giovedì 5 marzo 2015

POLITICA Conflitto di interessi. Per i generali —  red. pol., 4.3.2015

da il manifesto
POLITICA

Conflitto di interessi. Per i generali


Mai più gene­rali in pen­sione che pas­sano al ser­vi­zio delle imprese in rap­porti di affari con la difesa. Lo sta­bi­li­sce una legge appro­vata ieri all’unanimità alla camera. «Si potranno evi­tare i con­flitti di inte­resse e aumen­te­ranno la tra­spa­renza e l’efficienza del sistema delle forze armate e delle indu­strie del set­tore», com­menta il primo fir­ma­ta­rio Carlo Galli (Pd). La neces­sità di una legge del genere era stata pre­vi­sta nello stesso docu­mento dei depu­tati Pd della com­mis­sione difesa che ha impe­gnato il governo (invano, pare) a dimez­zare l’acquisto degli F35.
La com­mis­sione ha dato il via libera in sede legi­sla­tiva (la legge passa imme­dia­ta­mente al senato) e all’unanimità. È pre­vi­sto che gene­rali (o equi­va­lenti) una volta in con­gedo non potranno per tre anni assu­mere inca­ri­chi come diri­genti (pre­si­dente, ammi­ni­stra­tore, liqui­da­tore, sin­daco) ma nean­che col­la­bo­rare come con­su­lenti con le società e imprese che pro­du­cono sistemi d’arma. All’Agcom è affi­dato il com­pito di san­zio­nare le vio­la­zioni con una multa e la deca­denza.
Della più impor­tante impresa ita­liana pro­dut­trice di arma­menti, Fin­mec­ca­nica, è stato a lungo (fino allo scorso anno) vice­pre­si­dente l’ammiraglio Guido Ven­tu­roni, ex capo di stato mag­giore della marina e della difesa, men­tre l’attuale pre­si­dente Gianni De Gen­naro — ex capo della poli­zia e dei ser­vizi segreti — è un civile e come tale è escluso dall’ambito di appli­ca­zione della legge. Così come sono esclusi i parenti degli alti gradi militari.

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