giovedì 2 aprile 2015

“Ok, ma si può fare di più”

“Ok, ma si può fare di più” (Antonella Mascali)

SabelliIl presidente Anm Rodolfo Sabelli.

II presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli, quando lo sentiamo sul disegno di legge anticorruzione approvato in Senato, ci tiene a non apparire un bastian contrario e dunque, la prima cosa che dichiara è che la normativa “rappresenta un passo in avanti”. Ma poi la conversazione si incentra sulle occasioni perdute.
Cominciamo dal punto che va: “È stata accolta l’esigenza, da noi rappresentata, di introdurre dei meccanismi premiali per chi collabora”. Però “mancano finora mezzi investigativi speciali, utilizzati contro il narcotraffico e la criminalità organizzata come il ritardato sequestro di una tangente. Ci permetterebbe di accertare chi siano tutti i protagonisti di quel sistema corruttivo. Manca anche l’estensione delle intercettazioni ambientali, uno strumento molto efficace per prevenire la corruzione, reato di difficile accertamento. Attualmente, possiamo mettere una microspia solamente se siamo sicuri che in un determinato luogo si stia commettendo un reato”.
Ci sono state molte polemiche sul reato di falso in bilancio. Per le società non quotate in Borsa, la quasi totalità, non potrete fare le intercettazioni…
Abbiamo segnalato ripetutamente questa criticità, ma rispetto alla depenalizzazione del 2002 registriamo comunque un’inversione di tendenza.
Rientra, però, nella legge sulla tenuità del fatto che può portare alla non punibilità…
Dipenderà, come per tutti gli altri reati coinvolti, dalla valutazione del giudice.
Massimo D’Alema, non indagato, sempre “indignato” per la pubblicazione del suo nome nell’inchiesta sulle tangenti a Ischia, vi chiama in causa contro la Procura di Napoli, così come il Csm: dovete “vigilare di più”, ha detto.
Sui casi specifici, su indagini in corso, l’Anm non interviene. Posso rispondere in termini generali. Spesso si fa riferimento alla persona non indagata che va tutelata. Io sposterei l’attenzione sulla distinzione tra le intercettazioni che sono funzionali all’indagine e quelle che non lo sono. Anche un indagato può parlare di un fatto strettamente privato e ha diritto alla tutela della riservatezza.
Quindi anche un non indagato può dire, o su di lui possono essere riferiti, fatti rilevanti per l’indagine?
Certamente, può rendere l’idea del quadro in cui si inserisce l’inchiesta. La Cassazione si è già pronunciata sull’importanza della funzionalità. È il nodo attorno a cui ruota la scelta delle intercettazioni rilevanti, valutate sempre da un giudice e anche la diffusione da parte di voi giornalisti. La Cassazione parla di interesse pubblico e rispetto deontologico.
Da Il Fatto Quotidiano del 02/04/2015.

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