giovedì 16 aprile 2015

Berlusconi in allarme rosso nelle regioni è sotto al 10% “Ora in Puglia solo donne”

Berlusconi in allarme rosso nelle regioni è sotto al 10% “Ora in Puglia solo donne” (CARMELO LOPAPA)

Il crolloCrollo nei sondaggi. Nella campagna tappa da Padre Pio Bondi e Repetti votano col governo. La class action di Fitto.

ROMA – Pronti via, si parte, ed è già un disastro annunciato. Alla sede di Forza Italia di San Lorenzo in Lucina vengono recapitati i sondaggi riservati sulle regioni più importanti in cui si vota il 31 maggio. E il quadro va oltre le più fosche previsioni. Quasi ovunque l’asticella si fermerebbe sotto la soglia di sopravvivenza delle due cifre. Mentre Raffaele Fitto muove ora la guerra del simbolo e al Senato gli ormai ex Sandro Bondi e Manuela Repetti votano a favore della fiducia posta dal governo sul decreto anti terrorismo.
Il pallottoliere delle regioni, dunque. Fa eccezione la Campania, dove grazie al traino della lista Caldoro, governatore uscente, Forza Italia ancora raggiunge il 20 per cento. Altrove, va molto peggio: nel Veneto della Lega pigliatutto il partito si ferma al 10, in Liguria la lista varrebbe il 6, nella Puglia della faida con Fitto l’8 per cento, fanalino di coda la rossa Toscana col 5,5.
L’ex Cavaliere, consapevole della situazione, la addebita a chi «sta rovinando tutto», anche se sperava in un quadro complessivo leggermente migliore. Se finisse così, Salvini avrebbe vita facile nella scalata alla leadership. «Ma vedrete che una cosa sono i sondaggi, quando ancora la campagna non è iniziata, altra i voti reali», spiegava ieri Berlusconi ai vari parlamentari andati a trovarlo a Palazzo Grazioli, fino al coordinatore della tormentata Puglia, Luigi Vitali, ultimo in serata. Comunque sarà una corsa in salita, non c’è tempo da perdere, ecco perché il capo ha convocato per oggi a pranzo tutti i coordinatori delle regioni interessate dal voto e la commissione per le regionali: Denis Verdini, Altero Matteoli, Giovanni Toti, Licia Ronzulli. Dovrà chiudere sulle alleanze nelle piazze ancora in bilico, a cominciare dalla Toscana di Verdini e Matteoli, cercando di ricucire col primo (o rompere del tutto) nella sua regione, dopo mesi di gelo. In ogni caso, la decisione finale sulle alleanze e la composizione delle liste sarà portata entro fine mese all’Ufficio di presidenza e messa ai voti. «Chi non ci starà si metterà automaticamente fuori dal partito» è la linea dettata dall’ex premier con chiaro riferimento a Fitto.
Sta di fatto che proprio Raffaele Fitto non intende deporre le armi. Oggi altra conferenza stampa, ci sarà una sua lista distinta da Fi (anche se in supporto a Caldoro) anche in Campania, mentre un migliaio di suoi simpatizzanti lavora a una sorta di class action per contestare uso del simbolo e liste da parte dei vertici del partito. È stato chiesto un parere all’avvocato Gianluigi Pellegrino, che ha così risposto: «Berlusconi è solo il fondatore del partito», il congresso previsto dopo la rifondazione del 2013 «non è mai stato indetto » e ora «sostenere che Mariarosaria Rossi o Berlusconi stesso possano presentare simboli e liste per Fi è come affermare che Prodi e una sua delegata presentino liste e simboli a nome del Pd». Come dire, non hanno l’esclusiva. Il leader ignora la battaglia legale, intende replicare sul campo. Candiderà tutte donne capolista in Puglia, professioniste e imprenditrici locali (stile Renzi alle Europee), quindi si prepara a sbarcare nella regione più tormentata, con probabile puntata al santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, del quale la madre Rosa era devota. A caccia di una rimonta che richiede un miracolo. «Il consiglio che darei al presidente è di prendersi un anno sabbatico, andare dove vuole, anche ad Antigua, rigenerarsi allontanandosi dai tanti nemici interni che lo assediano — racconta a Montecitorio la fedelissima Michaela Biancofiore — Dopo, tornerebbe più forte e motivato di prima».
Da La Repubblica del 16/04/2015.

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