martedì 17 marzo 2015

Quel “controllore” scelto dalle imprese impegnate nei lavori

Quel “controllore” scelto dalle imprese impegnate nei lavori (Virginia Della Sala e Giorgio Meletti).

I tentacoli

PEROTTI DIRETTORE, RITENUTO COMPIACENTE, DI COMMESSE PER 25 MILIARDI DI EURO. LE ACCUSE, CANTIERE PER CANTIERE.

Foto di gruppo con tangente. Partendo dall’inchiesta sul tunnel sotto Firenze dell’Alta velocità ferroviaria, che il 13 settembre 2013 portò all’arresto, tra gli altri, della ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, la Procura della Repubblica di Firenze ha ricostruito in dettaglio il meccanismo corruttivo che gonfia il costo delle opere pubbliche. Nell’ordinanza di custodia cautelare per Ercole Incalza, Stefano Perotti, Sandro Pacella e Francesco Cavallo, il gip Angelo Pezzuti spiega che all’origine di tutto c’è la Legge Obiettivo di Silvio Berlusconi e Pietro Lunardi, che nel 2001 introdussero le procedure semplificate per le grandi opere.
Tra queste la criminogena idea che il general contractor, affidatario dell’opera, si sceglie il direttore dei lavori, facendo venir meno la dialettica tra chi costruisce e chi controlla costi e buona esecuzione.   Scrive Pezzuti: “Un direttore dei lavori compiacente verso l’impresa esecutrice ha, quindi, consentito sistematicamente che l’importo dei lavori si gonfiasse a dismisura, assecondando ogni richiesta o ‘riserva’ e anzi svolgendo la propria attività nell’esclusivo interesse di tale impresa”. Perotti ha ottenuto negli ultimi anni la direzione dei lavori di opere per un importo totale di 25 miliardi. Per avere un’idea, la settimana scorsa il Sole 24 Ore ha scritto che negli ultimi 14 anni sono state completate opere per 23 miliardi. Perotti, che avrebbe girato importanti cifre a Incalza, storico dominus del ministero Infrastrutture, e al suo braccio destro Pacella, è accusato di aver ottenuto i lucrosi incarichi perché le imprese costruttrici sapevano di comprarsi così la benevolenza del ministero. Nell’album di famiglia ci sono le maggiori opere in corso, e tra gli indagati nomi eccellenti come Vito Bonsignore, ex europarlamentare e grande elemosiniere dell’Ncd, o come l’ex sottosegretario ai Lavori Pubblici Antonio Bargone, un tempo dalemiano di ferro e oggi presidente della Sat, che sta costruendo la Livorno-Civitavecchia.   Ecco la lista delle opere e delle relative accuse. Tav Milano-Verona.Novembre 2014. Ercole Incalza avrebbe indotto i referenti del consorzio “Cepav Due”, che progetta e costruisce la linea, ad affidare la direzione dei lavori a Stefano Perotti. Per i pm è la condizione per assicurarsi che non ci siano ostacoli burocratici e amministrativi ai proseguimento dei lavori.   Expo 2015, Palazzo Italia. Milano, dicembre 2013. Sarebbe stata pilotata l’aggiudicazione della gara da 25 milioni per la realizzazione del Palazzo Italia, l’edificio destinato alla rappresentanza dello Stato e del governo italiano all’ Expo 2015 in favore della Italiana Costruzioni. Rfi (Fs), molatura binari per l’Alta Velocità. Novembre 2014. Perotti e suo cognato Daniel Mor, referenti della società “Speno International sa”, avrebbero influenzato la definizione del bando di gara per la molatura, riuscendo a far inserire criteri favorevoli alla loro società.   Porto di Olbia. Fino ad aprile 2014. Perotti e Mor, in accordo con Fedele Sanciu, commissario dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna, e Bastiano Deledda, responsabile unico del procedimento per i lavori, avrebbero influenzato la stesura del bando di gara per i lavori del nuovo terminal del porto di Olbia.   Autostrada Salerno-Reggio Calabria   Giugno e settembre 2014. Perotti si sarebbe fatto promettere dal consorzio Italsarc la direzione dei lavori per l’ammodernamento di circa 20 chilometri. In cambio, forte delle sue connessioni con il ministro Maurizio Lupi (con la collaborazione di Francesco Cavallo, presidente di Centostazioni Spa), avrebbe favorito prima l’assegnazione dei lavori al consorzio, poi l’approvazione del progetto esecutivo, passato da 424.5 milioni (importo di aggiudicazione) a 600 milioni di euro.   Sede Eni, San Donato Milanese. Novembre 2013. Stefano Saglia, ex sottosegretario per lo Sviluppo economico del governo Berlusconi, ottiene da Perotti una di consulenza semestrale per la costruzione della nuova sede dell’Eni. Saglia sarebbe intervenuto con alcuni ignoti dirigenti per favorire l’assegnazione del lavoro a Perotti.   Nodo Tav, Firenze. Novembre 2014. Incalza avrebbe assicurato al general contractor Nodavia l’assegnazione dei lavori del sottopassaggio per l’Alta Velocità “in violazione dei doveri di trasparenza e imparzialità”. In cambio, Nodavia ha dato alla Dilan Fi, società consortile riferibile anche a Perotti, l’incarico di direzione dei lavori per circa 22 milioni di euro. La Dilansi sarebbe sdebitata omettendo i controlli e lasciando che i prezzi si gonfino.   Tav Firenze-Bologna   Novembre 2014. Incalza, garantendo al consorzio Cavet il “tranquillo” svolgimento dei lavori della tratta, avrebbe ottenuto in cambio l’affidamento della direzione dei lavori alla società “Ingegneria SPM srl”, riferibile a Stefano Perotti per un importo di circa 68 milioni di euro.   Terzo valico Tav Genova-Tortona. Novembre 2014. Incalza avrebbe garantito per il Consorzio Cociv (di cui fa parte anche il gruppo Gavio, connesso al genero di Incalza per passate prestazioni) un tranquillo iter amministrativo per il finanziamento dell’opera da parte del Cipe e ottenuto in cambio la direzione dei lavori per Perotti.   Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre. Anche in questo caso Incalza avrebbe assicurato al consorzio “Ilia Or-Me”, che fa capo a Vito Bonsignore, un esito positivo al Cipe, che destina al progetto 2 miliardi di denaro pubblico, in cambio della direzione lavori a Perotti.   Hub del Porto di Trieste. Agosto 2014. Turbativa del bando di gara per il collaudo di una piattaforma logistica nel porto di Trieste. Indagati Incalza, Perotti, Saglia e Rocco Girlanda (ex segretario del Cipe).
Da Il Fatto Quotidiano del 17/03/2015.

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