martedì 10 marzo 2015

RESPONSABILITÀ CIVILE DEI GIUDICI: DAL COLLE UNA BACCHETTATA A RENZI

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RESPONSABILITÀ CIVILE DEI GIUDICI: DAL COLLE UNA BACCHETTATA A RENZI (Wanda Marra)

MATTARELLA AI GIOVANI MAGISTRATI: “NON FATEVI INTIMIDIRE”
L’attacco frontale a Renzi di Sergio Mattarella arriva meno di un mese e mezzo dopo la sua elezione. La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati? “Andranno valutati i suoi effetti”. E la corruzione, sulla quale il nuovo provvedimento è ancora in fieri? “Va combattuta per costruire la democrazia”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sceglie la visita ai 346 magistrati in tirocinio per fare quello che è il primo “affondo” vero e proprio dalla sua elezione. I toni sono sobri ma il giudizio è netto, su un tema tanto caldo, quanto delicato: la giustizia.
Prima di tutto, Mattarella si esprime chiaramente sulla responsabilità civile dei magistrati. “Non fatevi intimidire”, dice ai giovani presenti. Le toghe (che avevano già richiesto un suo intervento mentre la legge veniva approvata) sono preoccupate dagli effetti che potrà avere la nuova normativa. All’esortazione (“Seguire il modello di magistrato ispirato all’attuazione dei valori etici ordinamentali vi aiuterà ad affrontare con serenità i compiti che vi aspettano e a non lasciarvi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità”), Mattarella fa seguire alcune precisazioni. Che evidentemente riguardano chi la legge l’ha fatta e chi deve applicarla. Prima di tutto sottolinea “il principio della responsabilità indiretta del magistrato” e il fatto che a essere in esame sono “condotte soggettivamente qualificate in termini di dolo o negligenza inescusabile”.
Niente esagerazioni, insomma. Di più, ribadisce: il Consiglio superiore della magistratura è “organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della funzione giudiziaria”. E lui, “nella duplice veste di presidente della Repubblica e di presidente del Csm”, sarà sempre “attento custode” di questi valori.
Il Presidente la legge l’ha firmata, ma i paletti li pone. Certo a posteriori, ma senza mezzi termini . Tanto più che lui stesso ricorda che anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando (presente all’iniziativa di ieri), ha detto che gli effetti del provvedimento andranno valutati. Un asse in piena regola, quello tra il Quirinale e via Arenula. Mentre a Palazzo Chigi la posizione è più radicale. “Siamo pronti a correggere i punti critici”, aveva detto il Guardasigilli, lo stesso giorno dell’approvazione.
Un segnale più che chiaro che il provvedimento è una forzatura , voluta in prima persona dal premier. L’unica legge veramente significativa in tema di giustizia è sotto esame da prima di nascere.
C’è la questione dell’intimidazione, che evidenzia Mattarella: quanti magistrati avranno paura nel fare condanne scomode, magari nei confronti dei grandi gruppi economici? E poi, c’è anche un altro risvolto imprevedibile: se le cause contro i magistrati saranno troppe, si rischia di paralizzare ulteriormente la giustizia. Sono gli stessi fedelissimi del premier che parlano di una fase di monitoraggio.

Le parole contro la corruzione sono ancora più forti. Mattarella l’aveva condannata già nel discorso del giuramento davanti alle Camere. Ma la legge che viene annunciata da mesi ancora non c’è. Sul falso in bilancio si sono alzate le barricate di FI, di Ncd e anche del ministro per lo Sviluppo, Guidi, in nome degli interessi di Confindustria. Risultato, un testo annacquato e l’ennesimo rinvio. Arriverà in Aula al Senato il 17 marzo. Mattarella ieri ha usato parole forti: “Il rapporto fra giustizia e sviluppo, tra equità e finanza pubblica, in una parola il contributo alla costruzione dell’edificio della democrazia, passa da un particolare impegno diretto alla lotta alla corruzione. Non sarà mai abbastanza sottolineata l’alterazione grave che deriva alla vita pubblica, al sistema della imprese, al soddisfacimento dei bisogni della comunità, dal dirottamento fraudolento di risorse verso il mondo parallelo della corruzione”. Sottotesto: è il caso di fare rapidamente questa legge.

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