giovedì 26 marzo 2015

Scandali, inchieste e potere nella Campania di Stefano Caldoro

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IL LIBRO

Scandali, inchieste e potere nella Campania di Stefano Caldoro

Su 60 consiglieri regionali 57 hanno ricevuto un avviso di garanzia per uso improprio di fondi pubblici: sigarette, pasticcini e persino la tintura dei capelli. Mentre la sanità affonda e l'inquinamento sale alle stelle

DI SARA DELLABELLA
Scandali, inchieste e potere nella Campania di Stefano Caldoro
 C' è un invisibile che si muove nella Regione Campania e il suo nome è Stefano Caldoro. A cinque anni dall'elezione del gorvernatore di Forza Italia e nel pieno di una campagna elettorale per la conquista del secondo mandato, il 27 marzo esce per Round Robin Editrice un libro-documento sulla sua gestione.

Il raccontro delle promesse infrante di un politico che nel 2010 è riuscito a scardinare il sistema Bassolino, portando dopo anni il centro destra al governo di Palazzo Santa Lucia. Il titolo del libro è già secondo gli autori il riassunto di questi cinque anni: "L'invisibile, scandali, inchieste e potere nella Campania di Caldoro".
"Fu una vittoria semplice quella del 2010 contro lo sfidande De Luca che non aveva raccolto le adesioni del Pd": così Giuseppe Manzo coautore insieme a Ciro Pellegrino del libro battezza l'ascesa di Caldoro in regione Campania. "Non lo conosceva nessuno, ma i campani si ricordavano bene di suo padre Antonio un socialista "di punta" tra gli anni '80 e '90".

Gli autori descrivono un governatore silente, ma non assente. Uno che è riuscito persino a mantenere sotto traccia il fatto che 57 dei 60 consiglieri regionali hanno ricevuto un avviso di garanzia per l'uso improprio dei fondi dei gruppi.Un'inchiesta trasversale che tocca tutti i partiti e che vede gli inquirenti contestare l'utilizzo dei soldi pubblici per l'acquisto di sigarette, pasticcini, prodotti per l'igiene personale e persino la tintura dei capelli.

Tanto che la Corte dei Conti a fronte di un taglio dei costi della politica del 57 per cento nella Regione, non ha potuto fare a meno di sottolineare amaramente che più della metà dei consiglieri risulta indagata e che ancora fanno capo alla regione 42 aziende partecipate ingolfate di assunzioni, di bilanci con il segno meno e dove la Regione nel 2012 ha investito 112,8 milioni di euro.

Ma il lavoro dei magistrati non si ferma al parlamentino regionale. Anche gli stretti collaboratori di Caldoro non hanno vita facile. Il suo caposegreteria, Sandro Santangelo, una mattina di marzo del 2014 viene svegliato dalla Guardia di Finanza per una truffa legata alla compravendita di un immobile. Negli atti dell'inchiesta compare anche la signora Caldoro che però non risulta indagata.

Ma al di là delle inchieste, c'è un lato più drammatico della gestione Caldoro che è quello che riguarda la salute pubblica. La Campania è una delle regioni sottoposte ad un rigido piano di rientro sanitario dopo le voragini lasciate dalle amministrazioni del passato. Sul tema il governatore ha sempre mostrato numeri incoraggianti che cozzano con la realtà. Nel febbraio scorso un ragazzo di 34 anni è morto su una barella del pronto soccorso di San Giovanni Bosco per una banale influenza. Secondo il padre il decesso sarebbe stato causato dal freddo, perché il condizionatore in corsia invece di sparare aria calda, emetteva quella fredda, tanto da essere stato coperto con dei cartoni.

Gli autori dedicano un capitolo de "L'invisibile" alla "sanità malata" dove il quadro è reso desolante da uno studio del Censis che mostra come in Campania sia aumentata la disparità sociale nell'accesso alle cure, tanto che il 56 per cento degli intervistati hanno dichiarato che l'accesso al servizio sanitario è peggiorato, nonostante qui si paghi il ticket più alto d'Italia. A confermarlo sono i dati della Cgil che in un dossier ha mostrato che i campani preferiscono curarsi fuori regione quando possono costringendo l'ente regionale a rimborsare circa 270 milioni di prestazioni extra territoriali, soldi che vanno sempre più spesso nelle casse dei privati. Secondo gli autori, Caldoro ha avuto il merito di trasformare i malati campani in merce a beneficio del settore sanitario privato.

Così le linee di trasporto al collasso, l'inquinamento alle stelle che miete vittime non solo nella Terra dei Fuochi, una rete ospedaliera frammmentata e al collasso, un sistema di welfare in crisi e un tasso di disoccupazione giovanile che in Campania tocca il 50 per cento completano il ritratto della regione dopo cinque anni di governo del centrodestra. "Eppure oggi il secondo mandato di Caldoro in Campania non è un'ipotesi così remota – spiega Manzo all'Espresso – è dato al 45 per cento e se la sfida elettorale non dovesse decollare si potrebbe rischiare di vedere il replay del 2010. Perchè anche stavolta De Luca, nonostante le primarie, non ha scaldato il cuore del Pd".

L'Invisibile descritto nel libro di Manzo e Pellegrino è un uomo di altre epoche, si aggira per i palazzi senza troppo clamore e senza che nessuno gridi allo scandalo anche quando ce ne sarebbero tutte le ragioni. 

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