domenica 31 maggio 2015

BERLUSCONI SPREMUTO DAI SUOI. E LO PORTANO AL COMIZIO SBAGLIATO

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BERLUSCONI SPREMUTO DAI SUOI. E LO PORTANO AL COMIZIO SBAGLIATO (di Ugo Magri)

«Ho già fatto tutto quanto era nelle mie forze, adesso per favore lasciatemi tranquillo». Così Berlusconi ieri mattina si è scrollato di dosso quanti lo supplicavano di compiere un ultimo exploit, nel giorno del silenzio elettorale, per regalare a Toti qualche spicciolo di speranza. Pretendevano che tornasse di corsa a Genova per una passeggiata in piazza, e poi magari che facesse pure un salto in Puglia da dove il luogotenente Vitali chiamava soccorso, ma Silvio stavolta è stato irremovibile: «Adesso basta». Non ne può più. Era partito con l’intenzione di astenersi dal far campagna, di non mettere la faccia in una sconfitta quasi matematica. Invece alla fine, per eccesso di generosità, si è lasciato spremere come un limone, e quanti sostengono di volergli bene ne hanno biecamente profittato, dimostrando scarso amore per un leader settantottenne che andrebbe conservato sotto una teca come le reliquie. Invece l’hanno portato in giro tipo Madonna Pellegrina. L’ex primattore è stato indotto a esibirsi perfino nei teatrini di periferia, lui abituato a ben altri palcoscenici. E fuori del «cerchio magico» non si è venuto a sapere, ma la scorsa settimana l’uomo ha avuto un crollo fisico tale da sconsigliare la puntata nelle Marche, difatti soppressa. Ieri il medico personale, professor Zangrillo, di nuovo gli ha ingiunto di staccare la spina.
Allo sbaraglio
La noncuranza nei suoi confronti è tale ormai da sfiorare il grottesco. Prova ne sia l’episodio di venerdì sera, con Berlusconi che si è presentato alla manifestazione sbagliata. Anziché dirigersi al PalaSegrate, per un comizio a sostegno della candidata di centrodestra, il corteo berlusconiano si è arrestato in piazza, dove la sinistra locale aveva allestito una festa. Va precisato che non c’erano bandiere rosse o simboli Pd, perché si trattava della lista civica, dunque l’equivoco ci può anche stare. Ma in altri tempi di sicuro non sarebbe successo. L’ex premier, in un crescendo di tragica comicità, ha visitato gli stand, si è congratulato coi militanti, si è lasciato scattare selfies insieme con loro, ha invitato a votare Paolo Micheli quale futuro sindaco di Segrate salvo scoprire troppo tardi che era l’odiato avversario, quasi incredulo dell’endorsement. Alla manifestazione forzista l’hanno aspettato invano: «Una serata davvero folle», si disperano gli organizzatori, «voleva regalarci una sorpresa e invece l’ha fatta agli altri…».
Traguardo minimo
Spera di resistere sopra al 10 per cento e, quantomeno, di finire davanti alla Lega: impresa possibile dal momento che i voti di Salvini sono concentrati in tre regioni (Veneto, Liguria e Toscana) laddove quelli forzisti sono spalmati su sette. Insomma, Berlusconi è fiducioso di salire stasera sul gradino più basso del podio. Altrimenti non si spiegherebbe come mai abbia già dato conferma della propria partecipazione domani al ricevimento presidenziale, nei giardini del Colle, per la festa della Repubblica. Se avesse il dubbio di ricevere una legnata, eviterebbe di trovarsi faccia a faccia con Renzi, e magari di doverne subire le punzecchiature.

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