giovedì 2 aprile 2015

“La coop ha allacciato anche quelli della Lega” i pm: così scambiavano i voti con gli appalti

“La coop ha allacciato anche quelli della Lega” i pm: così scambiavano i voti con gli appalti (DARIO DEL PORTO E CONCHITA SANNINO)

I puntiL’inchiesta.
Dalle carte della procura emerge la rete politica della Cpl Concordia. “Le gare falsate grazie a un articolato sistema corruttivo”. E spunta la trattativa con la prefettura di Modena per ottenere la certificazione antimafia” . Ma avevano legami con il clan dei Casalesi.

NAPOLI – Voti in cambio di appalti. Scorciatoie istituzionali per entrare nella White list delle prefetture e ottenere le certificazioni antimafia, proprio mentre, per paradosso, in Campania si accordavano con ditte ritenute vicine al boss dei casalesi, oggi pentito, Antonio Iovine. E poi, rapporti diretti con «esponenti di rilievo del mondo politico e imprenditoriale». È la «rete » della Cpl Concordia, come la descrivono i carabinieri del Noe nelle 570 pagine a sostegno dell’inchiesta sulle tangenti per la metanizzazione di Ischia, condotta dai pm Woodcock, Carrano e Loreto con il coordinamento dell’aggiunto D’Avino. Un’informativa dove spiccano oltre cinquanta fogli bianchi: il volume degli “omissis”. Che ora fanno tremare ambienti politici e imprenditoriali.
GLI AFFARI E LE ELEZIONI
Francesco Simone, capo delle relazioni istituzionali della coop, da tre giorni in carcere, avrebbe «costruito una struttura» che «d’intesa con i vertici della società, utilizzava anche lo strumento del voto politico di scambio» per manipolare «l’assegnazione di appalti». Dalle intercettazioni emerge che Simone e lo storico presidente della coop Roberto Casari (anch’egli arrestato), si spesero per sostenere la candidatura alle elezioni europee del sindaco Pd di Ischia, Giuseppe Ferrandino, detto Giosi. Ma Simone ha anche «legami stretti con Giulio Tremonti, il quale, per i trascorsi socialisti di Simone, lo ha voluto insieme con l’ex deputato Psi Giuseppe Demitry nella squadra di consiglieri che lo hanno sostenuto alle ultime consultazioni politiche del 2013» .
L’ONORIFICENZA PER CASARI
È il marzo 2014. La Concordia ha in ballo un appalto in Sicilia, comune di Realmonte, e Francesco Simone attiva un amico presso la Prefettura di Modena affinché la società entri nell’ambita white list dei lavori pubblici, l’elenco delle imprese non gravate da sospetti. Se ne occupa l’ingegner Daniele Lambertucci, «un assistente del prefetto di Modena», allo stato non indagato. Ecco il riassunto della conversazione: «Simone e Lambertucci parlano della white list. E il secondo, rassicurando Simone, dice: “Senza farlo apposta sono io il responsabile dell’iscrizione in white list. Proprio stamattina ci riproponevamo l’iscrizione alla lista di Concordia” e aggiunge che “era stata un po’ rallentata viste alcune vicissitudini passate, senza parlarne abbondantemente al telefono”». In un’altra telefonata del 26 marzo, continuano i militari, «Lambertucci dice: “Domani si riunisce il gruppo interforze, sarà deliberata la certificazione antimafia per la Cpl, e nella stessa giornata la trasmetterà alle prefetture». Simone si spende con l’amico Lambertucci anche perché il suo capo, Casari, riceva l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Dice: «Allora ho scritto e parlato con il capo della segreteria di Poletti e ho incrociato la responsabile dell’ufficio onoreficenze di Palazzo Chigi che mi diceva di non perdere l’anno». L’amico gli ha già garantito: «Richiesta partita a velocità supersonica».
L’INCONTRO CON L’EX DEPUTATO PDL
Simone e un amico parlano del bando della Regione Campania per l’affidamento dei servizi d’analisi dei contratti Swap, cui sembrano interessati. «Senti, quella cosa di Napoli, che facciamo… dei derivati?», chiede Simone. E l’altro: «Non so quando loro sono pronti a fare il bando, così ce lo assegniamo, perché tu mi hai detto che è tutto …». Simone taglia corto e dice che ne parleranno a voce. Anche altri appalti nei loro interessi. Indagando su Simone, i carabinieri intercettano anche un incontro tenuto in un hotel romano tra l’ex deputato Pdl Amedeo Laboccetta, oggi presidente della società per la gestione idrica Gori, e un manager per discutere dell’eventuale affidamento di un servizio di recupero crediti che ammontano, per Gori, a «170 milioni» tra privata e pubblica amministrazione. Laboccetta dice che «sarebbe opportuno fare una manifestazione d’interesse perché una gara avrebbe tempi più lunghi».
LE SANZIONI ANNULLATE
Simone e Lambertucci si organizzano anche per annullare alcuni verbali elevati «presumibilmente » a carico di Casari. «L’ultima – dice Lambertucci – te l’ho girata due minuti fa, l’ho messa a posto, la situazione con il verbale lì è definitiva per sempre… L’abbiamo archiviato completamente, ok? Per gli altri (verbali) non ci posso far nulla perché sono stati fatti al giudice di pace. La prossima volta me li fai avere tu prima così risolvo. È sempre la storia con gli autovelox di velocità, l’ho fermati io, l’ultimo che è quasi 500 euro perché si raddoppia la multa. Dillo al presidente di stare tranquillo, di pensare al Modena».
LE RELAZIONI CON I LEGHISTI
Nel febbraio 2014, nel mirino c’è un appalto per interventi energetici «presso l’ospedale di Melegnano», in Lombardia. E di una presunta tangente. Il dirigente (indagato) della Cpl Andrea Ambrogi discute con un suo amico, allude a un non meglio identificato «Robin Hood, Robertino ». Dice: «Poi adesso gli devo dare 30 zucche… Casari.. perché lui ha allacciato i leghisti… Ma di brutto li ha allacciati». “Robin Hood” sarebbe un dipendente della Regione Lombardia e ad Ambrogi dice: «Siccome questi ci dovevano dare 40mila euro prima per fare questa operazione, invece non ce li hanno dati, e voi sì, io torno indietro, mi dai il tuo cd, mettiamo il vostro, se non ci riusciamo stai tranquillo che te lo ridiamo».
Da La Repubblica del 02/04/2015.

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