marzo non è prevista nessuna tranche di aiuti.   Si annuncia dunque un nuovo flop per la riunione dei ministri delle Finanze, alla quale il greco Yanis Varoufakis dovrebbe portare la richiesta esplicita di allontanare definitivamente la Troika da Atene, dando a dei “team tecnici” basati a Bruxelles il compito di valutare le riforme greche prima di ciascuna riunione europea.   LA TENSIONE rimane alta, alimentata, come più volte è successo in questi giorni, da incomprensioni e correzioni di tiro. L’ultima, dello stesso Varoufakis, sull’ipotesi di un referendum che un pò tutti pensavano sulla permanenza nell’euro e che invece il ministro intendeva sulle misure che l’esecutivo di Atene intende mettere in campo. L’alternativa – avrebbe lasciato intendere   - sarebbero nuove elezioni.   E che le trattative e i contatti siano frenetici e che vadano dai livelli tecnici a quelli politici più alti, lo dimostrano le telefonate che il premier Alexis Tsipras ha fatto ieri: la prima al presidente della Bce Mario Draghi e la seconda a quello francese Francois Hollande. A Draghi Tsipras (che aveva parlato di cappio al collo greco messo dalla Bce) avrebbe confermato il rispetto per l’indipendenza dell’Eurotower, raccomandandosi però che questa non soccomba alle pressioni politiche. Con Hollande avrebbe invece manifestato la volontà di sempre maggiore collaborazione e l’intenzione di incontrasi a Parigi in tempi stretti.   La lista di riforme che Atene ha inviato all’Eurogruppo e che dovrebbe essere esaminata oggi, comprende l’istituzione di “un consiglio di bilancio” indipendente per monitorare la spesa del governo, la sua politica di bilancio e quindi valutare se gli obiettivi vengono raggiunti; migliorie sul fronte della predisposizione del bilancio; la messa a punto di uno schema per la lotta all’evasione dell’Iva; un nuovo piano e leggi più dure per riscuotere le tasse non pagate da contribuenti e imprese; un nuovo piano per emettere licenze alle aziende di gioco d’azzardo online; la riduzione della burocrazia e iniziative per affrontare la crisi umanitaria con l’introduzione di buoni pasto, misure per garantire energia elettrica e assistenza abitativa. Costo complessivo: 200,29 milioni di euro.
Da Il Fatto Quotidiano del 09/03/2015.

Nessun commento:

Posta un commento