mercoledì 27 maggio 2015

Berlusconi: nel 2018 non mi candido

Berlusconi: nel 2018 non mi candido (Francesco Bei)

Ex premierIl Cavaliere da Vespa “riabilita” anche le primarie e l’Italicum: “Ci va bene, con l’unione dei moderati funzionerà” Il premier attacca ancora sulla Liguria: “Questa regione è diventata una cavia per un regolamento di conti”.

ROMA – Ultimi tre giorni di campagna elettorale e in tv un redivivo Berlusconi ufficializza il suo passo indietro (definitivo?). «Sono personalmente convinto — è la premessa fatta a Porta a porta — che non ci sia la possibilità di andare alle elezioni prima del 2018: non conviene a Renzi e non conviene al Parlamento». Poi l’annuncio: «Non prevedo assolutamente di candidarmi. Sono incandidabile per sei anni per volontà della sinistra, ma non è per questo che non penso a un mio futuro parlamentare, ma perché penso di avere il ruolo di propositore del progetto del futuro centrodestra per il futuro degli italiani».
Il leader di Forza Italia stupisce anche per altri due capovolgimenti di linea politica. Su primarie e Italicum, finora sempre esecrati. Legge elettorale, adesso piace: «Per unire i moderati servono due anni e mezzo. Se le elezioni dovessero esserci a breve sono convinto che la Lega non entrerebbe in una forza unica. Ma con l’unione dei moderati l’Italicum ci va bene e funzionerà». Quanto alla scelta del leader, «se ci fossero votazioni controllate penso che le primarie potrebbero andare bene. Io non escludo che ci possa essere un intervento del parlamento per lo svolgimento delle primarie».
Berlusconi infine taglia corto sull’ennesima candidatura all’eredità che tiene banco da giorni sui giornali, quella della figlia Barbara. Niet assoluto: «Barbara e Marina hanno un padre che non gli farà mai fare politica. Dopo il male che ho subito io in questi anni, loro hanno un padre che farebbe un atto di imperio per impedirglielo».
Anche per Matteo Renzi è giornata di interviste televisive. Che sia 6-1, 4-3 o 5-2, il presidente del Consiglio ribadisce che dopo il voto regionale non cambierà nulla per il governo. «Per me il problema non è se vinciamo tutte le regioni, per me il problema è se rimettiamo in moto la speranza, ci curiamo delle aziende che rimettono al centro la qualità dei lavoratori ». Certo, alla fine la lingua batte dove il dente duole: la Liguria. L’unica regione dove la sinistra si presenta divisa con due candidati. «La Liguria — attacca Renzi — è diventata una cavia perché la stanno usando per regolare i conti. Quelli che hanno perso le primarie contro la Paita che ora vogliono far perdere la Paita perché questo è il loro modo di avere la rivincita. Non ce la faranno, arrivano quarti. Come al solito la sinistra radicale vuol aiutare Berlusconi».
Da La Repubblica del 26/05/2015.

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