venerdì 20 marzo 2015

POLITICA Anticorruzione in aula, rischio “baco”

da il manifesto
POLITICA

Anticorruzione in aula, rischio “baco”

Giustizia. Approda al senato la legge attesa da due anni. Con le nuove norme sul falso in bilancio che modificano un decreto non ancora in vigore. Forza Italia chiede lo stop a Grasso, Orlando: è tutto a posto
Pas­sag­gio in aula al senato per il dise­gno di legge anti­cor­ru­zione. Alla fine la con­fe­renza dei capi­gruppo ha tro­vato un pic­colo spa­zio per sal­vare le appa­renze. La legge attesa da due anni e ritar­data infine per le divi­sioni nella mag­gio­ranza si discu­terà solo la pros­sima set­ti­mana. Ma almeno ieri, per mezz’ora, subito dopo la fumata nera per l’elezione dei giu­dici costi­tu­zio­nali, si è potuta ascol­tare la voce del rela­tore (il sena­tore D’Ascola di Ncd) e si può dire che la fase finale è comin­ciata. Non è detto che sia senza rischi: si teme che nella legge ci sia un «baco».
Resta infatti il pro­blema dell’emendamento del governo, che riguarda la non puni­bi­lità del falso in bilan­cio in casi di par­ti­co­lare tenuità del danno, ma che va a cam­biare un decreto legi­sla­tivo che il governo ha ema­nato appena e che entrerà in vigore solo il pros­simo 2 aprile. Si può cam­biare una legge prima che que­sta sia appli­ca­bile? La com­mis­sione non ha for­mal­mente risposto.
«Il pro­blema c’è, ma riguar­derà il pre­si­dente del senato quando il prov­ve­di­mento verrà votato in aula», ha soste­nuto il pre­si­dente della com­mis­sione giu­sti­zia Nitto Palma, di Forza Ita­lia, accu­sato dal Pd di fare ostru­zio­ni­smo. Lui però l’emendamento l’ha messo in vota­zione, anche se con­vinto che «richia­mando un arti­colo non ancora in vigore era privo di por­tata nor­ma­tiva, il che mi avrebbe impo­sto di dichia­rarne la inam­mis­si­bi­lità». Ma ha pre­fe­rito girare la que­stione al pre­si­dente del senato.
Il mini­stro della giu­sti­zia Orlando ha soste­nuto l’opposto. «Sono scher­ma­glie di carat­tere pro­ce­du­rale — ha detto — l’articolo può essere votato, non esi­ste un pro­blema legato al decreto, ci sono tanti prov­ve­di­menti in cui si fa rife­ri­mento ad arti­coli di legge che non hanno ancora effi­ca­cia». Secondo Orlando «se il tema è la cono­scenza da parte dei com­po­nenti della com­mis­sione, il testo era già stato distri­buito. Se il pro­blema era la pub­bli­ca­zione del testo in Gaz­zetta uffi­ciale, que­sto è acca­duto mer­co­ledì». Ma anche lui sa che il pro­blema è un altro: quella legge da emen­dare entrerà in vigore solo il 2 aprile. «Il tema della vigenza riguarda il testo quando esce dall’aula dopo il voto finale, non quando arriva in aula», replica Orlando, lasciando inten­dere che quando la legge anti­cor­ru­zione e sul falso in bilan­cio sarà appro­vata defi­ni­ti­va­mente — deve ancora pas­sare per la camera dei depu­tati — il 2 aprile sarà pas­sato da un pezzo».

Per­sino più sofi­sti­cata la ver­sione del rela­tore D’Ascola: «È vero che il decreto sulla tenuità del fatto non è entrato in vigore, ma è vigente, cioè è pub­bli­cato sulla Gaz­zetta Uffi­ciale ed è dun­que cono­sci­bile. I par­la­men­tari cioè — assi­cura il sena­tore del Ncd — sono per­fet­ta­mente in grado di met­tere a punto dei sub emen­da­menti visto che la norma è cono­sci­bile e veri­fi­ca­bile». Se ne ripar­lerà da mer­co­ledì in aula, al senato.

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