domenica 22 marzo 2015

Tra i militari che coltivano la marijuana di Stato

da repubblica.it

Tra i militari che coltivano la marijuana di Stato

A Firenze arriva la cannabis dell'Esercito: se ne produrrà un quintale l'anno, ma la richiesta cresce e la serra potrebbe triplicare

Tra i militari che coltivano la marijuana di Stato
La serra di 250 metri quadrati di superficie e tre di altezza ormai è pronta. Le lampade a frequenza speciale sono installate, il sistema di irrigazione è collegato ai computer, la terra artificiale è dentro ai vasi di plastica. Già oggi dal Cra-Cin di Rovigo dovrebbe partire un furgone, scortato, con dentro 100 talee di cannabis. La destinazione è Firenze, dove ha sede lo Stabilimento chimico farmaceutico militare.

La coltivazione della "marijuana con le stellette", l'unica autorizzata per l'uso a fini terapeutici nel nostro Paese, inizierà nei prossimi giorni. Per ospitare le piantine è stata ricavata un'ala in una zona che per motivi di sicurezza si è deciso di non rivelare, tra laboratori e uffici. L'ambiente adesso è buio, la luce naturale non può entrare in questa specie di grande container. Saranno le lampade a illuminare la serra agli orari prestabiliti, così da far crescere la canapa più velocemente possibile. Il raccolto si farà ogni tre mesi. Poi ci sarà la fase dell'essiccazione. Il lavoro seguirà standard rigidi, perché i due principi attivi, thc e cbd, devono rappresentare il 5-6% del peso del prodotto. Si tratta di un farmaco e bisogna essere certi dell'efficacia a seconda del dosaggio.

I militari produrranno circa un quintale di fiori essiccati all'anno. Per ora, perché il numero di regioni che ha approvato l'uso medico della "canapa sativa" è in crescita. La domanda è destinata a salire anche perché i medici che stanno utilizzando il farmaco osservano quotidianamente la sua efficacia su persone che soffrono di dolori dovuti a malattie gravi come ictus o cancro ma anche a problemi neurologici. A Firenze sono pronti addirittura a triplicare lo spazio adibito a serra.

La marijuana è il principio base di un farmaco già autorizzato da tempo, che si presenta in com- presse e viene normalmente prescritto in tutta Italia. Non è di questo medicinale che si occuperà l'istituto farmaceutico militare ma di quello a base di fiori secchi. Oggi chi cerca questa parte della pianta la deve comprare all'estero, soprattutto in Olanda, a 15 euro al grammo. Dallo stabilimento usciranno scatole tonde di plastica con 5 grammi di cannabis, da spedire alle farmacie delle varie Regioni che faranno richiesta, a prezzi non ancora stabiliti ma certamente più convenienti.

Per adesso l'uso terapeutico della sostanza è previsto, con diverse sfumature, in Toscana, Puglia, Liguria, Sicilia, Veneto, Marche, Friuli, Abruzzo e Umbria. Il lavoro del farmaceutico fiorentino assicurerà anche regolarità alla fornitura. Tutto in una struttura militare, che fa capo all'Agenzia industrie difesa, e che sembrerebbe distantissima dalla marijuana. "Siamo dei farmacologi, la nostra etica ci dice che nel momento in cui è riconosciuta l'utilità di un principio attivo è giusto produrlo  -  spiega il direttore dello stabilimento, il colonnello Antonio Medica  -  E la canapa, se impiegata nel modo giusto, ha effetti benefici. Non ha senso privarsene, perché migliora la vita di persone colpite da malattie gravi".

Da queste parti il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere non arriva. La cannabis è considerata soltanto come farmaco. Sono stati il ministero della Salute e della Difesa a coinvolgere la strutturafiorentina nella produzione. "Siamo contenti di dare il nostro contributo, da anni lavoriamo per il Paese  -  prosegue Medica  -  non solo per le forze armate ma anche sintetizzando farmaci orfani per le malattie rare, o producendo grandi quantità di vaccini e medicinali "di emergenza" per fronteggiare epidemie". È in mezzo a tutto questo che, tra pochi giorni, cresceranno le prime piantine di canapa made in Italy, da coltivazione pubblica.

Nessun commento:

Posta un commento