martedì 3 marzo 2015

Rcs, fumata grigia sui libri a Mondadori

Rcs, fumata grigia sui libri a Mondadori.

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Dopo cinque ore di riunione il consiglio “ha deciso di aggiornare i lavori al 6 marzo”. Non si è trovata l’intesa per vendere la società Troppe le voci contrarie: Marchetti e Guarneri (per Rotelli) tra gli amministratori, Pirelli, Intesa Sanpaolo, Cairo, Della Valle tra gli azionisti.
MILANO – I consiglieri di Rcs si confrontano per cinque ore sul dossier della vendita dei libri a Mondadori, ma non riescono a prendere un orientamento concreto. Il Cda di Rcs «ha deciso di aggiornare i lavori per completare l’esame dei punti all’ordine del giorno nella riunione convocata per il 6 marzo prossimo». È una delle ultime date utili per decidere in tempo come riequilibrare la situazione finanziaria: l’11 marzo infatti è in calendario il cda per esaminare il bilancio 2014.
La seduta fiume in via Rizzoli si è svolta esaminando la trattativa con il gruppo di Segrate per la cessione di Rcs Libri, che comunque in caso proseguisse resterebbe con tutta probabilità da perfezionare dopo l’assemblea dell’editore chiamata a nominare il nuovo cda, il 23 aprile. L’offerta dei rivali controllati dalla Fininvest della famiglia Berlusconi, che da metà febbraio stanno cercando di aggregare l’adeguato consenso nel cda e tra l’azionariato di Rcs, non è riuscita a fare breccia.
Il cda di ieri, iniziato verso le 17 (ma buona parte dei consiglieri era riunita in azienda dalle 16, perché prima si è tenuto un comitato rischi), si è svolto dapprima con l’analisi di avanzamento del piano di cessioni del gruppo – tra cui finora la sede di Via Solferino, la partecipazione in Dada, la cartellonistica di Jp Decaux – e poi con la disamina del dossier libri, sui cui pende la proposta non vincolante arrivata da Mondadori a metà febbraio, che valuta circa 135 milioni il ramo d’azienda scritto nel bilancio consolidato a 180 milioni di valore. Ma l’aperta contrarietà di almeno un paio di consiglieri – Piergaetano Marchetti e Attilio Guarnieri (che rappresenta il socio Rotelli) – e lo scetticismo più o meno espresso di rilevanti soci non rappresentati in cda hanno indotto il consiglio a prendere qualche giorno di tempo. Tra i soci dubbiosi, la Pirelli che detiene il 4,4% del capitale, Intesa Sanpaolo con il 4,2%, Urbano Cairo con il 3%, il gruppo Rotelli con il 2,7%. E Diego Della Valle, secondo socio dopo la Fiat con il 7,3%, che da mesi contesta la gestione dell’ad Pietro Scott Jovane, troppo allineato con le indicazioni in arrivo dal Lingotto. La nota Rcs, di appena tre righe, non lascia intuire cosa accadrà venerdì; sembra che il bivio a questo punto sia tra istruire una perizia tecnica sul dossier e di fatto affidarne l’esecuzione al prossimo cda di maggio o rigettare tout court l’offerta Mondadori. E a quel punto, trovare alternative per riequilibrare il patrimonio eroso dalle perdite degli ultimi anni. In questo contesto, il presidente Angelo Provasoli ha anche il compito di interloquire con gli azionisti per la formazione delle liste di candidati consiglieri, da depositare entro fine marzo.
La situazione finanziaria di Rcs si è ulteriormente complicata negli ultimi mesi, e il gruppo ha forte necessità di fare cassa per cercare di rispettare i vincoli imposti dalle banche nella rinegoziazione sul debito di luglio 2014. Tali accordi prevedono che a settembre 2015 Rcs abbia un rapporto tra posizione finanziaria netta e margine operativo lordo non superiore a 4,5. Se sfora quel vincolo partirà una vendita di attività non strategiche per almeno a 250 milioni. E in mancanza di significative svolte entro l’estate, il cda potrebbe dover esercitare la delega sul secondo aumento di capitale da 190 milioni, già deliberato, per far quadrare i conti.
Da La Repubblica del 03/03/2015.

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