lunedì 23 marzo 2015

Presadiretta del 22/03/2015 – Il business dei rifugiati – La puntata

Presadiretta del 22/03/2015 – Il business dei rifugiati – La puntata.

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Chi sono i rifugiati che sbarcano sulle nostre coste, da dove arrivano, cosa hanno passato, perché rischiano la vita pur di arrivare in Europa?
E cosa sta facendo l’Europa per risolvere questa emergenza, questo flusso stimato in centinaia di migliaia di persone, uomini, donne e bambini?
E, infine, chi e come ha messo le mani sul business dei richiedenti asilo, sfruttando la situazione di emergenza per arricchirsi. Sulla pelle degli immigrati.
L’inchiesta di Presa diretta, da Roma alla Siria, parte da una telefonata: è Salvatore Buzzi ad una sua assistente:
“ti c’hai idea di quanto guadagni con gli immigrati?”
L’inchiesta dei magistrati di Roma parla di un gruppo criminale, di stampo mafioso, con Carminati al vertice e Buzzi come vice: tra i tanti affari di cui si occupava c’erano servizi di accoglienza ai rifugiati, svolti dalle cooperative di Buzzi.
Per l’accoglienza il ministero degli Inerni spende 605 ml di euro, poi ci sono i fondi europei, i fondi dei comuni.
Ma ministero e prefetture hanno controllato come venivano spesi? Alfano dice di si, ma le cronache giudiziarie dicono il contrario.
Partiamo dalla prima anomalia: i centri di accoglienza in Italia dovrebbero essere distribuiti in tutta Italia, ma in realtà sono concentrati in Lazio e Sicilia e sono servizi appaltati per gare o anche a chiamata diretta.
Nel 2014 hanno assegnato più posti letti del passato, senza passare per delle gare, perché c’era l’emergenza e dunque niente bandi.
Al tavolo di coordinamento nazionale che assegnava i posti, c’era Luca Odevaine: dicono i magistrati che favoriva le coop di Buzzi, e per questo prendeva da lui uno stipendio da 5000 euro. In una telefonata si vanta di aver aumentata i posti a Roma: più richiedenti asilo, significa per queste persone lavori e profitti in più per la cricca di Buzzi e Carminati.
Odevaine era capo di gabinetto con Veltroni e capo della polizia con Zingaretti: al tavolo di coordinamento l’aveva nominato il sottosegretario Castiglione, NCD. Scelto perché era esperto, forse troppo.
Dopo che è scoppiato il caso, il sott. Castiglione si difende dicendo che tutti avevano la fiducia in lui: oggi sappiamo che anche il sottosegretario è sotto indagine, per il Cara di Mineo.
L’emergenza sbarchi per mafia capitale era una manna dal cielo: il flusso dei rifugiati siriani da una parte, dall’altra gente esperta come Buzzi ed Odevaine, gente preparata e spregiudicata.
Come Mario Schina, uomo di fiducia di Odevaine, anche lui prendeva soldi da Buzzi, teneva i rapporti con Carminati.
Tutti a libro paga, “ma rientra tutto” commentava Buzzi in una intercettazione.
La moglie di Schina ha lavorato nelle coop di Buzzi: “tutte cose inventate” dice la donna. Odevaine aveva semplicemente una fondazione, che faceva cene per l’Africa.
Integra/azione ha sede a Roma, ma dopo gli arresti in sede è tutto vuoto. È in liquidazione, dice il presidente Ferrante, ex senatore PD, che non sa nulla delle fatture false, dei traffici di Odevaine.
Nel 2014 Buzzi ha fatturato 60 ml di euro, per i 21 centri di accoglienza a Roma: l’accoglienza dei rifugiati era il core business.
Soldi pubblici, stanziati dallo stato, che non corrispondevano ai servizi che arrivavano ai migranti.
E gli operatori sociali delle coop di Buzzi sono scesi a protestare a Roma: anche loro sono stati truffati da Buzzi e dalla sua cooperativa, che non aveva interesse a migliorare le condizioni delle persone accolte.
I pocket money, i 2,5 euro al giorno? Arrivavano in forma di tessera, che poteva essere usata solo in alcuni posti. Kit per igiene personale? Indumenti per i rifugiati? Corsi di Italiano?
Tutto sulla carta, nella convezione stipulata col comune.
Nessuno controllava come venivano spesi i soldi della convenzione: è un sistema malato, perché le coop prendevano appalti in assegnazione diretta.
Non solo, i migranti che avevano protestato contro le condizioni nei centri sono stati espulsi: decisione presa dalla prefettura, in base ad una relazione fatta dalla cooperativa.
I 13 migranti hanno toccato un nodo che non dovevano toccare: “mercenari dell’assistenzialismo”, dicono.
Sono ragazzi che sono passati per le prigioni della Libia, che hanno attraversato il Mediterraneo.
Giulia Bosetti è andata a visitare un centro per minori di Roma: qui per ogni minore arrivavano 45 euro, una cifra superiore; i minori dovevano rimanere solo per pochi giorni, ma in realtà rimanevano a lungo, per prendere più soldi possibili dal comune, altro che centri provvisori.
Erano posti al limiti dell’abitabilità, senza acqua calda, senza riscaldamento.
Carenze denunciate alla vecchia gestione, quella di Buzzi: questa era l’accoglienza made in “mafia capitale”.
Come sono state fatte le gare d’appalto per Roma?
È impossibile avere le carte dei bandi vinti dalle coop di Buzzi: non si trovano sul sito del comune, la giornalista di Presa diretta non è riuscita ad ottenerle.
Difficile avere le carte dello Sprar (ovvero l’iniziativa che dava ai comuni la gestione dell’emergenza profughi coi fondi del ministero): per il servizio dei posti letti si sono spesi 28ml di euro, ma non esiste un bando.
La procedura scelta è stata quella della “ricognizione”. Nessuna gara, a vincere l’appalto erano quelli che già lavoravano su Roma, con entrature con la politica.
E chi era fuori dal giro? Chi non conosceva Odevaine? È stato lui a vantarsi in una intercettazione di esser riuscito ad aumentare i posti letti a Roma. 2500 posti, assegnati alle coop rosse e bianche, quelle di area cattolica (come Casa della Solidarietà e Domus Caritatis) e Eurikes.
C’era una sorta di duopolio che si spartiva i posti al 50-50%.
Uno dei personaggi finito finito nelle carte dell’inchiesta è il dirigente del comune di Roma Scozzafava: secondo i pm favoriva gli interessi di Buzzi. A lui Buzzi ha scritto il famoso sms in cui si augurava tante disgrazie nel 2015, un anno pieno di monnezza e emergenze.
«Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale».
Buzzi vittima dei politici, o politici vittime di Buzzi?
L’avvocato Diddi dice che Buzzi è vittima del sistema politico mafioso di Roma.
Buzzi ha finanziato diversi movimenti politici locali, di destra e sinistra, ma questa non è corruzione né mafia.
Ora a pagare sono i 1200 lavoratori di Buzzi che stanno pagando il prezzo: senza stipendio e senza appalti e, soprattutto, senza colpe.
Mineo, il più grande centro di accoglienza.
Il Cara di Mineo è sotto indagine da due procure; anche il sottosegretario Castiglione (quello di Odevaine) è indagato per la gara d’appalto.
In questo centro i richiedenti asilo rimangono per mesi: uno di loro, proveniente dall’Eritrea si è suicidato il dicembre scorso.
Il centro di accoglienza era una volta sede dei militari Usa in base a Sigonella: poi la struttura è stata affittata dal governo Berlusconi per essere usata per l’accoglienza dei migranti.
In questo centro vivono 400 persone, per ciascuno di loro il consorzio prende 35 euro, più c’è ne sono più si guadagna.
Ai migranti arrivano 2.5 euro caricati su un badge valido solo nella struttura.
Così la gente, per prendere soldi, deve lavorare in nero. Le donne si danno alla prostituzione.
Dentro questa città la gente rimane per anni in attesa che una commissione valuti la loro situazione.
Ci sono le file alla mensa, ci sono i turni anche per la scuola, dove si fanno lezioni ogni due settimane.
Qui si vive in una città sospesa, con delle vite sospese, come sono quelle dei richiedenti asilo. Sospesi in un limbo.
Il centro è gestito da un consorzio che ha dentro la casa della legalità, quella che lavorava anche a Roma: un appalto da 100 ml di euro l’anno.
Un appalto blindato, dice in una telefonata Odevaine: blindato per le coop bianche: il bando di gara del 2014 prevede requisiti che sembrano fatti su misura per l’Ati che già gestisce il Cara da più di due anni.
I comuni del catanese, ente appaltante, hanno nominato Odevaine: era considerato uomo del ministero, con un’autorità e un potere riconosciuto. L’autorità di Raffaele Cantone ha però oggi dichiarato illegittima la gara d’appalto: oggi le procure di Caltagirone e Catania hanno aperto un’inchiesta sulla gara.
Anche per voto di scambio: consiglieri comunali che hanno appoggiato il progetto del Cara e che oggi lavoravano dentro il centro, politica e business dei rifiguati sono diventati una sola cosa.
Così come controllore (i comuni che fanno parte del consorzio) e controllati (la società che ha vinto la gara per la gestione del centro) che sono una stessa cosa e che si sostengono in campagna elettorale.
Come è successo per il sindaco Aloisi e Paolo Ragusa, presidente della società che lavora nel centro, Aloisi una volta era avvocato di questa.
In campagna elettorale sono un libero cittadino e sostengo chi voglio”, dice Ragusa a Giulia Bosetti.
Un ruolo importante in questa storia l’ha avuto il partito di Alfano.
L’Ncd ha ottenuto il 9,1 nella circoscrizione isole e il più votato, con 56.446 voti, è stato Giovanni La Via, proprietario, «a sua insaputa», della sede del consorzio che gestisce il Cara di Mineo. A Mineo NCD ha preso 40%, 10 volte di più della media nazionale.
Anche Ragusa ha avuto rapporti con il sottosegretario Castiglione: si ritrovano tutti assieme a Catania all’hotel Nettuno, il 27 febbraio: qui arriva Alfano, ricevuto dallo stato maggiore dell’NCD siciliano, come il sottosegretario Castiglione. Giovanni La Via e Paolo Ragusa, presidente della società che ha vinto l’appalto.Il sindaco di Mineo, Aloisi, presidente dell’ente appaltante dopo che Castiglione se ne è andato.
Tutti assieme, controllati e controllori.
Gente che aveva portato qui Odevaine, e che non hanno niente da farsi perdonare.
Come sono stati spesi 100 ml di euro, che vengono dallo Stato. Secondo alcuni consiglieri ribelli, quei soldi sono finiti per sagre, finanziate dal consorzio: la sagra del carciofo, la festa del presepe, 10000 euro per l’estate ramacchese …
In prima fila, in questi eventi, il sottosegretario Castiglione.
Erasmo Palazzotto, deputato di Sel, ha invitato la giornalista in un centro per minori che stava ispezionando: centri con pochi bagni, sei bagni per 65 minori.
Per i minori al centro arrivano 45 euro: cibo, abbigliamento. Ma qui i ragazzi non hanno nulla.
Il secondo centro visitato è ancora più grande: muffa sui muri, niente riscaldamento, operatori senza stipendio (da 18 mesi).
Il rapporto del 2013 dell’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati racconta tutto quanto si è visto nel servizio.
Carlotta Sami ha preso il posto di Laura Boldini dentro UNHCR: con Giulia Bosetti ha parlato di servizi che non ci sono, di carenze gravi, del problema dei controlli sui centri di accoglienza.
Servirebbero centri piccoli, dove è più facile verificare la qualità dei servizi.
Siamo di fronte alla più grande tragedia dalla seconda guerra mondiale, per colpa dei conflitti in medio oriente: il mar Mediterraneo è il luogo dove i rifugiati muoiono di più al mondo.
Non esistono vie legali per arrivare in Europa, questo alimenta le vie illegali, in mano ai trafficanti di uomini.
Quest’anno sono aumentati gli attivi del 43%, ma sono aumentati anche i morti.
Cosa succede in Libia?
Estate 2014: Gheddafi era già stato ucciso e il paese era già diviso in una guerra per bande. Presadiretta è andata lì sulle tracce dei trafficanti di uomini.
Il traffico di esseri umani è stato raccontato da Nancy Porsia: mediatori libici, in contatto con la Siria e con l’Egitto.
Per ogni migrante prendono 1500 dollari per famiglia.
I trafficanti organizzano i viaggi verso l’Italia: sono Gheddafi c’era un mercato florido che accoglieva la gente da tutta l’Africa. Era un traffico non alla luce del sole, ma se volevi sbrigare le pratiche bastava portare le donne.
Ogni migrante paga 1000 – 2000 dollari per il viaggio: è come un mercato e i migranti lucrano sul prezzo. Ogni viaggio rende a chi lo organizza 40mila dollari.
I pezzi dello stato, la guardia costiera, sono caduti a pezzi: in realtà il governo (quello ufficiale) non ha interesse a fermare il traffico.
In Libia la gente entra da tutti i confini, senza controlli: dovrebbe essere un problema internazionale che non può essere risolto solo da quel paese.
Al porto di Swara arrivano i siriani in fuga dalla guerra: quando vengono fermati, non si sa nemmeno dove portarli. E alla fine li si lascia partire.
L’ondata di profughi in arrivo non è niente se confrontata con quello che succede nei paesi vicino alle zone di guerra: la Giordania e l’Iraq.
Al centro di Amman sono passati 700000 persone: dal 2011, metà della popolazione della Siria ha lasciato il suo paese. Un esodo biblico.
Molti dei profughi vive in campi per rifugiati: campi circondati da filo spinato, controllati dai militari, nel cuore del deserto.
È l’emergenza rifugiati più importante che l’UNHCR deve affrontare: nel campo profughi trovi gente in fuga dalle bombe, dalla morte e che ora si trova in prigione.
Altri rifugiati li trovi nelle chiese cristiane, al centro di Amman: in una di queste si trovano dei cristiani scappati da Mosul, in Iraq, quando è arrivato l’Isis.
La Giordania ha bisogno di un sostegno internazionale: ma l’Europa ha voltato la faccia, pochi paesi concedono i visti di ingresso per i siriani in fuga da un conflitto violento.
Così, molti di loro, cercano di raggiungere l’Europa coi barconi, secondo le rotte illegali.
L’altro paese che regge l’impatto della guerra è l’Iraq: gli sfollati sono circa 2 ml, nel Curdistan ne sono arrivati 800mila.
Infine, ci sono persone nelle mani dell’Isis: più di 5 ml di persone che sono in bisogno, che sono passate da una guerra all’altra.
I Curdi fanno quello che possono, ma dal resto del mondo gli aiuti per UNHCR latitano: servirebbe almeno 500 ml di dollari.
Le storie che si portano dietro i rifugati sono queste. Guerra, bombe, parenti cui l’Isis ha tagliato la testa. Ricordiamocelo quando vediamo un rifugiato.
Sulla pelle degli immigrati non sono ci sono state le speculazioni vergognose portate alla luce dall’inchiesta di mafia capitale. Molti politici hanno giocato sporco sulla pelle dei rifugiati, spaventando la gente, lucrando voti facili.
Vogliamo costruire un muro attorno all’Europa? Reggerà all’arrivo di questa marea di persone?
Queste tragedie si risolvono solo spegnendo quei conflitti, riportando la pace, che è quello che questa gente chiede.
Da unoenessuno.blogspot.it

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