lunedì 9 marzo 2015

“Siamo pronti a discutere con tutti ma diremo no a modifiche al ribasso”

“Siamo pronti a discutere con tutti ma diremo no a modifiche al ribasso” (ANNALISA CUZZOCREA).

FicoROMA . Roberto Fico avrebbe preferito che la riforma della Rai arrivasse con un disegno di legge parlamentare, ma non per questo rinuncia al suo progetto: «Noi 5 stelle siamo pronti a dialogare con tutti per avere una legge che sottragga la televisione pubblica all’occupazione dei partiti e del governo», dice il presidente della Commissione di Vigilanza. A un’unica condizione: «Non accetteremo compromessi al ribasso».
Matteo Renzi annuncia una discussione rapida in Consiglio dei ministri, poi il Parlamento. Che ne pensa?
«Su una materia come la Rai l’iniziativa parlamentare sarebbe stata maggiormente auspicabile. Detto questo, noi andiamo avanti con la nostra proposta, che venerdì ha passato il vaglio degli uffici della Camera».
Ci ricorda i punti fondamentali?
«I principi su cui si basa sono competenza, indipendenza e onorabilità delle persone che dovranno ricoprire il ruolo di consiglieri di amministrazione della Rai. Ci sarà un avviso di gara pubblico su criteri oggettivi. L’Agcom fungerà esclusivamente da cabina di regia, in nessun modo discrezionale».
Com’è possibile?
«Perché i consiglieri, che da 9 passano a 5 e tra cui sarà scelto l’amministratore delegato, dovranno avere requisiti molto specifici: saranno due per la parte autorale, due per quella economico giuridica e uno con una formazione tecnologico scientifica. Le caratteristiche richieste saranno stringenti. Dalla rosa di nomi che verrà fuori si sceglierà per sorteggio».
I vertici di un’azienda così importante scelti per sorteggio?
«Si sceglie tra una rosa che essendo selezionata è già la migliore, e il Parlamento controlla poi a valle, quindi nessun problema. È una procedura perfetta per liberare la Rai. Non dimentichiamoci che il sorteggio affonda le sue radici nella democrazia ateniese. E un esempio recente è l’Islanda che ha scelto per sorteggio i 1000 componenti dell’assemblea che ne ha riscritto la Costituzione».
E il ruolo del Parlamento?
«I candidati dovranno portare un elaborato strategico sul ruolo del servizio pubblico e saranno ascoltati dalle commissioni competenti di Camera e Senato, che potranno bocciarli con una maggioranza dei due terzi. Se succederà se ne sorteggerà un altro, ma l’intera procedura non potrà durare oltre 30 giorni ».
Vuole abolire la commissione che ora presiede?
«In una Rai davvero libera dalla politica la Vigilanza non ha ragione di esistere. Chi farà parte del Cda non dovrà aver ricoperto ruoli in Parlamento, nei partiti o nel governo negli ultimi 7 anni. Su queste basi, un consigliere come Antonio Verro non sarebbe mai stato nominato».
Il Pd si è detto aperto a confrontarsi. Avete già avuto contatti?
«Nel momento in cui il Movimento ha aperto al dialogo e il Pd lo ha accettato il confronto parte nelle commissioni competenti e nel merito delle proposte. Prima le incardiniamo, prima partirà l’esame della riforma. Io sostituirò un 5 stelle in commissione Trasporti per seguire tutto l’iter».
Così non si rischia di andare oltre l’estate?
«Siamo d’accordo nel chiedere una corsia preferenziale ai presidenti Grasso e Boldrini. Non vogliamo rischiare che ci siano pretesti di alcun tipo per fare un decreto. In alcuni momenti ho avuto la sensazione che la volontà fosse quella».
Quanto è aperto questo vostro inedito dialogo? Quante modifiche accetterete?
«È chiaro che alcune parti possono essere emendate, modificate o ridiscusse. Il punto è che non vogliamo fare compromessi al ribasso. La migliore legge possibile, se non è buona, non ci troverà d’accordo ».
Queste aperture c’entrano col nuovo capo dello Stato? Vi sentite più garantiti?
«Se Renzi non è andato come un treno sul decreto, credo sia grazie al presidente Mattarella. Avrebbe rischiato una prima frizione. Ha voluto evitarlo».
Da La Repubblica del 09/03/2015.

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