mercoledì 11 marzo 2015

POLITICA Cambiare l’Italicum: alleanze al secondo turno

da il manifesto
POLITICA

Cambiare l’Italicum: alleanze al secondo turno

Intervista. Il politologo ed esponente dell'area cuperliana di "sinistra dem" è stato uno dei tre deputati Pd ad astenersi sulla riforma costituzionale.

Carlo Galli
Il poli­to­logo Carlo Galli, dell’area di Gianni Cuperlo «sini­stra dem», è uno dei tre depu­tati Pd che ieri si sono aste­nuti. «Il mio dis­senso è pesante, le mie cri­ti­che verso que­sta revi­sione costi­tu­zio­nale molto dure, ma ho scelto di aste­nermi e non votare con­tro per­ché rico­no­sco il valore dell’appartenenza a un’organizzazione e per­ché il per­corso della legge di riforma non è ancora giunto al ter­mine. C’è la pos­si­bi­lità di modi­fi­che nella dire­zione da noi indi­cata».
Eppure non sono tanti gli arti­coli del dise­gno di legge che pos­sono ancora essere cam­biati dal senato.
«Volendo si pos­sono fare inter­venti nelle norme tran­si­to­rie per pro­vare a modi­fi­care la com­po­si­zione del nuovo senato. Certo lo spo­sta­mento del bari­cen­tro del sistema poli­tico verso l’esecutivo è ormai un dato di fatto, è avve­nuto».
E allora si spera in modi­fi­che alla legge elet­to­rale?
Quella dell’Italicum è una par­tita tutta da gio­care, il docu­mento di «sini­stra dem» è molto chiaro. La legge elet­to­rale può essere cri­ti­cata in modi diversi, e anche tra noi ci sono sen­si­bi­lità diverse: c’è chi farebbe tutta la bat­ta­glia per aumen­tare il peso delle pre­fe­renze, pro­spet­tiva che mi lascia assai tie­pido. Io insi­sto invece sull’abolizione del divieto di appa­ren­ta­mento tra il primo e il secondo turno.
È un pas­sag­gio deci­sivo?
Sì, il divieto di appa­ren­ta­mento è grave per­ché pre­fi­gura una poli­tica gio­cata in chiave mag­gio­ri­ta­ria, uno spot senza media­zioni di chi sa che molte forze non ose­ranno pre­sen­tarsi da sole al primo turno. È il trionfo dell’omologazione, la tra­sfor­ma­zione della poli­tica in un con­fronto a due o peg­gio nell’esaltazione soli­ta­ria dell’unico partito-nazione che ha alla sua sini­stra e alla sua destra forze estreme alla Sal­vini e alla Grillo inca­paci di gover­nare.
E se si tor­nasse ad attri­buire il pre­mio alla coa­li­zione invece che alla lista?
Farebbe poca dif­fe­renza, anche con il pre­mio alla lista ci sarà un effetto coa­li­zione indotto, i «listoni». L’Italicum è fun­zio­nale a una sem­pli­fi­ca­zione ple­bi­sci­ta­ria e qua­lun­qui­stica del qua­dro poli­tico, per cui la sera delle ele­zioni si vuole sapere chi ha vinto e poi lasciarlo gover­nare. Come dire che gli ita­liani si devono occu­pare di poli­tica solo per un giorno.

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