venerdì 17 aprile 2015

Whirlpool, licenziamenti “fantastici”

da il manifesto
LAVORO

Whirlpool, licenziamenti “fantastici”

Elettrodomestici. La multinazionale Usa dichiara 1340 esuberi a un anno dall'acquisizione della Indesit dalla famiglia Merloni. Operazione che un anno fa il premier Renzi aveva definito "fantastica". Blocchi e presidi in tutta Italia. La ministra Guidi adesso si dice "contraria" e tenta una mediazione

Alla fine del per­corso di acqui­si­zione della Inde­sit da parte della sta­tu­ni­tense Whirl­pool ci sono gli esu­beri, 1.340 circa. L’anno scorso il governo applaudì la fusione, ieri al mini­stero dello Svi­luppo il colosso Usa ha pre­sen­tato il piano indu­striale. Nel 2013 l’Indesit aveva già prov­ve­duto a chiu­dere l’impianto di Teve­rola nel caser­tano e pre­ve­dere un taglio del 30% del per­so­nale. All’epoca la Fiom avvisò l’esecutivo che la fami­glia Mer­loni stata trat­tando la ven­dita dell’azienda e i sacri­fici chie­sti non sareb­bero bastati a sal­va­guar­dare l’occupazione.
Quando si licen­zia si addol­ci­sce la pil­lola con gli inve­sti­menti, così la Whirl­pool pre­vede di impe­gnare 500 milioni in quat­tro anni, a fronte degli 83 milioni che erano stati annun­ciati da Inde­sit. Il piano pre­vede di ripor­tare in Ita­lia i pro­dotti delo­ca­liz­zati in Cina, Polo­nia e Tur­chia (con un aumento della pro­du­zione da noi da 5,6 a 6,2 milioni), la chiu­sura dell’impianto di Cari­naro nel caser­tano (830 dipen­denti diretti più 500 nell’indotto) e del sito di ricerca e svi­luppo di None (Torino, 90 impie­gati), men­tre le pro­du­zioni di Alba­cina (600 ope­rai) ver­reb­bero spo­state nel vicino sito di Melano, così il polo di Fabriano diven­te­rebbe il più grande in Europa per la pro­du­zione di piani cottura.
Si pre­vede poi il raf­for­za­mento di Cas­si­netta (Varese) con tutti i modelli da incasso e una cre­scita dell’occupazione di 280 unità. A Siena i con­ge­la­tori, a Comu­nanza lava­trici e lava­sciuga. Nel cen­tro nord fini­scono anche il 70% della spesa per ricerca e svi­luppo stan­ziate per l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). In sostanza si fugge dalla Cam­pa­nia, dove resta il solo sito di Napoli (con un futuro incerto) per le lava­trici di fascia alta.
«Si crea per noi un’opportunità unica per espan­dere la lea­der­ship glo­bale di Whirl­pool anche alla regione Emea», ha dichia­rato ieri l’ad Ita­lia, Davide Casti­glioni, che sui licen­zia­menti non si è scom­po­sto: sono state aggiunte 400 unità al taglio già pre­vi­sto da Inde­sit «per mini­miz­zare l’impatto sulle per­sone e sulle comu­nità». La mul­ti­na­zio­nale fa sapere di essere dispo­ni­bile a discu­tere, non pro­ce­derà a licen­zia­menti uni­la­te­rali fino al 2018, ma poi aggiunge «il piano è il migliore che pos­siamo met­tere in campo». Lunedì ci sarà un incon­tro a Roma tra azienda e sin­da­cati. La mini­stra Fede­rica Guidi si è affret­tata a espri­mere sod­di­sfa­zione per gli inve­sti­menti ma anche «forte con­tra­rietà» per i licenziamenti.
Gli ope­rai di Alba­cina ieri hanno bloc­cato la pro­vin­ciale 256. Nelle Mar­che stato di agi­ta­zione con assem­blee in tutti gli impianti. Scio­pero anche a Cari­naro, dove i lavo­ra­tori si sono riu­niti in assem­blea per­ma­nente, «pre­si­die­remo la fab­brica, è uno scippo indu­striale», fanno sapere. Nel caser­tano il 60% dei lavo­ra­tori è in cassa inte­gra­zione a rota­zione, l’accordo del 2013 pre­ve­deva che arri­vas­sero dallo sta­bi­li­mento di Melano 750 mila piani cot­tura, ma ne sono stati spo­stati solo 250mila: «È il gioco delle tre carte. Le lava­trici di fascia bassa di Teve­rola, che ven­de­vano molto, ven­nero spo­state in Tur­chia, ci dis­sero però che a Cari­naro resta­vano i frigo a incasso e dalle Mar­che sareb­bero arri­vati i piani cot­tura. Adesso i frigo emi­grano in Lom­bar­dia e i piani cot­tura restano dove sta­vano», spiega Mas­si­mi­liano Guglielmi della Fiom.
Michela Spera (Fiom) avverte che siamo in pre­senza di una «ver­tenza Cam­pa­nia»: la regione «paga un prezzo altis­simo in ter­mini di occu­pa­zione, siamo alla deser­ti­fi­ca­zione indu­striale. Governo e regione devono dire cosa inten­dono fare».
Non è felice nep­pure la Fiom di Fabriano che, con Fabri­zio Bas­sotti, domanda: «Que­sta è l’operazione fan­ta­stica di cui par­lava Renzi? — dice rife­ren­dosi a una frase pro­nun­ciata dal pre­mier per salu­tare l’acquisizione — Whirl­pool can­ni­ba­lizza la Inde­sit e strac­cia l’accordo 2013». Accordo da rispet­tare anche per Michele Zanocco (Fim Cisl): «Tutti i sog­getti impe­gnati, a par­tire dal governo, devono pro­durre ogni sforzo per garan­tirlo. Il ter­ri­to­rio cam­pano e quello caser­tano sono da tempo col­piti da pesanti pro­cessi di dein­du­stria­liz­za­zione, pro­du­cendo drammi sociali che rischiano di essere insanabili».

Il gover­na­tore cam­pano Ste­fano Cal­doro (in corsa per la rie­le­zione a mag­gio) ieri si è ricor­dato di con­vo­care i sin­da­cati. Men­tre il col­lega lom­bardo, Roberto Maroni, era felice per gli inve­sti­menti a Varese a sca­pito del Sud. Infine, Sal­va­tore Vozza di Sel (anche lui in corsa per la carica di gover­na­tore cam­pano) ha invi­tato Renzi a non limi­tarsi sabato pros­simo a pas­seg­giare a Pom­pei ma andare a Carinaro.

Nessun commento:

Posta un commento