sabato 7 marzo 2015

Ultimo giorno a Cesano Fine pena per Silvio

Ultimo giorno a Cesano Fine pena per Silvio (Gianni Barbacetto).

BerlusconiGIORNATA CONCLUSIVA NELLA STRUTTURA PER I MALATI DI ALZHEIMER SUBITO DOPO INCONTRO CON SALVINI E POI ALL’UEPE: “MI SENTO RIABILITATO? NO”.
Milano – In fondo, la parte più tranquilla della giornata di ieri è quella che Silvio Berlusconi ha passato all’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Poi ha dovuto tornare alle incertezze della politica e incontrare Matteo Salvini. È stato il giorno finale del “percorso di giustizia riparativa” prescritto dal Tribunale di sorveglianza di Milano al condannato per frode fiscale affidato in prova, come pena alternativa al carcere, ai servizi sociali. Non dovrà più tornare ogni settimana, come ha fatto dal 9 maggio 2014, tra i malati di Alzheimer assistiti nell’istituto dell’hinterland milanese.
Per lo meno, non lo dovrà fare per obbligo di giustizia: “Ma continuerò l’impegno”, ha voluto far sapere, per prolungare “un’esperienza toccante”.   IERI BERLUSCONI è arrivato puntuale alle 9. All’interno della struttura d’assistenza, è sceso dall’auto aiutandosi con una stampella, dopo un piccolo incidente al malleolo che lo fa zoppicare. Fuori dai cancelli della Sacra Famiglia ha trovato, anche questa volta, la “pasionaria” bionda che lo ha aspettato ogni venerdì per fargli sentire il suo sostegno. Ieri era armata di palloncini bianchi a forma di cuore e bombe spara-coriandoli, per festeggiare il fine-pena che scatterà l’8 marzo, giornata della donna. La signora ha cantato inni di sua produzione per il “leader migliore di tutti”.   All’uscita, alle 13.30, l’auto dell’ex presidente del Consiglio si è allontanata senza fermarsi dai giornalisti che lo aspettavano. Qualche rapido commento, Berlusconi lo ha concesso dopo essere uscito dall’Uepe (l’Ufficio esecuzione penale esterna), a un passo dal carcere milanese di San Vittore, dove Berlusconi ha incontrato per l’ultima volta la direttrice, Severina Panarello, che ha curato la sua “riabilitazione”: “Mi sento riabilitato? No”, ha detto. È finita? “Non si finisce mai”.   Una nota scritta aveva preceduto la sua uscita dall’istituto dove ha passato le mattine del venerdì in compagnia dei malati di Alzheimer: “L’incontro con la Sacra Famiglia di Cesano Boscone, il tempo passato con i malati, con i volontari, con gli operatori sanitari e sociali è stata un’esperienza toccante e ha rappresentato una pausa di serenità. Per questo intendo continuare questa esperienza e questo impegno”. E poi: “Credo che la politica, tutta la politica, avrebbe molto da imparare dall’umanità e dalla dedizione che ho trovato tra coloro che volontariamente e generosamente si dedicano alla cura di chi soffre”.   Gli fa eco il direttore della Sacra Famiglia, Paolo Pigni: “Silvio Berlusconi ha svolto le attività che generalmente può fare un volontario e per le quali non è richiesta una specifica preparazione professionale. Vogliamo rimarcare la massima serietà con cui la nostra struttura ha collaborato con le istituzioni mettendosi a disposizione dell’autorità giudiziaria per garantire che il servizio prestato dal dottor Berlusconi si svolgesse in modo corretto. A tal proposito abbiamo espresso le nostre valutazioni nelle sedi opportune secondo quanto previsto dalla legge. Dal tribunale ci era stato chiesto il massimo riserbo e noi lo abbiamo sempre rispettato”.   IL RISERBO ero dovuto non soltanto per il condannato, ma anche e soprattutto per le venti persone malate di Alzheimer del padiglione San Pietro con cui Berlusconi ha passato quattro ore quasi ogni venerdì per dieci mesi. “Sono persone con perdita delle facoltà cognitive, ridotte autonomie fisiche e funzionali e presenza di disturbi del comportamento”, ha ricordato Pigni. “Abbiamo fatto il nostro dovere, ci siamo lasciati con una stretta di mano. Il bilancio è stato assolutamente positivo”.   Il direttore lo scriverà anche nel suo rapporto che sarà inviato alla giudice Beatrice Crosti e al Tribunale di sorveglianza di Milano, che dovrà mettere definitivamente la parola fine alla pena alternativa e far tornare Berlusconi un uomo libero. Dopo uno sconto di pena di 45 giorni, concesso dalla giudice Crosti per il “ravvedimento” dimostrato dal leader di Forza Italia (dopo l’attacco ai magistrati durante il processo a Napoli contro Valter Lavitola) anche svolgendo “l’attività di volontariato in modo serio e apprezzato dagli operatori”. In questi dieci mesi, il servizio di Berlusconi ha avuto anche momentimolto “berlusconiani”, come il concerto dedicato agli anziani durante il periodo natalizio: l’ex presidente del Consiglio ha cantato i suoi motivi preferiti, come faceva da giovane sulle navi da crociera, facendosi accompagnare al pianoforte dall’amico Fedele Confalonieri. “Tutto previa autorizzazione del Tribunale”, puntualizzano alla Sacra Famiglia.
Da Il Fatto Quotidiano del 07/03/2015.

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