venerdì 17 aprile 2015

Solo in due rifiutano il denaro della Cpl

Solo in due rifiutano il denaro della Cpl (Carlo Tecce)

TrasparenzaLA LEADER DI FRATELLI D’ITALIA E IL DEPUTATO BERSANIANO D’ATTORRE RINUNCIANO AI 7 MILA EURO DALLA COOPERATIVA. SPOSETTI (PD) E MARINO: “ORA DOVE LI PRENDIAMO?”. PALAZZO CHIGI INVECE TACE.

Il denaro è incolore e inodore. E non disturba, non puzza, se proviene da Cpl Concordia, la cooperativa rossa di Modena che pagava mazzette, spartiva gli appalti con la camorra dei Casalesi e oggi viene smontata (e arrestata) da un’inchiesta giudiziaria. Cpl Concordia ha finanziato negli anni decine di campagne elettorali e distribuito assegni e bonifici a destra e sinistra, più a sinistra a spulciare i tabulati acclusi all’indagine: il governatore Nicola Zingaretti; i sindaci Ignazio Marino (Roma), Virginio Merola (Bologna) e Antonio Decaro (Bari); il Partito democratico di Roma, Frosinone, Pesaro, Ferrara, Urbino e Foggia.
I VERSAMENTI sono registrati: tutto lecito, niente reati. Ma la politica ha un’occasione per marcare la distanza: restituire quei soldi, che pure se non emanano odore e all’apparenza non manifestano colore, s’è capito che sono sporchi. Giorgia Meloni (Fdi) ha annunciato che i 2.000 euro, deliberati da Cpl Concordia per il suo comitato elettorale, saranno donati al centro sportivo Maddaloni di Scampia. Alfredo D’Attorre (Pd) presto farà un annuncio simile, appena avrà riscontro di quei 5.000 che la cooperativa ha annotato nei suoi documenti sequestrati. E poi c’è il silenzio, il commento non pervenuto, le perifrasi per scostare la domanda: che fate, vi tenete il denaro di Cpl Concordia? Il vicesegretario dem Lorenzo Guerini non risponde, forse non vuole svelare la sorte dei 5.000 euro che, il 5 novembre 2014, la cooperativa ha inoltrato al Nazareno per le cene di raccolta fondi, astutamente celebrate perché ricalcano i metodi americani, un esempio di emancipazione dal sussidio pubblico e di trasparenza assoluta. A distanza di cinque mesi, però, il Pd – nonostante le promesse di Renzi – non ha ancora diffuso i nomi degli oltre ottocento partecipanti alle libagioni di Roma e Milano, un doppio appuntamento che ha fruttato 1,5 milioni di euro. Ecco perché il bonifico targato Cpl Concordia s’è scoperto soltanto con l’inchiesta di Napoli. A essere più precisi, il Nazareno ha spedito alla Camera (come prevede la legge) una lista rabberciata, nient’altro che una auto-certificazione: una quindicina di cognomi che Montecitorio non può convalidare e riportare negli archivi perché non è ancora operativa la Commissione per la trasparenza istituita dal decreto di Enrico Letta, l’ingarbugliato testo che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti.
Così non è sufficiente una legge, che si presta a troppe interpretazioni, per obbligare il Nazareno a rendicontare i soldi incassati con le cene e dunque i 5.000 euro di Cpl Concordia, che vanno sommati ai contributi della Cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi, in galera per Mafia Capitale, braccio sinistro di Massimo Carminati er cecato.
LA 29 GIUGNO e la Cpl Concordia sono affezionati ai democratici e puntavano assieme su Marino.
Il chirurgo rivendica di aver smantellato il sistema impiantato da Gianni Alemanno: il denaro che ha ricevuto dalla coop rossa (2.500 euro più 6.000 per un evento assieme a Zingaretti) e da 29 Giugno è regolare. Dal Campidoglio fanno sapere che il salvadanaio per la campagna 2013 è ormai vuoto e non pensano di raccattare qualche migliaia di euro per rispedire al mittente il versamento della cooperativa o di emulare il gesto di Meloni e D’Attore.
Il senatore Ugo Sposetti (Pd), invece, fa gli auguri di buona Pasqua e una battuta: “Io mi aspettavo di più da Cpl Concordia. Deve scrivere, per favore, che 10.000 euro mi sono sembrati spiccioli. Scherzi a parte, i soldi li ha consumati il mandatario per la campagna 2013 e sono giustificati dalle fatture: dove li prendo adesso? Le risorse avanzate sono state devolute a varie associazioni fino all’ultimo centesimo. Ripeto: dove li prendo adesso?”. Lo stesso dilemma magari inquieta Zingaretti: posta la domanda, non abbiamo ottenuto repliche. Come pure da Virginio Merola (20.000 euro), sindaco di Bologna, ma l’ufficio stampa rassicura che domani ci sarà tempo per soddisfare la nostra richiesta: che fate, vi tenete il denaro di Cpl Concordia?
STAVOLTA non vale la scusa: ci costringono a serrare la bocca, c’è la privacy. Una scusa che per le fondazioni, vedi Italianieuropei di Massimo D’Alema (20.000 euro solo nel 2014), diventa un muro. L’avvocato Alberto Bianchi, che gestisce la fondazione Open di Renzi, tre anni fa s’è consultato con il Garante per decidere come gestire la privacy per i donatori. Il Garante, all’epoca Francesco Pizzetti, ha spiegato che per le società non esistono vincoli, ma per i singoli cittadini va ottenuto un consenso: “Il sito di Open ha pubblicato il nome di tutte le aziende e anche delle persone che ci hanno autorizzato a divulgare importo e identità, come ci ha suggerito il Garante”. Vuol dire che Italianieuropei e le altre Fondazioni devono onorare la trasparenza. Almeno per le società (coop comprese).
Da Il Fatto Quotidiano 

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