domenica 22 marzo 2015

Pensioni flessibili in uscita il piano entro l’estate reddito minimo agli over 55

Pensioni flessibili in uscita il piano entro l’estate reddito minimo agli over 55 (VALENTINA CONTE).

I puntiIl ministro Poletti: lavoriamo con l’Inps. Possono bastare 1,5 miliardi Camusso: trattate con noi. Landini: l’età per ritirarsi va ridotta.

ROMA – Una specie di «reddito minimo» per quanti perdono il lavoro, ma sono lontani dalla pensione e non hanno nient’altro. È questa la «flessibilità sostenibile» a cui pensa il presidente dell’Inps Tito Boeri. E che troverà forma compiuta nella «proposta organica» che l’istituto di previdenza presenterà a giugno, articolata «sull’asse assistenza-previdenza ». «Potrebbe bastare un miliardo e mezzo» per proteggere la fascia d’età 55-65 anni, calcola Boeri. Da reperire risparmiando all’interno della protezione sociale, ad esempio guardando alle gestioni speciali. «È un po’ di tempo che abbiamo detto che va fatta una riflessione sul tema delle pensioni», risponde ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. «Boeri ci sta lavorando e noi insieme a lui: è un tema all’ordine del giorno, siamo disponibilissimi ad affrontarlo». Il nodo è quello di «flessibilizzare in uscita il sistema», ribadisce Poletti, proprio per tamponare «il problema sociale più acuto», gli over 55 che «rischiano di trovarsi in una terra di nessuno ». Boeri «sta facendo le simulazioni, poi vedremo il da farsi».
Perplessi i sindacati. Susanna Camusso (Cgil), pur apprezzando le intenzioni, sottolinea che il confronto con Boeri non può sostituire quello con il governo, «perché noi abbiamo un problema di cambiamento della legge Fornero». Carmelo Barbagallo (Uil) teme il rischio «di spaventare pensionati e pensionandi » e chiede al ministro Poletti un incontro sulla previdenza. Maurizio Landini (Fiom) dice che occorre fare tre cose «molto precise». E cioè «abbassare l’età pensionabile, ripristinare le pensioni di anzianità a partire dai lavori più pesanti e non rimanere solo con il contributivo, perché i giovani così non hanno più la pensione». Ingiustizie che «vanno colpite» perché «se si va in pensione a 70 anni si satura il mondo del lavoro». E «noi il 28 marzo siamo in piazza proprio per questo ».
«L’aggancio all’aspettativa di vita, voluto dal governo Berlusconi, se non viene corretto ci porterà ad aziende popolate da settantenni », concorda Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. Ma l’idea di «tosare » gli assegni in essere liquidati con il retributivo «può essere pericolosa». Secondo Boeri però «al di sopra di un certo importo è necessario intervenire, anche se non è mai bello». Per Damiano sarebbe preferibile «affrontare per prima cosa i privilegi di chi ha goduto di contribuzioni più basse e regole più generose di anticipo pensionistico». Come i dirigenti, andati in quiescenza con l’80% della retribuzione e soli 30 anni di contributi. «Partiamo da qui, se non vogliamo colpire i soliti noti che hanno dato già più del dovuto», sostiene Damiano. «Un attacco diretto e demagogico », si difende Federmanager, riferendosi ai dati diffusi da Boeri tre giorni fa. In base ai quali non solo la pensione dei dirigenti viene foraggiata dai fondi di dipendenti e precari, ma se fosse calcolata con il metodo contributivo oggi in vigore sarebbe più bassa del 23%.
Da La Repubblica del 22/03/2015.

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