lunedì 30 marzo 2015

Strage Airbus A320, ecco com'è facile fare il pilota

da l'Espresso
GERMANWINGS

Strage Airbus A320, ecco com'è facile fare il pilota

Il nostro inviato nel 2008 si finse comandante e fu convocato da una 'low cost' italiana. Da allora nulla è cambiato, come dimostra il tragico caso di Andrea Lubitz: così la deregulation diventa pericolo nei cieli

Strage Airbus A320, ecco com'è facile fare il pilota
Il comandante e il suo copilota sono tutto su un aereo. Una volta le grandi compagnie di bandiera investivano in anni di formazione. Oggi però vince la deregulation: corsi privati, turni massacranti, carriere fulminee. Basta farsi presentare da un’agenzia di collocamento. Come Contractair, una delle società inglesi che stanno disseminando l’Italia e l'Europa di piloti senza verificare per ciascuno di loro capacità e passato. A questo punto perfino un terrorista con licenza di volo potrebbe farsi assumere, decollare e scaraventarsi al suolo con tutti i passeggeri. Domenica 29 giugno 2008 Wind Jet, l'allora compagnia aerea del presidente del Catania calcio Antonio Pulvirenti, ha convocato per la prova al simulatore e l’eventuale assunzione, un comandante che non aveva nemmeno il brevetto per accendere un aereo a elica. “l’Espresso” è in grado di raccontare tutta la storia: il comandante selezionato ero io .

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L'ipotesi più plausibile e ragionevole, dopo aver ascoltato i dati della scatola nera dell'Airbus precipitato, è che "il copilota abbia consapevolmente rifiutato di aprire la porta della cabina di pilotaggio al comandante, e azionato il pulsante per far perdere quota all'aereo". Così in conferenza stampa il procuratore di Marsiglia Brice Robin. "Ignoriamo il perchè, ma può essere interpretato con la volontà di distruggere l'aereo"
Ecco come si fa. Il sito Internet da cliccare è uno dei tanti indirizzi che portano a Contractair. Bisogna compilare il modulo online. Serve un'esperienza di lavoro, prima di tutto. Basta scrivere i nomi di quattro compagnie europee e arabe che non esistono o sono fallite. E inventarsi le qualifiche a bordo. Primo ufficiale-copilota dal 1995 al 2004. E poi, dal 2004 al 2008, comandante di Airbus A320 e A330. Tredici anni di attività di linea per un totale di 7500 ore di volo.

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È il 17 giugno. Due giorni dopo, di pomeriggio, arriva la telefonata dagli uffici inglesi di Contractair. Una gentile resourcer, la selezionatrice, chiede la disponibilità ad andare a vivere a Catania o Palermo e lavorare per Wind Jet. «Dear captain Gatti, caro comandante...», dice la voce al telefono. I dettagli dell’offerta li spediscono subito dopo via mail. La resourcer offre una paga lorda di 9 mila euro al mese più auto a noleggio come benefit, per sei mesi di assunzione rinnovabili. Qualifica: comandante di Airbus A320, lo stesso modello di aereo precipitato in Francia. In allegato, via email, arriva il contratto di leasing: si è ceduti in affitto, il datore di lavoro resta Contractair.

L'inchiesta del 2008 sull'Espresso
L'inchiesta del 2008 sull'Espresso
Alle compagnie il servizio costa circa mille euro al mese per ogni pilota piazzato, più un forfait di 750 euro per l’alloggio e una cauzione, più lo stipendio. Comunque un risparmio mensile fino a 3 mila euro rispetto a un dipendente a tempo indeterminato. Moltiplicato per i 300 piloti affittati in Italia, fa un incasso netto per le agenzie di collocamento di 300 mila euro al mese. Soldi che, anche per quanto riguarda il costo del personale straniero, vengono completamente sottratti al fondo pensioni italiano. E al fisco.

Se si accetta, Contractair vuole ricevere subito copia dei documenti: licenza di pilota di linea, certificato medico, passaporto, attestato dell’ultima prova di abilità al simulatore, le ultime due pagine del libretto su cui vengono annotate ore di volo e sigle degli aeroporti, curriculum e certificato di conoscenza della lingua inglese.

Sono arrivati i primi mezzi di soccorso nella regione di Digne, nel sud della Francia dove questa mattina si è schiantato un airbus A320 della Germanwings. Una regione impervia, di difficile accesso e ancora parzialmente innevata
Perfino le associazioni di pescatori ormai pretendono una foto sulla tessera di iscrizione. Non l’Enac, l'ente che controlla l'aviazione civile in Italia. La “Airline transport pilot licence”, la licenza commerciale, è infatti un libretto senza foto. Basta scaricare un fac-simile da Internet. Anzi, tutti i documenti richiesti sono scaricabili da Internet. Contractair sicuramente farà le sue ricerche. Scopriranno che il numero della licenza è inventato, che mancano i timbri, che le sigle degli aeroporti dove sarei atterrato non esistono. Con una dovuta verifica del numero di passaporto, l’unico documento vero, saprebbero che il comandante che vogliono assumere, nonostante il nome italiano, ha precedenti come immigrato clandestino iracheno sbarcato a Lampedusa. E forse proprio per questo, il caso andrebbe approfondito e segnalato alla polizia. Invece no. Nessuno controlla.

Le immagini girate da un elicottero diffuse da FranceTV Info a pochi chilometri dal comune francese di Vernet sulle Alpi dell'Alta Provenza, dove è precipitato l'Airbus A320 della Germanwings, mostrano i resti del velivolo che, stando alle immagini e alle prime testimonianze, appare totalmente disintegratoLE FOTO
Il 25 giugno 2008 ecco la convocazione, sempre via mail dopo qualche telefonata. Si va direttamente al simulatore di volo: mi aspettano «domenica 29 giugno all’Alitalia training center a Roma Fiumicino, 13.30 ora locale. Se ti servissero altre informazioni, questo è il numero dell’ufficio addestramento di Wind Jet», scrive la resourcer. Ci sono ragazzi che studiano anni e spendono fino a 140 mila euro in corsi di pilotaggio per ricevere una convocazione come questa. Nonostante qualche ora passata a fare decolli e atterraggi a un simulatore di volo casalingo, un comandante di Airbus non si improvvisa in quattro giorni. Meglio trovare una scusa e non presentarsi all'esame. Ma cosa sarebbe successo se un copilota di A320, sapendo come comportarsi al simulatore, si fosse presentato a Contractair fingendosi comandante? Dai documenti la qualifica non risulta. E, tra l’altro, nemmeno l’abilità di un comandante vero.

Ecco le prime immagini aeree riprese sorvolando l'area di Digne nel Sud della Francia, dove si è schiantato l'Airbus della Germanwings
Grazie a questo stratagemma, un copilota di Alitalia sempre bocciato al corso per passare di grado, dopo essere andato in pensione si è trasferito in India. Ha taroccato le carte e ha coronato il suo sogno e l'aumento di stipendio: sì, si è fatto assumere come comandante per una famosa compagnia indiana, anche se agli esami in Italia era sempre stato scartato perché lento nelle decisioni e confuso nelle più facili manovre di emergenza. E sentite quest'altra storia da brivido.

Il comandante E. A., pilota francese con licenza francese, viene proposto da un’agenzia inglese a Eurofly, l'allora compagnia del gruppo Meridiana del principe Karim Aga Khan. Dopo un rapido addestramento teorico e pratico di pochi giorni, il comandante francese è assegnato ai voli di linea. Porta migliaia di passeggeri in America, ovunque in Europa, anche a Tel Aviv. Il giorno del suo recurrent-training, il periodico esame che tutti i piloti devono superare, E. A. viene inviato al simulatore di volo a Bruxelles. Si siede ai comandi, accanto al suo esaminatore. E di fronte ad alcune emergenze, sbaglia. Riprova e sbaglia ancora. Torna in Italia e viene messo a terra a studiare. Dopo due settimane, nuovo esame al simulatore. Bocciato un'altra volta. Riprova una terza volta. Si schianta, per sua fortuna solo al simulatore, e viene licenziato. Non ha la stoffa del comandante. E nemmeno la formazione base. Ma se uno di quegli errori li avesse commessi nei mesi precedenti, durante uno dei suoi voli carichi di passeggeri in giro per il mondo?

Il volo partito da Barcellona era diretto a Dusseldorf. Nell'animazione la caduta dell'Airbus: da 11.500 mt di altitudine alle 9.30 (UTC) ai 2.100 metri in 11 minuti
Thomas Salme, 46 anni, svedese, è stato molto più bravo, dal suo punto di vista. Per tredici anni ha pilotato aerei di linea senza incidenti. Anche in Italia, per AirOne. Peccato non avesse passato nessun esame commerciale e la sua licenza fosse un maldestro esempio di faidate: se l'era fabbricata in casa. Quando la compagnia italiana lo ha scoperto, lo ha cacciato. Ma senza far troppo rumore, per evitare lo scandalo. L'autorità aeronautica ha sanzionato pesantemente qualcuno? Macché. E Salme non si è fermato. Ha portato passeggeri in giro per l'Europa dal 1997 al 2010: fino al giorno in cui, all'aeroporto di Amsterdam, la polizia lo ha arrestato ai comandi di un Boeing 737 della compagnia turco-olandese Corendon Airlines. Ora Salme fa il fotografo di moda.

Dopo anni di deregulation sul personale e il suo addestramento, ecco Andreas Lubitz, 27 anni, 630 ore di volo appena e 150 morti: il copilota del volo Germanwings 9525, secondo l'accusa, è rimasto solo ai comandi e ha lanciato l'Airbus 320 contro la montagna con i suoi 149 compagni di viaggio. Se è andata davvero così perfino Lufthansa, la scuola da cui Lubitz era uscito, dovrà rivedere i criteri di valutazione psicoattitudinale dei suoi allievi. E non solo Lufthansa.

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