giovedì 30 aprile 2015

UN DISEGNO DI LEGGE CHE BEFFA LA GIUSTIZIA

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UN DISEGNO DI LEGGE CHE BEFFA LA GIUSTIZIA (di Nives Guerra)


nivesguerraCom’è noto, dal testo del DDL sul reato di omicidio stradale, atteso da anni, è sparito il ritiro definitivo della patente a carico di chi commette questo crimine guidando in stato di ebrezza o sotto l’effetto di droghe.
Recentemente la Commissione Giustizia (?) ha depositato il testo, mancante del provvedimento, prendendo così in giro i famigliari delle vittime che da anni si battono per introdurlo e a cui era stata fatta la promessa che in questo disegno sarebbe stato sicuramente presente nel DDL.
Alle promesse non sono seguiti i fatti. Già i colpevoli scontano, quando va bene, pene irrisorie, vogliamo anche premiarli consentendo loro di rimettersi alla guida? Anche se fossero usciti dalle dipendenze – cosa mai certa e definitiva – credo sia opportuno che scontino almeno con l’ergastolo della patente, per aver stroncato la vita di persone il cui unico torto è stato di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Già l’omicidio colposo va stretto alle famiglie delle vittime, come capo di imputazione, in quanto ravvisano estremi per l’omicidio intenzionale. Voler favorire i rei anche in questo, mi sembra troppo.
Naturalmente le Associazioni che raggruppano i parenti delle vittime della strada si stanno muovendo per chiedere che venga ripristinata la pena per cui si erano battuti, andando a protestare presso i Ministeri.
Il Presidente Nazionale della “Associazione famigliari e vittime della strada” ricorda questo fatto, fra i tanti e lo ricordo anch’io, perchè suscitò molta impressione in città:
“otto anni fa un ubriaco in auto ha fatto inversione a “U” in Viale Piave a Verona, finendo contro una moto. A bordo c’erano due ragazzi. Questo signore che ha ucciso due persone ha avuto venti mesi di reclusione e la sospensione della patente per un anno. Ancora adesso lui guida ubriaco. Lo so perchè me l’hanno detto gli amici dei ragazzi morti, chiedendomi cosa si possa fare”.
Credo che un genitore non possa sopportare anche questa beffa, oltre alla perdita di un figlio in giovane età. Facciano mente locale quelli della Commissione, e pensino se dovesse toccare a una persona a loro vicina.
Quando leggo dell’indignazione di cittadini che attribuiscono alla magistratura la responsabilità per sentenze non adeguate, se non assolutorie, senza voler difendere i giudici – che possono sbagliare – riconosco che questi si trovano spesso a dover applicare leggi approvate da governi e parlamenti con poca sensibilità o totale incapacità, o che, per favorire interessi terzi, non legiferano per il bene della comunità.
Spero che l’Associazione in questione riesca ad ottenere il reinserimento nel DDL di un provvedimento che attiene alla sicurezza dei cittadini.

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