venerdì 6 marzo 2015

POLITICA Se la Torre non mangia il Cavallo

da il manifesto
POLITICA

Se la Torre non mangia il Cavallo

Il caso. Rai Way «non è contendibile», Ei Towers mantiene l’offerta. L’esposto per insider trading. Mucchetti (Pd): «Un polo unico? In linea con l’Europa». L’ipotesi di Cassa depositi e prestiti

E se la serie cult della set­ti­mana, Ei Towers ver­sus Rai Way, fosse solo una fic­tion, per non dire se nel giro di qual­che mese si rive­lasse un vero e pro­prio bluff? L’interrogativo irri­ve­rente — la vicenda sta impe­gnando Palazzo Chigi, Palazzo Madama, la Con­sob e l’Antitrust, molti ana­li­sti e esperti del ramo — fino a qui con­fi­nato nelle con­fi­denze degli ope­ra­tori di borsa, molto scet­tici sull’assalto della con­trol­lata Media­set sulle torri Rai, ora comin­cia a cir­co­lare anche fra gli addetti ai lavori.
Rias­sunto dell’ultima pun­tata, quella di ieri. Il pre­si­dente di Rai Way Camillo Ros­sotto ha con­fer­mato alla com­mis­sione indu­stria del senato che l’opa di Ei Towers «non ha pre­ce­denti» dal momento che il con­trollo della sua società «non è con­ten­di­bile». Dalla Rus­sia, dov’è in visita uffi­ciale, il pre­si­dente del Con­si­glio Mat­teo Renzi ha con­fer­mato che Media­set può fare quello che vuole ma «il 51 per cento di Rai­way deve restare pub­blico, su que­sto non si discute». Intanto l’ad di Ei Towers Guido Bar­bieri è stato ascol­tato dalla Con­sob alla quale ha riba­dito «la bontà e la soli­dità del pro­getto». Resta quindi ancora tutto da risol­vere il giallo di un’opa con­di­zio­nata a rag­giun­gere il 66,7 per cento della società delle torri Rai, obiet­tivo irrag­giun­gi­bile visto che, nel caso di esito posi­tivo della vicenda, la con­trol­lata Media­set non potrebbe andare oltre il 49. Inter­ro­gato sul punto Bar­bieri, se cioè la sua società è pronta ad ’accon­ten­tarsi’ della metà meno uno di Rai Way, ha oppo­sto un com­pren­si­bile «non posso dirlo in que­sto momento».
Fin qui l’ultima pun­tata, quella di ieri. Intanto, men­tre Ei Towers sta­rebbe orga­niz­zando il pool di ban­che per il pre­stito per garan­tire l’operazione (entro il 16 marzo dovrà pre­sen­tare alla Con­sob il pro­spetto infor­ma­tivo dell’offerta), i cosid­detti mer­cati — defi­ni­zione eufe­mi­stica che signi­fica ope­ra­tori e sog­getti in genere diret­ta­mente o indi­ret­ta­mente inte­res­sati all’affare o ad affare col­le­gato — stanno però pren­dendo in con­si­de­ra­zione l’ipotesi di un polo unico delle torri for­mato dall’unione di Rai e Media­set, unione che secondo il Sole 24 Ore «ha un forte senso indu­striale ed è la solu­zione che tutti auspi­cano: viale Maz­zini potrebbe ridurre il suo inde­bi­ta­mento; Media­set riu­sci­rebbe a valo­riz­zare la sua infra­strut­tura». Nasce­rebbe così un ope­ra­tore unico nazio­nale, come suc­cede in altri paesi d’Europa. Ma il pro­getto sarebbe fat­ti­bile solo «con l’ingresso di un terzo azio­ni­sta nella com­pa­gine: un fondo infra­strut­tu­rale capace di iniet­tare capi­tali nella nuova realtà e in grado soprat­tutto di mone­tiz­zare la quota che gli verrà tra­sfe­rita da Rai e Media­set». Secondo molti addetti ai lavori il sog­getto non può essere che Cassa depo­siti e prestiti.
Al momento i tre sog­getti coin­volti in que­sta ipo­tesi smen­ti­scono o non com­men­tano. Del resto per por­tare a ter­mine un’unione fra le torri Rai e quelle dell’(ex) Biscione è fin troppo evi­dente che ci vuole un nulla osta poli­tico. Con buona pace delle rot­ture vere o reci­tate del patto del Naza­reno. «Avere un’unica infra­strut­tura di tra­smis­sione del segnale tv costi­tui­sce un obiet­tivo ragio­ne­vole, in linea con l’Europa», ha spie­gato ieri il pre­si­dente della com­mis­sione indu­stria del senato Mas­simo Muc­chetti, «ma non ci si arriva attra­verso azioni non sol­le­ci­tate e non nego­ziate, e dun­que ostili, come quella avviata in que­sta fase da Ei Towers», nel caso biso­gne­rebbe «pareg­giare la pro­prietà delle infra­strut­ture: o tutte e due le società hanno la parte pas­siva e quella attiva, e allora Ei Towers deve rive­dere il suo rap­porto con Media­set, ovvero tutte e due si ten­gono solo l’infrastruttura pas­siva, e allora saranno Rai e Rai Way a dover rive­dere il pro­prio rap­porto». Insomma, se la dire­zione è il polo unico delle torri, non è que­sta la via per cui ci si arriverà.
Del resto molti addetti ai lavori non sono stati mai con­vinti dalla la farao­nica opa di Ei Towers, fin dal momento in cui se n’è avuta improv­visa noti­zia, il 25 feb­braio. Lascia stu­piti l’offerta molto più alta del neces­sa­rio. Lascia qual­che dub­bio la con­di­zione reale delle casse Media­set, e forse anche le inten­zioni dei loro pro­prie­tari sul futuro dell’azienda.

E se l’opa fosse solo una pun­tata della fic­tion, quando la sto­ria si pre­senta ancora come l’esatto con­tra­rio di come dav­vero andrà a finire? Qual­che dub­bio ieri se l’è fatto venire Michele Anzaldi, sena­tore del Pd, chia­mando in causa per­sino i pm e rife­rendo di un espo­sto Adu­sbef per insi­der tra­ding. Dice il sena­tore: «Non si capi­sce come Media­set abbia voluto far cre­dere di poter acqui­stare una quota di mag­gio­ranza asso­luta di Rai Way, non in ven­dita e non ven­di­bile. I dubbi espressi imme­dia­ta­mente ven­gono con­fer­mati sem­pre di più, sve­lando con­torni oscuri di un’operazione che potrebbe rive­larsi una ine­dita spe­cu­la­zione». L’effetto dell’opa, infatti, è stato un apprez­za­mento gene­rale tanto del valore di Rai way (cre­sciuto di «un’ottantina di milioni» dall’arrivo dell’opas di Ei Tower, ha detto ieri Ros­sotto) quanto di quello di Ei Towers. Se e quando un ope­ra­tore volesse rea­liz­zare il polo unico, l’una e l’altra si tro­ve­reb­bero in una posi­zione di ogget­tivo van­tag­gio sul mer­cato rispetto a prima del 25 feb­braio. E in que­sto caso Media­set si tro­ve­rebbe, anzi­ché nelle con­di­zioni di com­prare a caro prezzo, in quelle di ven­dere molto bene. Per­sino sontuosamente.

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