mercoledì 29 aprile 2015

Italicum, Renzi sfida la Camera e mette la fiducia. Il premier: "Arroganti? facciamo nostro dovere". Bersani: "Non esco da Pd"

  • Italicum, Renzi sfida la Camera e mette la fiducia. Il premier: "Arroganti? facciamo nostro dovere". Bersani: "Non esco da Pd"

Italicum, Renzi sfida la Camera e mette la fiducia. Il premier: "Arroganti? facciamo nostro dovere". Bersani: "Non esco da Pd"

Bersani e Letta non la voteranno. Torna fantasma scissione. Bagarre dopo la scelta del governo. Oggi il primo voto, domani altri due. DIRETTA DALL'AULA


Il tabellone elettronico © ANSAFOTO
Il tabellone elettronico © ANSA
L'Aula della Camera conferma la fiducia al governo sul primo articolo della legge elettorale con 352, 207 no e un astenuto.
Alta tensione alla Camera dove sono cominciate le dichiarazioni di voto sulla prima delle tre fiducie poste dal governo sull'Italicum. Il premier Renzi è al centro del mirino delle opposizioni e della minoranza Pd ma tiene il punto: 'Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere. Siamo qui per cambiare l'Italia, non possiamo fermarci alla prima difficoltà. Se la legge elettorale andrà si aprirà una fase affascinante'. L'ex segretario Bersani attacca ancora: 'Non esco dal Pd, lo strappo lo ha fatto Renzi, non io. Si ricordano degli ex leader per chiedere loro lealtà, non quando rimuovono dalla commissione o non ti invitano alle feste'. Per Fassina sono possibili 'più di trenta' no alla fiducia da esponenti del partito, Civati ricorda che il Pd si era già spaccato al Senato e la legge passò 'grazie a Fi'.
Prima prova di forza dunque per Matteo Renzi in Aula alla Camera dove è in corso la votazione sulla fiducia posta dal Governo al primo articolo della legge elettorale. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascun deputato sfila davanti al banco della presidenza e dichiara, ad alta voce, il proprio voto.
Il partito è scosso e la minoranza Dem sulle barricate insieme all'opposizione. Ma la minoranza Dem si spacca e almeno 50 deputati di Area Riformista fanno sapere che voteranno sì.
I deputati di Sel partecipano nell'Aula della Camera alla votazione sulla fiducia all'Italicum con una fascia nera al braccio in segno di lutto.
Diversi big del Pd non parteciperanno al voto e l'ex segretario Pier Luigi Bersani attacca: "Si ricordano degli ex leader per chiedere loro la fiducia solo quando si tratta di fiducie, non quando ti rimuovono dalla commissione". "Sulla legge elettorale - dice Renzi - sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere. Siamo qui per cambiare l'Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà".
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Renzi, fiducia, atto di serietà - Mettere la fiducia sulla legge elettoraleè un gesto di serietà verso i cittadini. Il premier Renzi scrivendo alla Stampa difende la decisione sull' Italicum. "Dopo aver fatto modifiche, mediato, discusso, concertato, o si decide o si ritorna al punto di partenza. Se un Parlamento decide, se un governo decide, questa è democrazia, non dittatura". Se l'Italicum non passa - ribadisce - il governo va a casa. Renzi si dice pronto a discutere sul Senato, ma adesso basta con la melina. E rimarca che se la legge elettorale viene approvata vuol dire che il Parlamento vuole continuare le riforme. "Sulla legge elettorale - scrive nella e-news - sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere. Siamo qui per cambiare l'Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà". "Se la legge elettorale andrà e il Governo - dice ancora - potrà proseguire il proprio compito, si aprirà una fase affascinante per tutti noi. Finita la fase delle riforme strutturali, infatti, la questione è: quale visione strategica per i prossimi vent'anni in Italia? Questa è la sfida che culturalmente più mi intriga".
Bersani all'attacco - La minoranza Dem è scossa dalla situazione e diversi big hanno annunciato che non voteranno la fiducia tra cui Enrico Letta e Pier Luigi Bersani. Uno strappo pesante che in qualche modo sembra evocare fantasmi di scissione. "Questo non è più il mio partito", dice l'ex segretario in colloqui con diversi quotidiani. Bersani smentisce lo spettro della scissione: "Io non esco dal Pd, bisogna tornare al Pd. Il gesto improprio di mettere la fiducia lo ha fatto Renzi, non io. E' lui che ha fatto lo strappo". Bersani va all'attacco: "Si ricordano degli ex leader per chiedere loro lealtà solo quando si tratta di votare queste fiducie, non quando rimuovono dalla commissione o non ti invitano alle feste".
In 50 di Area Riformista pronti a sì - "Almeno cinquanta deputati di Area riformista voteranno sì alla fiducia sulla legge elettorale". Lo annuncia Matteo Mauri, con un documento in cui si dice che la fiducia è stata un "errore" ma "se non passa il governo cade e sarebbe da irresponsabili non votarla". A non seguire Bersani e Speranza nel non voto sarebbero 50 su 70 di Area riformista. 
L'ITALICUM E LA BAGARRE IN AULA DOPO ANNUNCIO FIDUCIA - VIDEO


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