giovedì 5 marzo 2015

SCENEGGIATE A POMPEI MAXI-SEQUESTRO AL FEDELISSIMO DI B.

SCENEGGIATE A POMPEI MAXI-SEQUESTRO AL FEDELISSIMO DI B. (Vincenzo Iurillo).

PompeiLA CORTE DEI CONTI CONTESTA A FIORI, COORDINATORE DEI CLUB FORZA SILVIO ED EX COMMISSARIO DEGLI SCAVI, UN APPALTO DA 6 MILIONI DI EURO. LUI: “È IL GIUDICE DI TORTORA”.
Napoli – C’era una volta un commissario   straordinario per l’emergenza negli Scavi di Pompei di nome Marcello Fiori che secondo la Procura della Corte dei conti di Napoli interpretò il suo ruolo ordinando interventi con “finalità stravaganti”. Come? Mentre l’area archeologica andava a pezzi e lui era stato nominato per impedirlo, preferì spendere milioni e milioni di euro per imbastire spettacoli teatrali, attraverso “una gestione fraudolenta e un sistema di potere clientelare”.  
I VIRGOLETTATI sono estratti dal decreto col quale il sostituto pg Donato Luciano ha disposto il sequestro conservativo di beni fino a quasi 6 milioni di euro nei confronti di Fiori, ex plenipotenziario del governo di Silvio Berlusconi nel sito di Pompei, oggi coordinatore nazionale dei club ‘Forza Silvio’. Secondo le indagini condotte dal Comando Gruppo della Finanza di Torre Annunziata guidato dal tenente colonnello Carmine Virno, i lavori disposti da Fiori per il restauro del Teatro Grande di Pompei, ed in particolare le forniture di allestimenti scenici per il cartellone messo in piedi dal San Carlo nell’estate del 2010, comportarono spese “esorbitanti”. Costi estranei alla mission del commissariato straordinario: curare la manutenzione del sito archeologico, prevenire i crolli. Che invece flagellarono gli scavi nei mesi successivi: a novembre la pioggia rase al suolo la Domus dei Gladiatori. Una vergogna mondiale.   I magistrati contabili hanno “recuperato” però una cifra molto inferiore ai 6 milioni di euro. Fiori rischia di vedersi sequestrare soltanto alcuni terreni a Sassoferrato, sì e no 30.000 euro di valore. Appena ha fiutato odore di inchieste in corso ha iniziato a donare le quote delle sue proprietà immobiliari alla moglie e al figlio. Circostanza che per la Corte dei conti induce quel “fondato timore” necessario per disporre un sequestro preventivo. Altre nove persone sono state invitate a dedurre: Salvatore Nastasi (direttore della direzione Spettacolo del Mibac), Giuseppe Proietti (sindaco di Tivoli), Stefano De Caro (Direttore Generale del Centro Internazionale di Studi per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali), Raffaele Tamiozzo (Avvocato dello Stato), Maria Grazia Falciatore (Autorità di Audit in Regione Campania) Roberto Cecchi (ex sottosegretario del Mibac con Monti), Jeannette Papadopoulos (ex Direttore Generale dell’Archeologia del Mibac), Bruno De Maria (docente dell’Università di Napoli) e Maria Pezzullo (avvocato). Mentre Fiori è accusato di aver agito con dolo, gli altri nove – componenti a vario titolo della commissione ministeriale con il compito di approvare il piano degli interventi – rispondono di “colpa grave” ma non sono destinatari di provvedimenti preventivi.  Il danno erariale si sarebbe concentrato nel decreto firmato da Fiori il 12 luglio 2010 (quando il commissariato era stato sciolto da una dozzina di giorni): un ordinativo di pagamento di 5.778.000 euro per l’impresa Caccavo per ulteriori allestimenti scenici e teatrali. Il precedente commissario, Renato Profili, aveva stanziato un importo di appena 800.000 euro. Fiore è stato rinviato a giudizio insieme all’imprenditrice Annamaria Caccavo e ad altri imputati davanti al Tribunale di Torre Annunziata. Il processo non è ancora iniziato. “Vengo colpito nella mia disponibilità economica e nella mia libertà senza essere stato giudicato. Il mio avviso di garanzia è stato firmato dall’allora procuratore di Torre Annunziata Diego Marmo, quello che pretendeva di incastrare Enzo Tortora”, sostiene Fiori in conferenza stampa affianco a Brunetta. “Berlusconi? Mi ha chiamato per esprimermi solidarietà”. Intanto l’Espresso anticipa l’esistenza di un’altra inchiesta sugli appalti del Grande Progetto Pompei. La Procura guidata da Alessandro Pennasilico avrebbe notificato avvisi di garanzia a due funzionari della Soprintendenza incaricati anche dei restauri finanziati dall’Unione Europea.
Da Il Fatto Quotidiano del 05/05/2015.

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