venerdì 6 marzo 2015

Renzi rilancia l’amico Verdini e il Nazareno

Renzi rilancia l’amico Verdini e il Nazareno (Fabrizio d’Esposito).

VerdiniDAL PATTO AL PATTO.
Alcuni deputati amici di Denis Verdini la mettono così: “Sì, c’è l’ipotesi di votare a favore della riforma costituzionale. Il ragionamento seguito è molto semplice: di queste riforme abbiamo condiviso tutto, che senso ha adesso schierarsi contro?”. Il sostegno, dunque, alle minacce di strappo dei verdiniani da Forza Italia è arrivato ieri direttamente dal premier, in un’intervista all’Espresso: “Dal primo giorno il capogruppo di Forza Italia alla Camera, a differenza del Senato, ha remato contro le riforme e il patto del Nazareno. Brunetta ha lavorato per fare fuori le colombe. Capisco che definire Verdini colomba sia una trasformazione ornitologica sorprendente: lui era il capo dei falchi quando avevano loro la maggioranza, ma Verdini è un pragmatico, che conosce la prima regola della politica: i rapporti di forza. Sa che abbiamo i numeri anche da soli”.
   Un nuovo inizio   per l’alleanza istituzionale?   Breve riassunto delle puntate precedenti della tragica soap berlusconiana. Il toscano forzista Denis Verdini, banchiere inquisito e sotto processo nonché grande amico di Matteo Renzi, è il custode della scatola nera del patto del Nazareno tra l’ex Cavaliere e il premier. Nell’autunno della decadenza di B. dal Senato, quello del 2013, Verdini era però il capo dei falchi (tra gli altri, anche la Santanché e Fitto) che volevano uscire dal governo di Enrico Letta, al contrarie delle colombe poi scissioniste di Angelino Alfano. Nell’era renziana è cambiato tutto. Verdini ha inventato il Nazareno e si è trasformato in una colomba e il ruolo dei falchi, più che a Brunetta, è toccato al cerchio magico del barboncino Dudù, composto dalla Pascale, dalla Rosi e da Toti. Così quando Berlusconi si è sentito tradito sul Quirinale per la scelta unilaterale di Sergio Mattarella, il Nazareno è entrato in sonno (la metafora massonica è la migliore) in attesa di segnali per un nuovo inizio.   Le due strade   di Forza Italia   E i segnali alla fine sono arrivati. Lo stesso Renzi ha detto all’Espresso di sentirsi “scottato” da Berlusconi sul Quirinale ma di considerarlo ancora “il principale interlocutore”. A questo punto le strade per quel che resta di Forza Italia (settanta deputati alla Camera) sono due. La prima è quella cui fanno riferimento i parlamentari verdiniani. Martedì prossimo c’è il voto finale alle riforme costituzionali della Boschi e un manipolo di dieci se non quindici deputati fedeli a “Denis” potrebbe votare sì a prescindere. Uno strappo in piena regola qualora l’ex Cavaliere dovesse insistere nella linea dura. Chi l’ha sentito ieri, alla vigilia della fine dei servizi sociali a Cesano Boscone (per la condanna per la frode fiscale Mediaset), lo ha trovato “furibondo” e “umorale”. Tra le olgettine pentite (che potrebbero ribaltare l’assoluzione per Ruby e portarlo a una condanna nel “ter”) e le intercettazioni diBari, il Condannato avrebbe avuto uno sfogo violento ad Arcore: “Di questo passo farò la lista delle vittime della giustizia”.   Il baratto con l’Italicum   e l’ipotesi Forza Silvio   Dentro Forza Italia c’è però chi scommette sul voto a favore di tutto il partito. In pratica la ripresa del Nazareno, tenuto conto che Renzi ha dato pure assicurazioni pubbliche sull’Italicum così come uscito dal Senato, senza cedere quindi ai bersaniani della Camera. Anzi, i forzisti sono convinti che alla fine la legge elettorale passerà così com’è “grazie alla fiducia”. Ragionamenti, certo. Ma che confermano la sensazione che da qui alla prossima settimana Berlusconi dovrà fare scelte decisive per non perdere altri pezzi del suo fragile mondo politico. Anche perché se dovesse fare davvero Forza Silvio al posto di Forza Italia quanti lo seguirebbero?
Da Il Fatto Quotidiano del 06/03/2015.

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